jeon jungkook, uno studente di danza un po' sbruffone, si ritroverà a dover temperare il proprio carattere, scontrandosi con il nuovo insegnante di ballo moderno, il professor park jimin.
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«Credo che potrebbe essere una bella idea, dovrò chiedere al mio gruppo però-» Jungkook annuì con la testa, riflettendo.
Jimin aveva proposto, per l'esibizione di fine anno, una collaborazione tra i due gruppi, invece della solita faida, per aprirsi ad un'esperienza di arricchimento, provando a mescolare i due stili di ballo.
I ballerini alunni di Jimin avevano già dato il loro accordo, ora restava solo vedere cosa ne pensava il gruppo del corvino.
«Ci volevi tu per portare la pace qui-»
Jungkook ridacchiò, abbracciando Jimim da dietro, guardando il loro riflesso nello specchio della sala da ballo.
I due in quei giorni dopo il ritorno del professore si erano scambiati molte effusioni in pubblico e, a quanto pare, gli altri insegnanti avevano accettato la loro 'relazione', probabilmente esclusivamente perché i due avevano pressoché la stessa età.
«Poi magari chi vuole può fare un esibizione da solo, ho pensato ad una coreografia che sarebbe perfetta per te-»
Jimin portò le mani al petto, con occhi sognanti. Jungkook, in risposta, gli pose un bacio sul collo, ridacchiando.
«E sentiamo, che coreografia avevi pensato per me? Qualcosa di sexy, spero-»
Jimin gli diede un piccolo pugno sul braccio.
«Idiota-» Il biondo si rigirò nell'abbraccio, in modo da poter guardare in faccia il corvino.
«Avevo pensato ad una coreografia con l'utilizzo dell'acqua, qualcosa di molto delicato-»
Jungkook schiuse le labbra, arrossendo.
«Ohw, non sono abituato a questo genere, non voglio deluderti-»
Jimin scosse la testa, facendo sbatacchiare gli orecchini pendenti.
«Non potresti mai deludermi, sei bravissimo Kookie, fidati di me, sarà perfetta per te-»
I due si scambiarono un bacio a stampo, senza sbilanciarsi troppo.
«Ora vado a lezione con la Choi, appena stacco ti raggiungo in Aula F e torniamo a casa insieme, uhm?» Jungkook inclinò la testa di lato.
A Jimin ricordò un piccolo cucciolo.
«Certo, ordiniamo sushi stasera, mi sento di buon umore-»
Il biondo salutò con la piccola mano il corvino, prima di iniziare a mettere in ordine la stanza che era stata utilizzata per la sua lezione.
Jimin era stranamente agitato ed emozionato. Finalmente la sua vita sembrava aver preso almeno una minima svolta positiva.
Jungkook sembrava la risposta alle sue domande.
Certo, sapeva che il problema dipendeva da sé stesso e che il grande quesito alla base di tutto era riuscirsi ad amare, amare quello che era, amare Park Jimin.
E Jungkook sembrava che lo stesse facendo. Si prendeva cura di lui nonostante il caratteraccio che aveva, nonostante l'insicurezza, nonostante la paura.
Solitamente quando qualcuno dimostrava un benché minimo interesse per Jimin quest'ultimo, pensando di non meritarselo, li allontanava nei modi più impensabili.
E tutti presto rinunciavano.
Perché, infondo, chi avrebbe perso tempo dietro ad una persona che non accetta l'aiuto di nessuno?
E invece Jungkook lo stava facendo.
Era rimasto.
Era lì per lui.
E Jimin sorrise inconsciamente a quel pensiero, sentendo di avere finalmente la possibilità di dimostrare che anche lui poteva amare, che anche lui poteva essere felice.
Nonostante tutto quello che aveva passato, che era successo.
Nonostante la sua precedente relazione e l'inconveniente delle molestie, che mescolate al masochismo che aveva nei suoi confronti, furono sostanzialmente distruttivi per il suo povero cuore.
Il suo cuore, infatti, era impolverato.
E Jungkook lo stava aiutando a farlo funzionare di nuovo, come con un vecchio pianoforte dimenticato ma che può ancora regalare delle ammalianti melodie.
Jungkook gli aveva dato una possibilità.
Jimin continuò a sistemare, perso tra i suoi pensieri, finché una voce non lo distrasse, facendolo sussultare.
«Sai dove posso trovare Jeon Jungkook?»
Jimin sussultò di nuovo al tono freddo dell'altro, incespicando con le parole.
«S-Sì, dovrebbe essere in Aula D, ma ora c'è lezione»
Il ragazzo che lo aveva interpellato lo guardò male, fissando lo sguardo poi sulla sua t-shirt.
«Sbaglio o quella maglia è di Jungkook?»
Jimin sgranò gli occhi, chiedendosi come uno sconosciuto potesse sapere una cosa così intima come il riconoscere una semplice t-shirt.
«C-Come fai a saperlo?» Jimin sorrise flebilmente, intimorito.
Il ragazzo, facendo vagare lo sguardo e notando un succhiotto sul collo del biondo, storse la bocca, infastidito.
«Lo so perché conosco molto bene Jungkook-» Il ragazzo si passò una mano tra i capelli color menta.