Capitolo 34

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Ti svegliasti su una dura lastra di legno, non sapevi quando tempo era passato, ma doveva esserne passato un bel po'.

Mettesti a fuoco dopo qualche minuto i bordi sfocati di quello che sembrava essere un laboratorio o una sala operatoria, provasti a muoverti, ma polsi, gomiti e fronte erano bloccati da strette cinture di cuoio.

"Dove sono?" Urlasti.

"Bene bene bene, stavamo iniziando a pensare che non ti saresti svegliata in tempo!" Rise una voce, ma non capisti da dove veniva.

"In tempo per cosa?" Chiedesti con un tremito nella voce, dovuto ad un forte dolore improvviso.

"Per cosa? Ma per il parto!" Rise la voce, comparendo da un lato, una donna coi capelli azzurri ed una maschera si presentò a te, con camice da laboratorio e guanti bianchi.

"Il p-parto? Ma manca un mese?" Tremavi alla realizzazione delle doglie che iniziavi a sentire.

"Oh, giusto. Dimenticavo! Hai dormito un mese! Ma ora ci serve il tuo aiuto. Se non spingi il bambino non verrà fuori. Solo per questo sei sveglia." Disse con una voce cantilenante al tuo orecchio, mentre arrivavano altre persone intorno a te, tutte con la stessa tenuta.

Non riuscivi a capire, come era possibile? Doveva avertelo letto negli occhi, perché continuò. "Tranquilla! Ti abbiamo alimentata con la forza, così che crescesse in salute! Saremo dei perfetti genitori per lui!"

"Non dite stronzate." Ti uscì dal profondo della gola, finendo in un urlo, dovuto ad un'ulteriore contrazione. "Non sarete mai... i suoi genitori..." Dicesti annaspando nel dolore.

"Ascolta. In questo momento devi solo spingere." Ti disse, prendendo un fazzoletto di cotone e mettendotelo tra i denti per non farti parlare.

Tra paura e disperazione, iniziasti a spingere, non potevi fare altro.

***

[Dabi POV]

È un dannato mese che la cerchiamo ininterrottamente. Ogni via che abbiamo preso ci ha portato nel posto sbagliato.

Un. Fottuto. Mese. Non riesco a pensare a cosa possano starle facendo. Non riesco ad immaginare cosa potrebbero fare al bambino. Li ucciderò tutti. Ad ogni costo.

***

"É qui!" Hawks disse al gruppo che lo seguiva, facendo un cenno verso la porta di un garage.

"Spero per te che sia la pista giusta. Non c'è più tempo." Gli disse Dabi, stanco di girare in tondo. Questa volta Hawks aveva trovato una pista di cui era quasi certo, ma sapevano tutti che la pazienza del villain sarebbe presto finita.

"Siamo sulla strada giusta. Ne sono sicuro." Gli disse l'eroe, poggiandogli le mani sulle spalle. "Arriveremo da lei..."

Un urlo interruppe la sua frase. Dabi guardò verso la porta, gli si era gelato il sangue. "Cazzo." Sussurrò.

Poi si precipitò verso la porta sfondandola con un'esplosione del suo fuoco. "Muovete il culo, stronzi." Urlò, facendo correre nella sua direzione tutti.

Seguirono le tue urla, lungo tutti i corridoi, finché non smettesti di urlare e alle urla si sostituì un pianto.

***

Tendesti le mani verso il tuo bambino, ma eri debole, la tua vista si stava annebbiando, e loro non te lo avrebbero ceduto.

"Signori! L'erede dei migliori eroi del Giappone è qui! Tra le nostre braccia!"

Si alzò un urlo tra tutti i presenti. "Sìì!"

"Noi lo proteggeremo!"

"Sì!"

"Lo cresceremo nel nome del nostro ideale!"

"Sì!"

"Sarà il bambino che ci salverà tutti! Il perfetto distruttore delle caste sociali in cui siamo intrappolati!"

"Sìììì!" L'ultimo urlo, più plateale e pieno di foga, fu bloccato da un'esplosione.

Non riuscivi ad aprire gli occhi, mentre le forze ti abbandonavano, stavi sanguinando troppo, volevi solo urlare di salvare il tuo bambino, ma non riuscivi. Non potevi fare nulla.

Nel frattempo nella stanza iniziarono attacchi e combattimenti da ogni fronte, c'erano urla, rumori. "Proteggete il bambino!" Urlava l'infermiera coi capelli blu.

"Salvate il bambino!" Dall'altro lato pregava Endevour.

Dabi stava combattendo con tutte le tue forze, non vedendoti, nascosta nell'angolo buio dove ti avevano lasciato, cercava di correre incontro all'infermiera, venendo bloccato continuamente da nuovi individui. "Bruciate. Tutti. Ora."

"Touya! Ci penso io qui! Vai avanti!" Urlò Shoto.

"Muoviti, non perdere tempo!" Si aggiunse Bakugou.

E così fece. Corse, lottando quanto poteva senza ferire il bambino. Ferito, sanguinante. Colpì al cuore l'infermiera. "Questo. É. Per. Lei." Continuò ad infierire, prendendo in braccio la creaturina che gli piangeva vicino. "Hey, hey, ciao." Smise di piangere guardando curioso chi aveva davanti. "Adesso cerchiamo la mamma, okay? Ti... ti darò a zio Hawks. Lui può proteggerti. Torno presto." Diede un bacio sulla fronte del bambino. "HAWKS!" Gli urlò, il piano era quello, per quanto lui fosse riluttante all'idea, con le sue ali l'eroe poteva tenere lontani gli aggressori e non fargli del male usando il quirk.

Si alzò di corsa, guardandosi intorno, mentre tutti ancora combattevano. "Qualcosa non va." Disse tra sé. "Qualcuno l'ha trovata?" Urlò, e vedendo una mano sbucare dietro un telo, corse verso quella che doveva essere Toga a giudicare dal cardigan beige.

"Toga!" Si fermò di botto, per vederti sanguinante e incosciente.

"L'ho trovata adesso." Gli disse. "N-non respira." Stava piangendo.

"Col cazzo." Dabi si inginocchiò di corsa sul tuo corpo inerme, ti controllò il battito. "Chiama quella tizia... La vecchia. Recovery Girl. Sarà venuta qui per un cazzo di motivo. MUOVITI, TOGA!" Urlò in un'escalation di terrore e panico nella sua voce.

Aprì la tua bocca, iniziando a soffiarci, provando con la respirazione forzata, alternata a delle forti spinte sul petto. Ripeté la procedura in continuazione, mentre i combattimenti fuori finivano, con la vittoria dei tuoi compagni, mentre calava il silenzio tra le urla di tutti quelli che davano indicazioni.

Fuori ammanettavano i sequestratori, controllavano i feriti e si complimentavano. Dentro il telo, tutto si era fermato.

"Ti prego. Ti prego, respira." Dabi stava piangendo, per quanto le uniche lacrime che potesse versare erano rosso scarlatto. Recovery Girl corse alla chiamata di Toga.

Entrando vide la scena guardando il giovane con una stretta al cuore.

"Lascia. Vedo che posso fare." Gli disse, ma lui non voleva lasciare. Non poteva lasciare che tu andassi via. Lei capì che non ti avrebbe lasciato, e così si inginocchiò accanto a te, dandoti un bacio sulla tempia e uno sul petto.

"Non succede niente. STRONZA. Ri-Riportamela." Urlò verso l'eroina, piangendo. Nella rabbia del non poter fare nulla ed il dolore del non essere arrivato in tempo, ma lei restò impassibile.

"Toga. Fai venire gli infermieri con la barella. Tu, ragazzo, dovresti uscire."

"NO!" Urlò, senza fiato.

Intanto tutti si erano riuniti fuori la tenda dove eri nascosta, il silenzio fu rotto da un vagito, che scoppiò in un pianto incontrollato.

"Sì." Gli disse, allora, l'eroina, essendo chiara su cosa intendesse. "Hai un bambino da cullare."

Lui strinse i pugni, alzandosi a testa bassa. "Se lei muore, vi uccido tutti." 

Play With Fire. [DabixReader(OC)]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora