Oliver questa domenica mattina, l'ha passata a letto.
Dormendo sereno, come non faceva da una settimana.
Non ha sognato o cazzate varie, ma una volta sveglio si sente riposato e carico.
La sveglia segna le 13:00.
E questo gli ricorda l'appuntamento tra tre ore, con la sempre più misteriosa Emma Lopez.
Un mistero dalle mille sfumature che ha solo una domanda a renderla tale.
Chi è Emma Lopez?
Una volta tornato a casa la sera prima, ha ripensato a lungo agli eventi di poche ore prima.
Ma quello a cui ha pensato, una volta che la mente è tornata completamente lucida è:
Come sapeva cosa dover fare per sconfiggere quel vichingo?
La stessa domanda gli torna in mente, di nuovo ora.
Mentre si gode ancora il suo comodo letto matrimoniale King.
Non è un moralista del cazzo.
In realtà adora i confort che la sua vita previlegiata gli dà.
Un esempio pratico è proprio questo letto.
Grande da poter accogliere tre persone.
Con materasso ortopedico di ultimo modello.
Cuscini in lana compensata, ottimo per evitare cervicale e mal di testa mattutini.
Il tutto rinchiuso in una testata di doghe di legno nere, che gli danno un aspetto moderno.
Stile che sfuma in tutta la stanza.
Una stanza in cui lui si riconosce completamente.
Un mix di bianco e nero, fuso in uno stile moderno ed essenziale.
Nessun poster o foto, nessun oggetto inutile.
Solo l'essenziale, anche se lussuoso.
Insomma un luogo perfetto per trovare calma e riposo.
E in genere anche per liberare la mente.
Ma stamattina non funziona come dovrebbe.
Infatti la sua mente non è vuota, ma è diventata una tela su cui sembra di rivedere l'intera serata di ieri.
Ripercorre ancora una volta i suoi stessi passi.
Fino a rallentare all'arrivo di lei.
Di lei, che corre da lui verso il ring.
Di lei che gli urla cosa fare per vincere.
Di lei che sembra sapere esattamente come combattere su un ring.
Di lei che non lo giudica, ma gli offre il suo aiuto.
Nonostante lui sia stato uno stronzo con i fiocchi.
Sospira, mettendosi pancia in su, con le braccia sotto la testa.
Cercando di disegnare, sul soffitto bianco, questo arcano mistero.
Magari scoprendo una formula segreta per decifrarla.
Fa mente locale, riassumendo ciò che sa di lei.
Una bellezza fuori dagli standard.
Infatti non è snella, ne bassina.
Anzi, il suo corpo è formoso e morbido, e la sua altezza tocca quasi quella di lui.
Una bellezza arricchita dalla sua intelligenza.
Che è da lode, con l'aggiunta di bacio accademico.
Ma questo è giustificato dal suo bisogno di avere la borsa di studio.
Informazione quasi segreta a tutti, che la fa sembrare una secchiona del cazzo.
Segretezza, questa è un'ulteriore parola chiave.
Sia lei che la madre sembrano due persone molto riservate.
Tanto da potersi nascondere persino alla CIA.
Il vero mistero è il padre, di cui Oliver non sa nemmeno il nome.
Sa solo che lavora fuori paese.
Ma chissà che lavoro fa.
Mentre la piccola Lopez lavora in un pub per militari.
Ma le motivazioni sono sconosciute.
Ha due amici popolari, nonostante lei sia conosciuta per la sua freddezza, per la sua intolleranza verso il genere umano.
E per finire.
Conosce, almeno in teoria, la lotta libera.
Ulteriore informazione incompleta.
Sbuffa, posando due dita sul naso, cercando di arrivarne a capo.
Ma nulla.
Non riesce a creare un disegno specifico di lei.
I suoi pensieri vengono interrotti da un tocco leggero alla porta.
Sicuramente prodotti da Natalie che lo avvisa per il pranzo.
"Signorino, il pranzo è pronto se lo desidera.
E suo padre mi ha detto di avvisarla che sta partendo."
Un sorriso nasce sulle labbra di Oliver.
Due belle notizie in un colpo solo, il pranzo e la partenza del padre.
"Faccio una doccia e arrivo."
Non riceve risposta, se non il rumore dei passi di Natalie che va via.
Prima di alzarsi, viene fermato dal suono di una notifica.
Di un messaggio da sconosciuto.
-Ciao campione, sono Sofia.
Se ti chiedi come faccio ad avere il tuo numero, be’ è un segreto.
Comunque Emma mi ha detto di dirti che la biblioteca oggi è chiusa.
Che si fa?
Vi incontrate in un bar?-
Sorride, pensando all'amico disposto a tutto per fare felice Harley Quinn.
Anche dargli il suo numero.
Ma tornando al problema principale, ci pensa un po' prima di rispondere.
Quando una idea strana gli salta in testa.
Perché non osservarla in un ambiente a lei ostile?
Perché non vederla, come se fosse una tigre tolta dal suo habitat?
- Dille che lavoriamo a casa mia.
Questo è il mio indirizzo.
********.-
Sa che farà storie per accettare.
Conoscendo la sua freddezza, non apprezzerà vedersi in un posto così intimo.
Eppure il messaggio dopo, lo sorprende.
Perché dice che va bene.
Soddisfatto si infila sotto la doccia.
Preparandosi psicologicamente all'incontro con la Lopez.
Senza sapere che anche quest'ultima si sta preparando psicologicamente, ma per un omicidio.
"Come ti è venuto in mente di accettare?
Io non ci vado a casa sua."
Emma le urla addosso furiosa, attirando anche lo sguardo dei clienti nel bar.
Di cui però se ne frega altamente.
"Come la fai tragica, infondo ti ha solo invitata a casa sua, mica nel suo letto."
Emma fa lunghi respiri, pregando Dio di darle la pazienza, di non uccidere l'amica in un luogo pubblico.
Si sono ritrovate per un caffè, come succede spesso il sabato.
Ogni volta invitano anche Lucas, che però le dà sempre buca perché si sveglia tardi.
Era tutto come sempre.
Almeno finché non è uscito il problema della biblioteca.
Che subito Sofia a risolto chiamando Rayan, che ha risposto solo alla terza chiamata.
La scena più epica che Emma ha mai visto.
Di fatto Rayan ha risposto insultando chiunque l'avesse svegliato.
Per poi diventare un agnellino quando ha scoperto che era Sofia.
Insomma, grazie a Rayan hanno recuperato il numero di Oliver.
Decidendo di usare il telefono di Sofia per contattarlo.
Cosa di cui Emma ora si pente amaramente.
Perché l'amica, divertita dalla situazione.
Ha messaggiato con Oliver mentre lei era al bancone.
Con il risultato che ha accettato al suo posto l'invito a casa di lui.
Per poi dirglielo come se fosse la cosa più normale del mondo.
Facendoci arrivare al punto della situazione.
"Tu ora gli scrivo di no.
Che ci troviamo in un fottuto bar."
Non vuole andare a casa sua.
Non vuole trovarsi in un posto intimo con lui.
Non vuole entrare nella sua vita, anche se sa bene che ormai è troppo tardi.
Dopo ieri sera.
Dopo quello che vuole fare, gli sarà impossibile rimanere in disparte.
"Va bene.
Glielo dirò.
Così penserà che hai paura a stare sola con lui."
Sofia non ci prova ne meno a nascondere il suo sorrisino soddisfatto.
Perché sa di aver colpito nel segno.
Di aver colpito alla grande l'orgoglio dell'amica.
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Macchiati di Me
RomanceOliver Johnson, è il classico bad boy, figlio di papà, un vanto a sentire lui. Ribelle e dannato, vive la vita al momento, fregandosene delle regole. Si mostra superficiale e freddo, nascondendo segreti e lotte. Sempre al centro della situazione, m...
