Capitolo 14

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Sembrerà strano ma è da più di due settimane che non vedo e non sento Kevin.
Il giorni dopo la serata al pub non lo vidi in ufficio, dato che era andato via per affari, ma sono passati esattamente 13 giorni e di lui non c'è traccia.

Sto cercando di ammettere a me stessa che è meglio così, ma ogni volta torno da lui come una scema, quindi ho deciso: la prossima volta che lo vedrò e saremo da soli gli chiederò per l'ultima volta di dirmi cosa nasconde e se non lo farà chiuderò questo rapporto tossico che si è creato tra di noi.

Oggi è venerdì e in ufficio sono sommersa dal lavoro, e come se non bastasse Anna mi ha incaricato di stare alla reception per coprire un turno di un uomo che si è ammalato.
Quando arriva la pausa pranzo sono esausta, e decido di tornare a casa per riposarmi: credo di avere un po' di febbre.
Mi addormento sul divano mentre guardo un film su Netflix.

Quando riapri gli occhi sono le 5 del pomeriggio e mi ritrovo sul letto: probabilmente devo essermi alzata e non mi sono nemmeno accorta per quanto avevo sonno.
Controllo il telefono e vedo 2 chiamate perse da Melany e un suo messaggio.
"Chiamami appena puoi!"

La chiamo subito e lei risponde dopo due squilli.
"Hey! Ce l'hai fatta a rispondermi!"
"Scusami, stavo dormendo"
"Ti ho cercata in ufficio ma non ti ho trovata"
"Sono tornata a casa perché non stavo molto bene, ma ora sto meglio"

"Meglio così. Comunque volevo dirti che è tornato il capo in ufficio!"
"Mi hai chiamata per questo?" Rido.
"Si! Dovevi saperlo subito!"
"Tu sei matta! Grazie... ci sentiamo"

Okay, sono tranquillissima: l'idea che Kevin è tornato non mi tange, ma la parte curiosa di me vuole sapere perché è restato via così a lungo.
Ma devo farmi desiderare!

Dopo essermi fatta un bel bagno rilassante con tanto di candele profumate sono uscita per andare a fare la spesa, dato che il mio frigo è ormai vuoto.
Passo nel supermercato vicino casa e prendo qualche prodotto surgelato, non essendo così brava a cucinare.

Quando torno a casa mi accorgo di avere due nuovi messaggi. Uno è da mio padre, che puntualmente mi chiede di chiamarlo così mi potrà tartassare di domande sul lavoro, l'altro è di Kevin. Devo mantenere la calma e riflettere su cosa rispondere.

"Ho un meeting a Londra la prossima settimana, dato che dovrei portare la mia assistente ti va di venire?"

È palese che mi abbia invitato solo perché sono di Londra: in questo modo avrei accettato subito pensando di rivedere tutti i miei cari.
Ma non sono la sua assistente, e non può permettersi di non farsi sentire per due settimane e invitarmi poi ad un viaggio di lavoro?

"Non sono la tua assistente"

Inviato.
Sento l'ansia salire mentre aspetto la sua risposta, così decido di lasciare il telefono in camera e andare in salotto a guardare la tv.
Ma quest'idea va a farsi fottere quando sento il telefono suonare e corro a leggere la risposta.

"Potremmo parlarne meglio dopo?"
"Dopo?"
"Ho da fare, ti passo a prendere io"
"No"

Non risponde.
Respira Faith...
Credo sia impossibile perdere la pazienza con quest'uomo, ha un carattere impossibile!
So già che verrà qui, anche se gli ho detto d'inno, quindi devo prepararmi mentalmente per sembrare il più rilassata possibile.
***

Ho finito di cenare ora, e di Kevin nessuna traccia.
Ma la mia speranza che si fosse dimenticato muore quando sento suonare il campanello.
Vado ad aprire.

"Vieni?" Mi chiede.
"Dove?"
"Andiamo a fare un giro"
Senza discutere troppo monto nella sua macchina e parte subito.
"Quindi ti va di venire a Londra? Ho pensato che ti farebbe piacere rivedere la tua famiglia, le tue amiche,..."

"Perché mi hai invitata?"
Lui sbuffa

Il segreto del mio capoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora