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«Qualcuno ha fatto le ore piccole ieri sera-»

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«Qualcuno ha fatto le ore piccole ieri sera-»

Jungkook guardò il collega, fulminandolo con lo sguardo.

I due avevano appena finito il turno mattutino in fabbrica, avviandosi così a casa del corvino per pranzare insieme.

«Namjoon, taci-»

Jungkook roteò gli occhi, massaggiandosi la spalla dolente per lo sforzo fisico della giornata.

«Hai sporco qui-»

Namjoon ridacchiò, togliendo con il pollice la fuliggine che il corvino aveva sul naso.

«Allora, mi dici cosa ti è saltato in mente ieri sera? Lavorare in hangover fa schifo-»

I due erano arrivati alla macchina del maggiore, pronti per dirigersi a destinazione.

Jungkook aprì lo sportello, fiondandosi sul sedile del passeggero, sfinito.

«Aish, ho bevuto come un coglione, poi l'ho presa pure a male-»

Il corvino si passò una mano in faccia, con frustrazione. «Ho dormito pure di merda»

Namjoon avviò l'auto, ridendo. «E perché l'hai presa a male?»

Il corvino schiuse le labbra, girandosi verso il lato del guidatore.

«Oh-» Si schiarì la voce.

«Forse ho tipo scopato con il nuovo professore della scuola di danza dove vado e forse mi ha mollato come un idiota quando abbiamo finito»

Namjoon corrucciò le sopracciglia, imprecando un attimo contro un idiota che aveva attraversato la strada senza guardare.

«Non capisco dove sia il problema, di solito fai così, scopi e poi sparisci, no?»

Jungkook sbuffò, non sentendosela di chiarire che forse voleva qualcosa di più per una volta.

«Appunto, io sparisco, non quello con cui vado a letto, quindi me la sono presa a male»

Il corvino sospirò, togliendosi con i palmi delle mani della polvere inesistente dal pantalone.

Namjoon distolse lo sguardo un attimo dalla strada per studiarlo.

«Sei sicuro sia solo questo?»

Il corvino voltò il viso verso il finestrino.

«Ovvio, non me me frega un cazzo di quello lì-»

Il maggiore cercò di trattenere una risata nel momento in cui il corvino incrociò le braccia come un bambino.

Jungkook era incredibile. Era una cazzo di macchina del sesso, ma certe volte era impossibile prenderlo sul serio quando si comportava come un marmocchio.

«Aspetta-» Namjoon sgranò gli occhi.

«Ma adesso sarà imbarazzantissimo ogni volta che lo vedrai alla scuola di danza-»

Jungkook schiuse la bocca, in panico.

«Merda, non ci avevo pensato che l'avrei rivisto, Dio!»

Il corvino si diede un pugno sulla gamba muscolosa, non avvertendo nessun tipo di dolore.

«No basta, lo ignorerò, farò finta che non esiste, e addio-»

Jungkook si morse l'interno della guancia.

«Quella fatina del cazzo»

Namjoon rise, confuso, mentre parcheggiava l'auto sotto l'appartamento del corvino.

«Fatina?»

Jungkook scese dall'auto, recuperando le chiavi dallo zaino.

«Lasciamo stare, fa danza aerea-» Il corvino roteò gli occhi.

«E che cazzo è?»

Namjoon entrò in casa, scuotendo la testa per tutte quelle informazioni strane, pensando che il corvino probabilmente fosse ancora leggermente sotto l'effetto di qualche alcolico.

Jungkook si tolse le scarpe, roteando gli occhi di nuovo.

«Niente, praticamente balli in aria sospeso, con un nastro di tessuto, stile Cirque du Soleil dei poveri-»

Il corvino si buttò a peso morto sul proprio divano, la maglia che si era leggermente alzata.

Namjoon posò un secondo lo sguardo sulla porzione di pelle scoperta del ragazzo, distogliendolo subito dopo, arrossendo.

«Sembra figo però-»

Il corvino prese uno dei cuscini e se lo schiacciò sulla faccia, cercando di autosoffocarsi.

«Qualcosa mi dice che oggi sarà una giornata pesante»

JUST ANOTHER DANCER | JIKOOKDove le storie prendono vita. Scoprilo ora