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«Tu invece-» Jimin si avvicinò al corvino, lasciando cadere a terra il borsone

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«Tu invece-» Jimin si avvicinò al corvino, lasciando cadere a terra il
borsone.

«Come ti chiami?» Il biondo guardò Jungkook con occhi glaciali.

«Jeon Jungkook» Il corvine rispose arrogantemente, incrociando le braccia davanti al petto.

«Park, è arrivato! Venga, venga, così le presento la classe!»

La professoressa Kang, che era dall'altro lato della sala, alzò la voce per farsi sentire.

Jimin riprese il proprio borsone, dirigendosi verso la professoressa, ma non prima di avvicinarsi al corvino e sussurrargli all'orecchio.

«Sparisci dalla mia vista, Jeon»

Jungkook si pietrificò sul posto, girandosi poi di scatto verso il professore che si era già allontanato.

«Io lo ammazzo-» Il corvino ringhiò.

«Che ti ha detto che ti ha detto-» Taehyung si precipitò addosso al ragazzo, iniziando a saltellare con euforia.

Jungkook volle replicare ma fu subito interrotto.

«Ragazzi che ci fate qui?-»

La professoressa Kang li aveva raggiunti. Dietro di lei vi erano tutti gli altri, compreso Jimin.

«Oh ecco-» Hoseok cercò di sfoggiare uno dei suoi sorrisi più carini.

Sapeva che conquistavano sempre tutti, soprattutto le signore. «Eravamo curiosi di conoscere il nuovo prof»

Il rosso indicò con un gesto Jimin, il quale, invece, non lo stava minimamente calcolando.

«Oh bene-» La professoressa Kang sorrise ampiamente.

«Noi stiamo andando nella nuova sala, quella adibita per il corso di danza aerea del signorino Park. Se volete venire anche voi a dare un occhiata, gli abbiamo chiesto di esibirsi per noi-»

La professoressa rivolse il proprio sguardo al diretto interessato, sbattendo le ciglia come Bambi.

Jungkook mimò l'atto di un conato di vomito, cosa che non passò inosservata a Jimin.

Taehyung, invece, iniziò a lacrimare nel tentativo di non ridere.

«Certo, ne saremmo lieti» Hoseok sorrise amabilmente, burlando a sua volta il nuovo professore, cosa di cui la prof non si accorse.

«Andiamo tutti, allora!» La prof battè le mani. «Aula B»

Appena i ragazzi entrano nella sala in un primo momento rimasero confusi.

Vi era un'impalcatura al soffito, la quale reggeva delle strutture a cui erano appese una serie di tessuti.

Lunghi fasci di tessuti colorati, dal rosa al rosso, si estendevano fino al pavimento, uno per ogni studente.

Al di sotto di ogni struttura, in corrispondenza, vi era a terra un materasso.

«Oddio professor Park, lei davvero vuole insegnarci ad usare questi? Io ho paura» Una ragazza domandò, stringendosi nelle spalle.

Jimin si fece avanti, accarezzando uno dei tessuti sospesi. «Ragazzi, per favore, chiamatemi semplicemente Jimin. Dopotutto abbiamo la stessa età più o meno-» Il biondo sorrise ampiamente.

Due ragazze che erano infondo alla sala portarono la mano alla fronte, mimando uno svenimento.

Jungkook le guardò con disgusto. Fino al giorno prima era lui che riceveva quel tipo di attenzioni.

«Vi insegnerò ovviamente prima le basi, non vi nascondo che è abbastanza difficile, ma con il tempo potrete imparare qualche coreografia più semplice, credetemi sul fatto che questo tipo di danza colpisce molto» Jimin aprì il proprio borsone, in cerca di qualcosa.

«Più che danza sembra che debba farci uno strip, sicuro che abbiano chiamato un professore e non una troia?» Jungkook sorrise malevolmente, facendo scoppiare a ridere gli altri due del suo gruppo.

Jimin, che purtroppo aveva sentito, continuò a parlare, senza alzare la testa dal borsone, nascondendo così gli occhi che per qualche secondo si erano inumiditi.

«Professoressa Kang, vuole vedere la versione normale dell'esibizione che ho fatto a Tokyo o quella speciale?» Jimin si rialzò dal borsone, tenendo in mano il cambio di vestiti.

«Gradirei quella speciale, Jimin»

«Perfetto-» Jimin si allontanò, avviandosi verso lo spogliatoio.

Pochi minuti dopo tornò con addosso solo una t-shirt bianca semi-trasparente e dei calzoncini neri.

I ragazzi, intanto, si erano seduti tutti a terra.

Jungkook, Taehyung e Hoseok ben pensarono di sedersi davanti a tutti, dopo aver assestato un paio di gomitate per farsi spazio.

Jimin tolse il materasso sotto al nastro con il tessuto bianco e sfilò dalla tasca una benda rossa.

«H-ha intenzione di bendarsi? E ballare senza materassino? Ma non è pericoloso?» Lisa rivolse uno sguardo preoccupato prima a Jimin e poi alla prof.

Il biondo sorrise dolcemente, mentre si avvicinava al tessuto.

«Tranquilla, l'ho fatto mille volte, poi per me è un po' diverso-»

Jimin si schiarì la gola, spostandosi il ciuffo di capelli dagli occhi.

«Due anni fa, nel mio vecchio gruppo-classe di Busan, arrivò un ragazzo cieco-»

Nella sala calò il silenzio.

«Era già un bravissimo ballerino, ma voleva ottenere anche il diploma di danza aerea, proprio come me-» Il biondo si morse l'interno guancia, fissando il pavimento.

«Il mio vecchio professore non voleva saperne di insegnargli, diceva che era troppo pericoloso-»

Jimin risollevò lo sguardo, guardando i ragazzi ad uno ad uno.

Gli alunni pendevano dalle sue labbra, ipnotizzati.

«Decisi di aiutarlo io. Ogni sera, a fine lezione, rimanevo un'ora in più, per poter provare»

«Passai settimane intere a tentare di ballare con gli occhi coperti con una benda, per capire come poterlo aiutare, mettermi nei suoi panni, sono praticamente caduto almeno una trentina di volte-» ridacchiò.

Il biondo, in seguito, sorrise amabilmente al ricordo di quei tempi.

«Alla fine capii come potevamo fare e lo aiutai, mi proporsi di affiancarlo personalmente tutti i giorni, ha conseguito il diploma proprio l'anno scorso»

«Diciamo che poi io ho continuato ad allenarmi in questo modo perché mi rilassa»

I ragazzi lo guardarono stupiti, a bocca aperta, e con una nuova luce, compreso Jungkook.

Il corvino, infatti, iniziò a sentire dentro di sé uno strano senso di colpa ad attanagliargli le viscere, non aspettandosi che dietro quel ragazzo vanesio potesse nascondersi una persona così altruista.

Jimin prese la benda rossa e la pose sugli occhi, sgranchiendosi poi il collo.

Si avvicinò con decisione al tessuto sospeso e iniziò a farlo arrotolare intorno ad una caviglia.

«Manca solo la canzone che vi ho comunicato, professoressa-»

La professoressa Kang annuì, risvegliandosi dal proprio stato di trance, correndo allo stereo.

JUST ANOTHER DANCER | JIKOOKDove le storie prendono vita. Scoprilo ora