08. Non m'interessa

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Caleb sparì tutto il pomeriggio tornando tarda sera

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Caleb sparì tutto il pomeriggio tornando tarda sera. Precisamente verso le undici e mezzo.
Era andato via subito dopo la nostra chiaccherata, non aveva fatto altre domande, per mia fortuna,ci aveva creduto. Pensavo di essere sollevata da ciò ma, una parte di me voleva che capisse ciò che stavo passando e dopo che mi consolasse. Impossibile. A quanto pare avevo sopravvalutato la sua intelligenza e il suo modo di essere. Lui non era il tipo di persona che abbracciava per consolare, Caleb ti avrebbe riso in faccia o sarebbe rimasto ammutolito non sapendo cosa dire a riguardo; dipendeva da quanto una persona era importante per lui e io non lo ero affatto. Se non ci fosse stata Julia e il suo cambiamento sul diventare padre, non ci saremmo più rivisti. Forse sarebbe stato meglio.
Stavo seduta a guardare la televisione quando è rientrato da non so dove. Sicuramente era con qualche ragazza.
Il solo pensiero mi diede il voltastomaco. Lui avvinghiato ad una sconosciuta tutta curve mentre le accarezzava il corpo come aveva fatto a me una volta, mi si strinse lo stomaco al solo pensiero.
Non m'interessa. Non m'interessa. Non m'interessa.
Continuavo a ripetere quelle parole come un mantra. Poteva fare quello che voleva. Era la sua vita, però, dentro di me speravo restasse a casa con me. Che illusa. Volevo che continuasse ad accarezzarmi il braccio come aveva fatto dopo che Julia era andata via con Lucie.

Quando si era chiuso la porta alle sue spalle, sembrava stanco ma, non per qualche sveltina o almeno così dava a vedere. Aveva i capelli ricci composti, la t-shirt bianca ben aggiustata e composta, a parte due bottoni. Tutto composto, ma quegli occhi verdi che, come al solito, avevano un pizzico di malizia.
Mi rivolse un sorriso: - Che guardi? - a passo svelto si avvicinò prendendo posto accanto a me.
Cosa stavo guardando? Non lo sapevo neanche io, avevo iniziato a fare zapping sul telecomando non badando alle immagini che apparivano. La mia testa era altrove. Da quando era uscito di casa, non avevo fatto altro che pensare a Caleb e cosa facesse.

- Ti interessa la riproduzione dei leoni? - il suo sguardo fisso su di me era tra il divertito e incredulo. Sulla televisione apparve un immagine oscena quanto vedere Caleb accarezzare un'altra ragazza. Che cavolo mi era preso! A me non fregava nulla di lui. Proprio nulla.

- Amo la natura - mi giustificai mentre trattenevo il fiato, disgustata. Quando la scena cambió mi rilassai per qualche istante, perché riapparve la scena oscena. Tra tutti i canali, proprio su questo mi dovevo fermare?
Spensi di scatto il televisore e iniziai a sentire un calore sulle guance.

- Dimmi, Karina, questi documentari li fanno solo sui leoni? - lo sentii ridacchiare e per quanto fosse melodiosa, il fatto che la causa della sua risata fossi io, la rendeva tremenda.

- Su internet dovrebbe star scritto - risposi facendo un respiro mentre sentivo il mio viso in fiamme.

- Il rosso dell'imbarazzo, ti dona - si complimentò, anche se mi sembrava una presa per i fondelli. Quando si trattava di lui, nulla era sicuro; l'avrei ripetuto all'infinito.
Si avvicinò e io lasciai un sospiro. Aveva le labbra leggermente aperte e lo fissai negli occhi, in cui al liceo non facevo altro che ammirare. Cavolo, mi sembrava di essere tornata in quel periodo. Era un bene o un male?

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