27 - L'incidente

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L'ultima settimana di vacanze natalizie passò fin troppo velocemente, Thomas e Newt erano usciti varie volte insieme al gruppo, si erano comportati normalmente, abbracciandosi a volte, ma nulla che potesse confermare quello a cui Minho alludeva di solito.

Tra l'altro, ormai erano tutti abituati alle battute del ragazzo su di loro, cosa che andava decisamente a favore dei due.

Newt era tornato a casa propria il giorno prima dell'inizio della scuola, per volere di suo padre, che però non era sembrato di malumore né in condizioni instabili.

Thomas si era mostrato molto preoccupato a quell'idea, infatti non aveva perso tempo a mandare alcuni messaggi a Newt, per assicurarsi che stesse bene.

Adesso, il tempo che lo separava da Newt era ridotto a venti minuti, dato che Thomas sarebbe andato a prenderlo un quarto d'ora prima dell'inizio delle lezioni, per andare a scuola insieme.

Quella mattina, Thomas si era svegliato molto prima dell'orario impostato sulla sveglia, non a caso si sentiva fisicamente e mentalmente a pezzi, visto che la sera precedente non si era addormentato prima delle tre.

Sua madre gli aveva gentilmente preparato la colazione, prima di uscire con suo padre, così Thomas si era preso un po' di tempo in più per mangiare, poi si era lavato e vestito.

Mandò un messaggio a Newt qualche minuto prima di uscire di casa, così da potersi incontrare fuori.

Thomas prese lo zaino, il cellulare e le chiavi, per poi uscire.
Nel contempo, vide Newt attraversare il vialetto della propria casa, avvolto nel cappotto beige, che si addiceva perfettamente alla sua carnagione pallida.

Gli venne incontro con un sorriso, prendendogli la mano non appena gli fu vicino e lasciandovi un bacio, un leggero tocco con le labbra.

«Buongiorno» disse Newt e abbassò le loro mani intrecciate, per poter avvicinare il proprio volto a quello di Thomas e dargli un bacio sulle labbra.

«Dormire senza di te inizia ad essere davvero un peso» ammise Thomas, poggiando il mento sulla spalla di Newt, che lo tenne stretto a sé.

«Se mio padre fosse meno incoerente sarebbe tutto molto più facile» mormorò l'altro ragazzo, dopo di che, malgrado nessuno di loro lo volesse, si allontanarono.

Le loro mani rimasero intrecciate finché non giunsero alla fermata del bus, alla quale incontrarono anche Teresa, Minho e Brenda.

«Ciao ragazzi!» esclamò Brenda, appena i due furono più vicini.
«Allora Newt, sei ansioso di cominciare?» chiese al biondo, con un tono ironico.

«Uh, non sai quanto» rispose Newt, con sarcasmo.

«L'importante è che tu non abbia a che fare con Gally e poi sei a posto» disse Minho, circondando sia le spalle di Thomas che quelle di Newt con le braccia.

«Penso che Newt sia in grado di capire da solo con chi poter parlare o meno, non deve certo basarsi su quello che dici tu, Minho» replicò Teresa, con tono annoiato.

«Oh andiamo, non vorrai dirmi che consideri denti storti e marci un ragazzo con cui si può avere a che fare» l'asiatico sbuffò, incrociando le braccia al petto.

«Tu ci hai litigato, ma ciò non significa che lui sia un cattivo ragazzo di carattere. Con te si comporta male perché voi due non vi sopportate a prescindere» puntualizzò Teresa.

«Sì, sì» Minho fece un gesto noncurante, come per coludere lì il discorso.

«Chissà chi sarà la tua guida» disse Brenda, pensierosa.

Saudade | NewtmasLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora