Capitolo 29

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Ti risvegliasti nel tuo letto il giorno dopo, leggermente stordita.

Dabi alla tua destra, seduto sulla solita sedia, quando ti vide svegliarti corse accanto a te a stringerti la mano. "Non si sta mai tranquilli con te, eh, hero?" Ti disse, accarezzandoti dolcemente il viso, felice che ti fossi svegliata.

Dall'altro lato c'era un Bakugou torvo, che osservava la scena schifato, insieme a tutta la classe A, tra cui c'era chi fissava a bocca spalancata, chi faceva commenti imbarazzanti, chi osservava con gli occhi a cuoricino la scena che aveva avanti, insomma vi era un insieme di emozioni in quella stanza che ti risultava difficile decifrare.

"Io lo avevo detto che non me la contavi giusta, tu." Bakugou si stava avvicinando a te dall'altro lato del letto, mani in tasca e sguardo assassino rivolto a Dabi. "Mi chiedo perché All Might lasci correre su una situazione come questa."

"Perché amo la mia bambina, giovane Bakugou." Disse, con un sorriso senza aggiungere altro, All Might, che era appena arrivato, per poi rivolgendosi a Dabi. "I dottori mi hanno detto cosa è successo ieri. Ti ringrazio per essere intervenuto, ma mi chiedevo solamente... dove fosse finita l'infermiera."

"Lei non vuole davvero saperlo." Disse Dabi accennando un sorriso leggermente psicotico.

"Non l'hai uccisa, vero?"

Fece spallucce. "Non ho avuto l'onore."

"Dabi." Gli sussurrasti. "Non scherzare."

"Dovresti starla a sentire, sei in territorio nemico, pezzo di merda." Aggiunse Bakugou.

"Anche questo è vero." Sospirò, ammettendo la dura realtà.

"Il bambino?" Riuscisti a chiedere, ancora nello stordimento.

"Sta bene. Le interessava quello, quindi non ha usato nulla che potesse ferirlo." Ti rispose Dabi, e gli sorridesti per ringraziarlo.

"Si è capito perché lo ha fatto?" Disse All Might, anticipando le domande degli altri eroi in stanza.

"Lei è tua nipote, io il figlio di Endevour, siamo eredi di sangue di due numeri uno. Probabilmente si aspettano che il bambino sia più forte di entrambi." Rispose il villain, facendo restare tutti gli altri senza parole.

"Allora questa cosa non dovrà fare giri troppo ampi..." Disse tuo zio, accarezzandoti la fronte pensieroso, lasciando calare il silenzio.

"Una cosa non è chiara... Cosa vuol dire che... sei il figlio di Endevour?" Chiese Shoto.

Dabi lo guardò di sguincio. "Quello che vuol dire."

"Quale figlio?" Infierì il mezzo rosso.

"Quello morto." Non voleva pronunciare di nuovo quel nome che aveva abbandonato, e dovuto ripetere troppe volte in quei giorni.

"Ma non può essere." Disse Todoroki, ma gli altri non avevano colto.

"Problemi?" Rispose il moro.

"Solo che avrebbe senso..." Pensò mettendosi la mano sul mento.

"Quale senso?" Chiese Kaminari, dando voce a tutto il gruppo.

"Lei ha sempre amato Toya." Rispose. "Se quello è davvero mio fratello, ha tutto un senso." Spiegò col suo piatto tono di voce.

"Certi fili non si spezzano." Disse Momo, con tono innamorato.

"Sono legati dal filo del destino!" Aggiunse Miina.

"Magari il loro vero amore potrebbe farlo tornare sulla buona strada!" Canticchiò Ochako.

Intanto a Dabi stavano venendo i brividi, e guardandoti ti disse, in labiale un dolce "Ma col cazzo." Che ti fece scoppiare a ridere.

"Io non fantasticherei troppo." Dicesti alle ragazze, mettendoti seduta e continuando a ridere.

"Nemmeno io!" La voce di Toga risuonò nella stanza soave come un campanellino ed un bel po' di sguardi si girarono a guardare la figura seduta sulla finestra che leccava un coltellino svizzero.

"Toga che ci fai qui?" Disse monotono Dabi.

"Sono venuta a portare questo a (Y/N)! Penso che tra un po' potrebbe esserle utile." Porse una valigetta termica al ragazzo, che andò a recuperarla, sbirciandone il contenuto. Lei gli fece un occhiolino che stava a significare 'Dell'infermiera è rimasto solo questo.' Cosa che lui capì perché aveva avuto dei messaggi di aggiornamento.

"Toga!" La chiamasti, mentre stava per andare via, si girò a guardarti con un sorriso preoccupato. "Resti un po'?"

"Non credo sia una buona idea, bambolina." Ti disse Dabi.

"A me sembra un'ottima idea!" Rispose Toga, saltando dentro e correndo sul tuo letto ad abbracciarti.

"Non starete mica scherzando qui, eh? Volete che vi uccida tutti?" Urlò Bakugou, Kirishima però si avvicinò a lui accarezzandogli una spalla.

"Guardali." Gli disse. E Bakugou vi guardò. Guardò come il tuo viso si era illuminato mentre Toga ti sorrideva e ti diceva che dovevi assolutamente provare un gelato che aveva assaggiato quel giorno, e che forse te lo avrebbe portato. Guardò come Dabi vi osservava, restando in piedi, trattenendo un sorriso e controllando ogni secondo che stessi bene. Guardò come All Might ti guardava, con gli occhi dolci di un padre che vedeva crescere la sua bambina.

Tu te ne accorgesti, e guardasti negli occhi quel tuo vecchio amico.

"Devono davvero esistere villain e hero, ad ogni costo?" Facendogli un sorriso gli dicesti.

"Tch. Ti sei ammattita, volpe." Ti rispose. 

"Sono sempre stata matta, nitro." Sospirasti.

***

Passaste un po' di tempo in quella strana situazione, quando le ragazze cominciarono ad interagire con te e Toga, e i ragazzi con Dabi.

Paradossalmente aveste un pomeriggio normale, come si avrebbe tra un normale gruppo di amici.

Kaminari e Mineta facevano domande private a Dabi, a cui lui aveva deciso di rispondere con dei grugniti, perché come fossi nuda, se il tuo seno fosse sodo, o cose del genere, erano cose che doveva sapere solo lui, che al massimo pronunciava un semplice "Lei è mia, stronzi." Quando i commenti diventavano troppo invadenti.

Le ragazze invece iniziarono a parlare di ragazzi, quando Toga ammise per l'ennesima volta la sua cotta per Midoriya, Ochako stava quasi per perdere la pazienza, ma tu la fermasti, spiegando che adesso Toga era impegnata, anche se lei non voleva ammetterlo.

"Non è vero! Cosa vai dicendo in giro?" Ti disse, infatti.

"Ma come, mi stai davvero dicendo che tu e Twice non avete un qualcosa?" Le rispondesti con un occhiolino, al quale si intromise anche Dabi.

"Già, vuoi davvero dirci che non ve la spassate? Nella stanza accanto alla nostra. Urlando tutta la cazzo di notte? Perché io sto dormendo più sulla sedia dell'ospedale che nel mio letto." Ammise, mettendole un braccio sulla spalla, minaccioso.

"Davvero?" Gli chiedesti.

"Hai una fortuna a dormire come un sasso, tu, bambolina." Si allungò verso di te per poi darti un bacio sulla fronte, scatenando un 'awwwww' collettivo dalle altre del gruppo.

"Gli farò insonorizzare i muri." Disse Toga, gonfiando le guance, non potendo negare l'evidenza.

"Finalmente." Sospirò di sollievo Dabi.

Si concluse così quella strana serata, al suono della solita campanella, unita ad una risata. 

Play With Fire. [DabixReader(OC)]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora