jeon jungkook, uno studente di danza un po' sbruffone, si ritroverà a dover temperare il proprio carattere, scontrandosi con il nuovo insegnante di ballo moderno, il professor park jimin.
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«Merda, che mal di testa-»
Jimin era appena entrato in aula per la lezione giornaliera.
Il giorno prima aveva preso un bel acquazzone ed il biondo era sicuro di avere ancora un po'di febbre.
Nonostante ciò andò comunque a lavoro, poiché, come sempre, non gli importava così tanto della sua salute.
Quindi, dopo aver inghiottito qualcosa per abbassare la temperatura, si fece forza per prepararsi all'imminente lezione.
«Salve professor Park-» Gli alunni lo salutarono in coro.
Jimin in risposta stiracchiò un sorriso, gesto che fece risaltare ancora di più le profonde occhiaie.
Il biondo, che doveva svolgere la lezione di danza aerea, si accostò alla propria postazione, asciugandosi con il palmo la fronte matida di sudore.
«Bene ragazzi, visto i progressi dell'ultima settimana credo sia arrivato il momento di imparare come stare sospesi a testa in giù, ovviamente voi userete il materassino-»
Il biondo indicò le postazioni altrui, in direzione degli innumerevoli materassini imbottiti.
Nella sua postazione, invece, come al solito non vi era nulla.
«Bene, iniziamo-»
Jimin si leccò le labbra secche, sentendosi fortemente disidratato, iniziando a spiegare le modalità di base per issarsi al tessuto per la danza e facendo vedere lentamente i passaggi per sospendersi a testa in giù.
Appena lo fece, un forte capogiro lo colse all'improvviso, facendogli pesare la stanchezza della situazione in cui riversava il suo corpo.
Provò a muoversi per scendere, ma preferì rimanere dov'era quando la stanza iniziò a girare davanti ai suoi occhi.
«Professor Park?»
Jennie scese dal tessuto, ponendo i piedi a terra e guardando interrogativa il professore che sembrava imbambolato.
«Scusate r-ragazzi-»
Jimin, affannato, cercò di far scivolare il tessuto tra le gambe, in modo da non essere troppo in alto.
«Credo di non sentirmi bene-»
Jimin sentì le forze lasciarlo, con la vista che diveniva scura, le braccia improvvisamente molli.
Era a poco meno di un metro quando il suo corpicino cadde, facendo un forte tonfo sul pavimento.
Immediatamente, poiché caduto di faccia, il biondo iniziò a perdere sangue dal naso.
«Chiamate subito qualcuno!»
«Oddio, oddio!»
«Professor Park! Professore!»
Lisa e Kai si fiondarono sul ragazzo, cercando di svegliarlo.
«Merda, è svenuto! Cazzo-» Kai si guardò intorno.
«Lisa vai a chiamare la professoressa Choi-»
Kai si girò poi verso gli altri. «Voi invece richiamate i soccorsi!»
Lisa annuì, precipitandosi fuori dall'aula, in direzione dell'ufficio della Choi.
Svoltò un angolo in fretta e, rovinosamente, finì per urtare qualcuno.
«Diavolo Lisa-»
Jungkook la scostò. «Perché cazzo corri?»
«Lisa, non dovresti essere a lezione?»
Yugyeom circondò i fianchi del corvino, guardando la ragazza con curiosità.
Taehyung, intanto, fissava il soffitto, trovandolo estremamente interessante.
«Devo correre dalla Choi, il professor P-Park-»
Lisa non finì nemmeno la frase, essendo stordita, muovendosi così per superarli.
Ma dovette fermarsi poiché il corvino le aveva afferrato il polso.
«Il professor Park cosa?»
Jungkook corrugò le sopracciglia.
Lisa si agitò, torturandosi le mani.
«È svenuto, mentre era sospeso, ha sbattuto la testa, devo avvisare la Choi che abbiamo chiamato i soccor-»
Jungkook non finì nemmeno di sentire la ragazza, scostando malamente le braccia di Yugyeom e correndo verso l'aula in cui sapeva si trovasse Jimin.
Corse a perdi fiato, con il cuore a mille.
Entrò e vide una piccola folla radunata intorno ad un punto.
Si addentrò, ritrovandosi la scena di un Jimin svenuto, in una chiazza di sangue, con Kai che non sapeva cosa fare e che era nel pallone.
«Levatevi di mezzo, cazzo!»
Jungkook si inginocchiò, prendendo Jimin e mettendolo semiseduto, in modo che non ingerisse il proprio sangue.
Lo appoggiò sul proprio petto, scostandogli i capelli appiccicosi di sudore dalla fronte.
«J-Jimin-»
Jungkook lo scosse lievemente, intanto che con la manica della propria maglia asciugava il sangue che non ne voleva sapere di smettere di uscire.
Il biondo aprì leggermente gli occhi, muovendosi flebilmente.
«È solo u-un po' di febbre-» bisbigliò, accoccolandosi sul petto del corvino.
Jungkook, che scostando i capelli pochi attimi prima aveva già sentito la fronte bollente di Jimin, lo sgridò.
«Che diavolo pensavi di fare?» Il corvino lo strinse, dondolandosi con Jimin tra le braccia.
«Abbiamo chiamato i soccorsi già da dieci minuti» disse Kai.
«Lo porto io in ospedale, i soccorsi ci mettono troppo-»
Detto ciò il corvino prese a mo' di sposa Jimin, posando gli occhi sulle proprie mani e la maglia del biondo, notando quanto risaltasse il colore rosso.
«Quanto cazzo di sangue hai perso, merda-»
Jungkook corse verso l'uscita, con Jimin semi-svenuto tra le braccia, superando Yugyeom e Taehyung, senza nemmeno sentire cosa stessero dicendo.