Dopo più di una settimana, in cui dovesti rispondere ad altre mille domante, raccontare tutto il raccontabile cercando di non andare troppo nei dettagli per evitare di creare troppi problemi a quelli che tutto sommato erano diventati tuoi amici, finalmente potesti riassaporare l'aria fresca che quella giornata di sole aveva deciso di donarti.
Prima di uscire ti eri concessa di buttare un'occhiataccia nella cella dov'era rinchiuso All For One, che ti accolse solo con un "Come sei cresciuta, figlia mia." Al quale girasti le spalle alzandogli un dito medio.
La prima cosa che ti toccò fare, essendo un venerdì mattina, fu andare a scuola e assaporare tutti i commenti che ti saresti portata insieme al tuo ritorno in aula. Ai ragazzi, i pro-heroes avevano raccontato che eri stata tenuta sotto osservazione per controllare che non tornassero a cercarti, e quindi che eri stata rapita.
Come potevi aspettarti, fosti bombardata da domande per tutto il giorno, tu rispondesti a tutto, come ti avevano detto di fare, mangiasti insieme a tutti a pranzo, vi allenaste il pomeriggio e quando finì la giornata, e stavi per andare via, Bakugou ti chiese di parlarti.
"Non ti stanchi di raccontare palle a tutti?"
Ridesti come risposta. "Dovevo aspettarmelo da te." Ti grattasti dietro la testa abbassando lo sguardo.
"Allora?" Sospirasti alzando lo sguardo verso di lui.
"Ho un accordo con i pros e non posso dire molto. Solo che devi fidarti di me."
Era silenzioso, annuì e tu iniziasti ad allontanarti. "Sei tornata a sorridere. Stai con uno di loro, non è così?"
Fermasti un passo a metà strada e ti girasti sorridendo verso di lui. "Non ti si può nascondere niente, eh?"
"Non fare cose stupide. Mi fido di te. Vedi di non deludermi. O ti uccido." Girò i tacchi e se ne andò.
"Tranquillo, Nitro!" Urlasti, per poi andare via.
***
Via... ma dove? Tuo zio sapeva che avresti cercato i villain quella sera, era quello il piano, ma tu non sapevi da dove iniziare e così iniziasti dall'ultimo posto possibile, la casa che per colpa tua avevano dovuto lasciare.
Entrasti in quella che vuota e spoglia com'era adesso, sembrava più una catapecchia di quanto ti ricordasti. Col profumo di alcool e sigari la ricordavi tutta un'altra cosa. Passasti per le stanze fino a salire in quella tua stanza che era più casa di qualunque altro posto in cui eri stata.
Ti sedesti sul divano, poggiando il volto nelle mani, mentre gli occhi ti iniziarono a bruciare di quell'assenza troppo presente da lasciarti andare.
Era passata qualche ora e stavi quasi per addormentarti, quando sentisti un rumore ma guardandoti attorno non vedesti niente.
"Pensavo non ti avrebbero più lasciata andare." Sentisti quella voce familiare arrivare da una zona d'ombra, ti alzasti per raggiungerla. "Ferma e dimmi qual è il trucco."
"Il... trucco?"
"Perché sei fuori? Come te ne sei uscita? La tua situazione era un bel po' ingarbugliata."
"Avere uno zio ai piani alti aiuta?" Chiedesti retorica, ma sapevi non fosse quella la risposta che voleva. Avanzò di un passo tanto da far intravedere solo i suoi occhi di ghiaccio che ti scrutavano. "Okay. Ho un patto anche con gli eroi. Vogliono faccia il doppiogioco."
Fece un altro passo minaccioso, verso di te. "Tu hai accettato?"
"Non sarei fuori sennò." Facesti spallucce.
"Possiamo fidarci di te?" Gli chiedesti con lo sguardo di non fare quello che stava facendo, ma lui lo fece comunque: Giudicarti.
"Perché lo fai?"
"Me lo ha chiesto Tomura." Fece spallucce, ma quella risposta fu leggermente più dolce, e ti fece fare un leggero sospiro di sollievo.
"Tu... non mi odi, Dabi?"
"Sono venuto qui ogni fottuto giorno, sperando che stessi bene." Si stava creando una leggera tensione tra voi, quella tra due corpi che vogliono stringersi, senza sapere se l'altro ricambia.
"Beh... sto bene." Facesti un altro passo, adesso potevate quasi toccarvi, ma aspettasti.
"Lo vedo." Sorrise, per poi accarezzarti il viso. "Devo dire che la prigione ti ha fatto bene." E così ti tirò a sé baciandoti con la sua dolce violenza che a te aveva iniziato tanto a piacere. Passaste qualche interminabile minuto stretti a lasciare che i vostri movimenti parlassero per voi, che dicessero all'altro quanto vi eravate mancati, quanta paura avevate che l'altro fosse in pericolo, finché Dabi non staccò quel bacio che aveva iniziato. "Questa volta però me la paghi davvero. Non avresti dovuto spingermi via."
"L'ho fatto per te! Non saresti fuori adesso!"
"Non me ne fotte un cazzo." Ti tirò i capelli facendo il modo che tenesti la testa verso l'alto, rivolta verso lui, che in quel momento sembrava molto più alto di te e ti guardava dall'alto in basso. "Lo sai quanto sono stato in pena, eh?!"
Chiudesti gli occhi e annuisti leggermente, per quanto ti permetteva la sua stretta. Ti baciò con forza dalle labbra al collo, lasciandoti un segno sul lato, dove altri non lo avrebbero visto.
Con una gamba, ti fece forza dietro al ginocchio, facendoti perdere l'equilibrio e quindi cadere, inginocchiata, avanti a lui. Lo vedesti aprire le labbra per parlare, ma non gli desti il tempo, perché iniziasti a sbottonargli la cintura ed i pantaloni. Guardasti verso di lui che sorrise alla tua intraprendenza. "Devo esserti mancato." Disse, prendendoti il viso e abbassandosi per baciarti di nuovo. "Stupiscimi, bambolina, o potrei non avere pietá per te."
Sorridesti abbassandogli prima i pantaloni e poi l'elastico dei boxer, lasciando fuoriuscire la sua lunghezza e iniziando ad accarezzarla con una mano, chiedendoti come diavolo funzionasse. "Non ti assicuro niente." Dicesti con un filo di voce, per poi iniziare a baciare la sua punta, per poi poggiarla nella tua bocca e leccarla piano. Gesto al quale Dabi rispose con un gemito.
Muovendoti piano infilasti nella tua bocca tutta la lunghezza che pensavi di poter tenere ed aiutandoti con una mano iniziasti a muoverti e leccarla dolcemente, Dabi gemeva sotto i tuoi movimenti, osservandoti dall'alto, finché non arrivasti a dare un leggero morso alla sua punta. Questo gli diede un leggero fremito, e ti prese di nuovo per i capelli, con piacevole violenza. "Questo non dovevi farlo." Sorrise, per poi spingerti con forza tutto il suo membro in bocca.
Lo sentisti arrivare fin in fondo alla gola, questo ti provocò un leggero bruciore, ma intanto Dabi aveva iniziato a spingere dentro di te. Sentivi gli occhi appannarsi e ad un certo punto scendere delle lacrime, quando se ne accorse si fermò e ti accarezzò per asciugartele. "Scusami, troppo forte?" Scuotesti la testa, sentivi chiaramente il piacere risalire dalla parte bassa del tuo ventre, che anche senza venire toccato chiedeva di più, con leggeri spasmi ed una dolce umidità. "No, no, va bene, continua." Gli rispondesti, con tono erotico. E così fece.
Spinse e gemette infinite volte, e il solo pensiero che fosti tu a dargli quel piacere ti rendeva felice, nonostante il bruciore a volte aumentasse e le lacrime continuassero a scendere.
"Scusami anche per questo." Ti disse, per poi rilasciare il suo seme, che stavi già pensando di sputare quando ti disse "Ingoia." Tappandoti il naso, costringendoti a farlo per poter riprendere fiato.
Ti accarezzò di nuovo, per poi farti alzare ed abbracciarti forte. "Ti avevo detto che non sarei stato più così dolce. Spero di non averti traumatizzata." Sussurrò al tuo orecchio, con ancora un leggero affanno per l'orgasmo che gli avevi donato.
"No. Ne voglio di più." Dicesti solamente, per poi baciarlo con passione ed un amore che sapevi sempre piú profondo.
"Allora a casa ti darò il resto." Ti fece l'occhiolino. "Adesso, però, dobbiamo andare prima dagli altri."
Si rimise in ordine, e poi ti prese per mano.
"Seguimi, bambolina."
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Play With Fire. [DabixReader(OC)]
FanfictionATTENZIONE - CONTIENE SPOILER DEL MANGA. QUESTA STORIA È STATA SCRITTA PRIMA DEL REVEAL, quindi alcune cose potrebbero essere OOC per Dabi. Eravate migliori amici, lui il figlio del numero due, tu la nipote del numero uno. Succedono cose e vi perd...
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