La tua vita era relativamente tornata a quella folle normalità a cui eri abituata. L'unica differenza era che adesso avevi qualcosa che cresceva dentro di te. O almeno questo era quello che speravi di poter dire. Purtroppo quell'unica differenza portava con sé una serie infinita di differenze a cui non eri preparata.
A partire dal fatto che quando lavoravi, non ti toccavano più le ronde, ma le scartoffie poiché nessuno avrebbe mai permesso che venissi coinvolta in qualcosa che avrebbe potuto ferirti in alcun modo.
Il primo a preoccuparsene era proprio Dabi, che ti trattava, ogni mese, sempre più come una vera e propria bambolina, come ti chiamava lui, le sue premure aumentavo con l'aumentare del pancione. Quando ti iniziarono le voglie avrebbe girato il paese, pur di procurarti quello che volevi, anche con la forza, se ce ne fosse stato bisogno.
La fortuna del fatto che fosse un villain era che i negozianti avevano paura di lui, quindi spesso gli facevano prendere qualsiasi cosa con una faccia terrorizzata ed un "offre la casa" pur di farlo andare via, e questo anche ad orario di chiusura, per la cronaca.
Con tutto il resto poi venivano le visite periodiche e immancabili che ti toccava fare, nonostante l'unica gioia fosse il fatto che in quei giorni Dabi ti portava a trovare tuo zio.
Ah. E come dimenticare le voci sulla tua gravidanza. Immancabili tra gli scoop della settimana, con titoli da copertina del tipo "Chi sarà il padre?" o "Con chi se la sarà spassata la nostra eroina?", con commenti e maldicenze sul tuo conto sul fatto che fossi stata imprudente con qualche fan, o che te la fossi "spassata" dopo qualche vittoria con qualche tuo collega.
All'inizio il primo sospettato era Bakugou, finché non dichiarò, stanco dei commenti, che era felicemente fidanzato, e con un uomo, per giunta. Quindi la notizia andò velocemente a tacere. Ovviamente le teorie erano alimentate dal tuo silenzio, ma quel giorno, in cui camminavi per la città beatamente, dovendo portare un messaggio al numero uno, ti colsero di sorpresa con una domanda imprevista.
"Kitsune! Signorina Kitusne! Qui! Per favore, guardi in telecamera, abbiamo una domanda." Ti fermò il giornalista.
"Non sono qui per rispondere, mi dispiace." Dicesti, cercando di restare tranquilla.
"É solo una, saremo veloci."
"Se è sempre la stessa, allora evitatela."
"No, credo che questo non gliel'abbia mai chiesto nessuno, a giudicare dai miei studi." Si fermò a controllare un taccuino. "Sono un'analista del comportamento, non voglio la sua risposta. Mi basterà la sua reazione."
"Cosa?"
"Lei sa che il nostro corpo ha delle reazioni involontarie date dal nostro stato d'animo, giusto?"
"Sì ma cosa c'entra?"
"Lei ha detto la verità ogni volta che ha detto che il padre non era questo o quello, ma a questa domanda non ha mai risposto."
"Sentiamo."
"Si tratta di un villain non è così?" Ti chiese, lasciandoti a bocca aperta.
"Ovvio che no, di cosa sta parlando?! Okay, davvero. Mi sta facendo perdere tempo." Ti allontanasti, spingendolo via.
"Grazie! Finalmente ci ha dato un indizio!" Ti urlò dietro, mentre ti allontanavi.
"Cazzo, che razza di idiota." Dicesti tra te e te.
***
Finalmente arrivasti allo studio di Endevour, per consegnargli una lettera che non ti era consentito leggere.
"Carissimo Endevour, Eroe Numero Uno del Giappone,
Il mio nome è Re-Destro, e sono vice-capo del Fronte di Liberazione Paranormale. A nome di Shigaraki Tomura e dei miei colleghi mandiamo a lei oggi, questa presente lettera, per invitarLa, insieme a qualunque altro eroe ne abbia intenzione, ad un banchetto offerto dalla mia organizzazione, per potere scambiare due chiacchiere tra vecchi nemici.
La vostra giovane infiltrata ha un grande cuore, e dei grandi ideali, che oscillano tra l'ottica idilliaca dell'eroe suo zio, All Might, un pizzico di pazzia dello Stermina Eroi, Stain, ed il sogno di un'adolescente innamorata senza speranza, che ha imparato ad aprire gli occhi a molti dei nostri compagni, da voi cosiddetti "Villain", nella speranza di un mondo migliore e senza conflitto.
Se sarete così cortesi da accettare questo invito, vi assicuriamo completa assenza di armi ed inganni. Solo una serata per divertirci, come farebbero dei vecchi amici.
Le rinnovo i miei ossequi, Numero Uno.
P.S. La festa verrà organizzata il giorno del compleanno della fanciulla che sta consegnando questa lettera, gradiremmo potere essere insieme e non rovinare questo importante giorno, per lei."
"Che diavolo vuol dire questa cosa, (Y/N)?"
"Non lo so, cosa c'è scritto? Mi hanno ordinato di non leggerla." Dicesti sincera.
"Sei seria?" Annuisti. "Allora forse è meglio che tu non lo sappia."
"Sicuro? Devo mandargli una risposta? Cosa vuoi che gli dica?"
"Digli che va bene, che non ci fideremo della loro parola, ma va bene." E così andasti via.
***
Nei giorni a seguire, dovesti occuparti del disastro che quella fantomatica intervista aveva generato. Ormai tutti sapevano che il tuo scopo, in quanto eroe, era unificare le due fazioni principali, quindi la cosa più plausibile a cui pensarono tutti, era il fatto che tu volessi una cosa del genere perché stavi con un villain.
Si sarebbero spiegati sviamenti, cambi di argomento, e ogni cosa sul conto della grandissima eroina figlia di All Might.
Furono giorni di fuoco e tutti ti consigliarono di non muoverti di casa, per non venire stressata dalle troppe domande.
Ad un certo punto passò, però, una notizia al telegiornale, che mise a tacere qualsiasi diceria sul tuo conto.
"Annuncio straordinario! Endevour ha parlato!" Iniziava così, lanciando il video di una conferenza stampa in cui l'eroe esprimeva le sue dichiarazioni. "Le voci sul conto di (Y/N) sono un mucchio di fandonie e maldicenze che sarei grato non si continuassero a diffondere. La ragazza, come voi sapete è la nipote di All Might, il Simbolo della Pace, in questo paese. Non potete pensare che parli così apertamente della sua gravidanza, col rischio che la prendano di mira."
"Ma, Endevour, perché non ci dite chi è il padre del bambino? L'intero Giappone vuole saperlo, sarebbe tutto più facile. Lei sa qualcosa?" Chiese un giornalista.
"La domanda giusta è 'perché dovete sapere i ca-aehm- gli affari privati di noi eroi a tutti i costi?"
"Possiamo solo pensare che sia davvero un villain, allora!" Gli risposero, cosa a cui perse la pazienza.
"Dovete pensare che se si venisse a sapere che, mettendo caso, si trattasse di mio figlio, quella povera ragazza e il suo bambino verrebbero presi di mira da chiunque." Il collegamento si chiuse su quelle parole, lasciando in sospeso la domanda del se fosse davvero quello il caso.
Per fortuna, la rabbia di Endevour aveva intimorito molti giornalisti, e solo poche testate continuarono ad alimentare quelle assurde teorie. E questo fu già un grande sollievo.
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Play With Fire. [DabixReader(OC)]
FanficATTENZIONE - CONTIENE SPOILER DEL MANGA. QUESTA STORIA È STATA SCRITTA PRIMA DEL REVEAL, quindi alcune cose potrebbero essere OOC per Dabi. Eravate migliori amici, lui il figlio del numero due, tu la nipote del numero uno. Succedono cose e vi perd...
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