Il mio intero corpo inizia a tremare e il diario quasi mi scivola dalle dita.
No, questo è impossibile. Non può essere vero, è solo un altro incubo, giusto?
"Cos'è?" Chiede Elizabeth.
Trovo difficoltà a parlare. Qui, proprio nelle mie mani, ho un oggetto sui pensieri e sentimenti profondi di Harry. È lo stesso diario di quando mi aveva scoperta a leggere la prima pagina, lo stesso diario sul quale passava ore a scarabocchiarci sopra.
Mentre lo fisso, un altro pensiero scende su di me.
Chi lo ha mandato?
Gemma? Forse. Non le parlo dalla notte della festa, ma avrebbe potuto mandarmi il diario?
Sfoglio il pacco alla ricerca di un mittente.
È stato strappato via.
Pensare al modo in cui Harry ha aperto, chiuso e toccato questo diario lacerato mi fa tremare e cerco di trattenere le lacrime.
Percepisco gli occhi di mia madre e di Elizabeth su di me e la temperatura nella stanza sembra essere aumentata rapidamente.
È troppo presto. Anche se sono passati cinque mesi, è troppo presto per me e non sono emotivamente pronta a leggere i pensieri di Harry, non sapendo se sia vivo. Frettolosamente, poggio il libro sul piccolo tavolo nell'ingresso, facendo dei passi indietro.
"Ho--ho bisogno d'aria," balbetto e mi giro per uscire fuori, i miei polmoni stanno lottando per ricevere dell'aria fresca e il mio cuore sta battendo rumorosamente nel mio petto.
Corro giù per le scale ed esco fuori nella notte, facendo dei lunghi, profondi respiri. La mia vista è sfocata e sembra che il mio petto stia collassando. Non mi sono mai sentita così, non dalla notte della festa ed è la sensazione più brutta che abbia mai provato.
Pesco le chiavi della macchina e la apro. Ho solo bisogno di guidare, di chiarire la mente. L'ho già fatto tante volte quando sentire la mancanza di Harry era particolarmente più difficile, e mi ha aiutato un po'.
"Rose, aspetta."
Mi giro ed incontro Elizabeth mentre si affretta fuori dall'edificio dietro di me, senza fiato. Fa un respiro profondo e si dirige verso di me, tenendo in mano il diario.
"Senti, non so cosa sia o chi l'abbia mandato, ma penso che dovresti prenderlo."
Mi mordo il labbro, spostando lo sguardo da Elizabeth al diario e viceversa. Solleva un sopracciglio.
Infine, prendo esitante il diario, entrando in macchina e gettandolo sul sedile del passeggero.
Giro attraverso le strade di New York, concentrandomi sul traffico. Mi sento come se stessi soltanto vagabondando, persa e senza sapere cosa farne del diario.
Una grande parte di me vuole leggerlo; memorizzare ogni parola di ogni singola pagina. Ma so che il mio stato emotivo e mentale è così fragile al momento, e leggerlo farebbe crollare di nuovo le mie mura costruite con cura e il mio cuore.
Mi avventuro nella città, ritrovandomi sull'autostrada. Mi ricorda dei percorsi in autostrada di Portland; Harry che si trovava sul sedile del passeggero accanto a me, a lamentarsi delle canzoni che trasmetteva la radio.
"Idiota," dico a me stessa. "Tutte le autostrade sono uguali."
Fantastico. Ora sto parlando da sola.
"Rosalie, sembri depressa."
Mi giro e vedo Harry seduto sul sedile del passeggero, i piedi poggiati sul cruscotto. Indossa una t-shirt nera con dei jeans neri, e degli stivali ai suoi piedi. Mastica un batuffolo di gomma verde luminosa, le sue labbra rosee si incurvano in quel ghigno che mi manca tanto.
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Fiksi Penggemar"Era come la luna--una parte di lui era sempre nascosta." A Rose non piace Harry, e ad Harry non piace Rose. Ma forse, la minaccia incombente di una mente spietata e una corporazione aziendale segreta, o una scorta di Snickers, riuscirà a cambiare c...
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