~ Vanità e Orgoglio ~

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- Aspe-aspe-aspetta! NO! -

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- Aspe-aspe-aspetta! NO! -

Il mio pugno si ferma a mezz'aria, non appena sento alle mie spalle la voce allarmata di Malibu.

- Ti fai male così, Zuma. - aggiunge, questa volta con un tono più dolce, prendendo fra le mani il mio pugno e portandolo accanto al mio fianco - Ne abbiamo già parlato. Non devi fare così. -

Malibu è l'unica, tra tutti i miei amici, che non ha paura di parlarmi anche se sa che sono nervoso. Capisce che, in casi del genere, le mie parole non hanno il significato che sembrano avere e che, anche se i miei modi non sono proprio dei migliori, non sono mai violenti contro le persone: piuttosto sono gli oggetti e le mie mani, quelli a subire danni.

Devo fumare.

Malibu mi guarda con gli occhioni azzurro intenso, in attesa che mi calmi ancora di più ma ho già abbassato il pugno e la piccol rughetta fra le sue sopracciglia si è distesa. Poi usa quel sorriso, quello che farebbe sciogliere il più cattivo dei cattivi, ma io non riesco proprio a ricambiarlo.
Mi fa incazzare terribilmente che qualsiasi cosa io faccia o dica per Vivian non va bene.

Le esili braccia di Malibu mi stringono lateralmente - Va meglio, adesso? -

- Certo che sì. - dico giocando con la Zippo - Va tutto bene. -

- Ti posso fare una domanda, Zuma? -

- Anche due, Malibu. - ribatto mentre mi stringe.

- Perché quella scenata di gelosia? -

- Quale scenata!? - replico accennando un sorriso - Mi fa solo incazzare, quella mezza matta. -

- E allora che c'entra Spen? -

Spencer David Howe? Lui c'entra sempre.

A guardarlo sembra il perfetto principe azzurro moderno: occhi chiari e limpidi, faccia da schiaffi e, al posto del cavallo bianco, una Harley d'epoca che fa sbavare tutte le fanciulle.
Peccato che Spen non sia limpido come sembra e che, come tutti, abbia i propri demoni.
Siamo molto simili, noi due, per certi versi: a paritire dal fatto che entrambi siamo diversi da come appariamo a chi ci osserva con superficialità. Solo conoscendoci davvero bene, infatti, si potrebbe notare che, ad esempio, lui è tutt'altro che il cavaliere buono d'allarmatura scintillante. Almeno non lo è sempre, com'è normale che sia: per quanto mi riguarda, infatti, è impensabile che qualcuno sia interamente buono o interamente cattivo. Si tratta solo di scegliere su quale versante pendere.

Nonostante i suoi enormi difetti invisibili ai più, gli voglio un gran bene e mi rendo conto che ho con lui lo stesso atteggiamento protettivo che Cliff ha sempre avuto verso di me ma con una sostanziale differenza: mentre Cliff mi proteggeva dagli altri, io proteggevo Spen da se stesso.

- Niente, Malibu. Mi dà solo fastidio che lei pensi che sono un criminale. -

- Mezza Hollywood lo pensa. - comincia sciogliendo l'abbraccio per muovere il polso, e quindi la mano, di scatto, a sottolineare il disgusto che prova per chi mi giudica male - Che ti importa!? Non te n'è mai fregato nulla e adesso, tutt' a un tratto, t'interessa? -

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