trentasette;

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nota: il capitolo contiene particolari sensibili

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nota: il capitolo contiene particolari sensibili.


«Quanto manca?» Jungkook si agitò sul sedile della vettura della polizia, mentre Hoseok gli teneva la mano.

Il poliziotto, che il corvino scoprì facesse di cognome Lee, era seduto davanti.

«Non mettermi fretta, ragazzino-» Il poliziotto tossì. «Siamo quasi arrivati-»

Dalla radio della vettura arrivò una chiamata, a cui prontamente il poliziotto rispose, identificandosi e dichiarando il numero della vettura.

«Lee, la vettura con i ragazzi non si ferma, il guidatore sta correndo come un pazzo! Questi rischiano di ammazzarsi!»

Jungkook, alle parole che provenivano dalla radio, sbiancò.

Lee guardò il ragazzo dallo specchietto, mentre portava una mano alla radio per rispondere.

«Cercate di non perderli di vista, io sono vicino alla strada dove siete, aggiornami se cambiano direzione-» Lee si schiarì la gola.

«Non credo cambieranno, sembrano diretti verso l'aeroporto-»

Jungkook strinse ancor di più la mano di Hoseok che, intanto, era stato in silenzio tutto il tempo.

Improvvisamente la vettura prese velocità, immettendosi in una strada dove vi erano già altre tre auto della polizia. Finalmente erano arrivati.

Jungkook identificò avanti a tutto la macchina di Jimin, che in quel momento veniva guidata da Taemin.

«Sono loro! Cazzo, io lo ammazzo!»

Jungkook balzò dal proprio posto, scavalcando il sedile e mettendosi avanti. Lee sgranò gli occhi.

«Io ammazzo te se non stai fermo, ragazzino!»

«Quando lo racconterò in giro non mi crederà nessuno-» sussurrò Hoseok.

La vettura di Lee inseguì quella in cui era Jimin almeno per altri dieci minuti, insieme alle altre tre vetture.

Taemin stava correndo come un pazzo, rendendosi probabilmente conto di essere ormai spacciato.

Il ragazzo, mentre guidava, faceva molteplici sorpassi, spesso quasi scontrandosi contro le auto provenienti dall'altra carreggiata.

Ad ogni sorpasso che l'auto faceva Jungkook tratteneva il fiato, stringendosi le gambe con i palmi, soffocando l'ansia con il dolore fisico.

«Merda, no!»

Lee urlò quando Taemin fece l'ennesimo sorpasso, senza accorgersi che un camion era proprio sull'altra carreggiata.

«Jimin!»

Jungkook urlò, paralizzato e spaventato dalla scena che gli si stava parando davanti.

Taemin, nel tentativo di evitare il camion, aveva sterzato improvvisamente, salendo sul marciapiede e schiantandosi contro il muro di un palazzo.

JUST ANOTHER DANCER | JIKOOKDove le storie prendono vita. Scoprilo ora