Capitolo 15 la nuova arrivata

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Il mercoledì mattina arriva con fatica per Emma, che ormai vive
con l'acqua alla gola.
In questi giorni Andreas gli è stata addosso come una zecca, rubandogli persino il respiro.
Rendendola nervosa e paranoica.
Persino Oliver se ne reso conto, anche se guardandola da lontano.
Da quella confessione di domenica, ha messo le distanze, come una forma di difesa.
Mostrandosi indifferente, esternamente.
Mentre passa di nascosto le ore a spiarla, cercando di capire cosa stia succedendo.
Come ora, mentre la osserva da un angolo del cortile.
Mentre lei finge di sorridere a Sofia, continuando a guardarsi intorno nervosa.
Sempre bella nella sua divisa, sempre elegante e seria.
Una bella maschera, questa è.
E Oliver lo sa.
Perché mentre si toglieva la sua, vedeva quella di Emma sgretolarsi, diventare polvere davanti ai suoi occhi.
È durato pochi secondi quel momento di verità.
Eppure i suoi occhi sinceri e veri, mai li dimenticherà.
Comunque, questa mattina c'è una novità che distrae i due.
L'arrivo di una nanetta tutta pepe.
Che attira subito l'attenzione non solo loro, ma di tutto l'istituto.
"È arrivata l'anima della festa gente."
Distoglie lo sguardo da Emma, per osservare una nana che corre verso di lei.
Una nana che gli è molto familiare.
Ma dove l'ha già vista?
La brunetta abbraccia Emma, che stranamente ricambia amichevole.
Devono conoscersi, poiché sa che Emma difficilmente si mostra così...
Così vera.
Quando la nanetta libera dalla morsa Emma, incrocia per puro caso lo sguardo di Oliver.
Che finalmente si ricorda di lei.
"Ei spilungone.
Anche tu qui?"
Urla camminando verso di lui.
Fregandosene delle occhiate di tutti.
Al contrario di Emma, che vorrebbe mettere la testa sotto sabbia.
Ha conosciuta Isa nelle vacanze estive, durante l'inserimento del fratello nell'istituto per sordo muti.
Si sono incontrate per caso, ma tra loro due è scattata da subito simpatia.
Anche se in questo momento la sta odiando, perché non solo gli nega la fuga, stringendola per il polso.
Ma la sta trascinando anche con se.
Con divertimento di Sofia, che ha finalmente trovato una compagna di disavventure.
Forse più pazza di lei.
"Nana, che ci fai in una scuola di questa altezza."
Le tre ragazze non si offendono per la battuta di Oliver.
Perché sanno che non si riferisce al loro portafoglio, ma all'altezza della più piccola.
Che non si tira certo indietro.
"Tranquillo bianca neve, ho con me una scaletta.
E tu invece non hai ancora sbattuto la testa al soffitto?"
Emma, nonostante lo nascondi, sente un pizzico di gelosia per la scena che segue.
Isa e Oliver continuano il loro giochino, mostrando una specie di filing tra loro.
Che fa innervosire non poco Emma.
Anche se si sente una sciocca per la gelosia che sta provando.
La situazione è davvero confusa e frustrante per lei.
Che continua a guardarlo sorridere e scherzare con Isa, con una leggerezza che a lei non mostra quasi mai.
Sospira, spostando lo sguardo, dando un taglio a quella tortura.
Ma così facendo incrocia lo sguardo di Sofia, che sorride maliziosa, facendole capire di aver visto tutto.
E promettendo che dopo la tartasserà di domande.
"Allora nana, che ci fai qui?"
Lo sguardo di Emma torna su Oliver.
Che ha occhi solo per Isa, facendola sospirare ancora frustata.
Si  lascia cadere persa nei suoi pensieri.
Rispondendosi che forse quella scintilla, la sentita solo lei.
Ma la verità è ben diversa.
È vero che Oliver prova una strana simpatia per la nana.
Ma solo perché stima la sua autoironia.
Il perché si sta obbligando di evitarla, è semplice.
Non vuole cadere di nuovo in quel turbine di emozione, che prova ogni volta che le è vicino.
Spiarla da lontano è una cosa, ma averla vicina fa danni.
E lui non vuole provare quelle emozioni, che lo lasciano confuso ogni fottuta volta.
Quindi fa finta di non sentire quel sospirò triste.
E si concentra totalmente sul suo diversivo.
"Volevo provare l'emozione di fare la ragazza snob.
Ma devo ringraziare Emma che mi ha aiutato a superare i test, a causa della mia iscrizione in ritardo.
Al resto ci ha pensato il bel portafoglio di papà."
Risponde senza mezze misure Isa.
Facendo maledire a Oliver se stesso per la domanda fatta.
Perché ora l'occhio gli cade sulla perfetta Lopez.
Che sorride all'amica senza guardarlo.
È osceno il gioco che stanno facendo.
Tanto orgogliosi che nessuno dei due vuole perdere.
Ma cosa?
Cosa stanno cercando di dimostrare?
"Va be', comunque benvenuta tra gli adulti bimba.
Ti presento i mei due soci, Rayan e Owen."
I due sono molto sorpresi della allegria dell'amico.
Ma ormai hanno smesso di fare domande, negli ultimi tempi Oliver è più lunatico di una donna incinta.
Senza dare troppo peso al tutto si presentano alla nana.
Che guarda con attenzione Rayan, quasi inquietandolo.
"Rayan, Sofia mi ha detto che sei figo.
Ma le sue parole non ti danno giustizia."
Sofia quasi si strozza con la sua stessa saliva, perdendo il ghigno usato contro Emma.
Poiché ora è lei quella nella merda.
" Ah, così pensi che sono figo?
Così mi rubi il cuore Harley."
Inutile dire che il ragazzo non perde l'occasione.
Far crescere il suo ego, è davvero un colpo basso per la povera bionda.
"Guarda che per me è figo anche il cane del mio vicino.
Ed è un barboncino."
Ci prova Sofia a negare scappando verso l'interno ,ma ormai Rayan è partito in quarta, seguendola e molestandola da bravo pervertito.
Tornando a creare la solita scenetta, ormai ben conosciuta dai loro amici.
"Forse ho parlato troppo."
Si morde il labbro Isa, capendo di aver fatto un guaio.
"Per quanto sei piccola compensi con la lingua piccoletta."
Oliver la prende in giro, pronto a scompigliarle i capelli, ma la piccola è più veloce a scansarsi.
"Ah no spilungone, puoi dirmi di tutto.
Ma giù le mani dai miei capelli."
Lo sgrida, puntandogli un dito contro, cercando di sembrare autoritaria.
Risultando solo una nanetta imbronciata.
"Emma, ma Lucas che fine ha fatto?
In ritardo come al solito?"
Ne approfitta Owen, notando la mancanza del suo compagno di squadra.
Come al solito in ritardo.
Ed Emma lo sa bene, sa che Lucas c'è nato in ritardo, letteralmente.
Sua madre ancora gli rinfaccia le due settimane che si è preso in più di vacanza nel suo utero, parole sentite dalla madre stessa.
"Lucas ha molti pregi, ma uno di questi non è sicuramente la puntualità."
Sorride lei, veritiera nelle sue parole, bella in quel sorriso.
Lo stesso che attira lo sguardo di Oliver, come droga per un ex tossico.
È estenuante tutto questo.
Sa per certo che prima o poi impazzirà.
A salvarlo dallo stato di overdose da Lopez, è la campana.
Che mai ha amato come ora.
Ha solo voglia di fuggire, di stare lontano da lei.
Se non fosse che si ricorda all'improvviso che è mercoledì.
E quindi è fottuto.
"Lopez ci vediamo pomeriggio, alla solita ora."
Parla con freddezza verso Emma,  che ormai ci ha fatto il callo al suo carattere di merda.
Non le da ne meno il tempo di rispondere, che è già scomparso oltre i cancelli dell'istituto.
Forse dovrebbe rinunciare al suo posto di tutor.
Potrebbe parlarne con il preside, inventando qualche scusa.
Ed è quasi convinta a farlo, quando poi ricorda una frase detta da Oliver chissà quanto tempo prima.
"Solo tu sai farmi capire qualcosa.
Forse con te non rischierò la bocciatura."
Era stata una battuta innocente.
Ma che ora pesa sul senso di colpo di Emma.
Sul suo senso di responsabilità, facendole pensare di fargli un grosso torto.
Di poter poi essere la colpevole del suo fallimento.
Purtroppo questo è un difetto di Emma.
Fa suoi i problemi degli amici.
E infondo volendo o no, Oliver fa ormai parte della sua vita.
"Non mi avevi detto che tra te e lo spilungone c'è tensione sessuale."
Le sussurra all'orecchio Isa, facendola sobbalzare per il risveglio brusco dai suoi pensieri.
Ringraziando che non ci sono orecchie curiose vicino a loro.
"Non so di cosa parli Isa.
Tu leggi troppi romanzi."
Ma la sua risposta fredda e diretta non tocca minimamente l'amica, che sa di averci visto giusto.
Cammina al suo fianco verso l'entrata principale, con le mani dietro alla nuca.
E la faccia di chi ha una idea diabolica in testa.
"Mi fate venire voglia di chiudervi in una stanza.
Voglio proprio vedere se non esplodete di passione.”
Le sussurra ancora, prima di scappare verso La segreteria.
Lasciando Emma terrorizzata e piantata al suolo.
Semplicemente perché sa bene che quella nanetta ha il coraggio di farlo.
Sospira ormai per l'ennesima volta, al pensiero di doversi guardare le spalle anche dalle amiche.
E sono solo le otto di mercoledì mattina.

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