jeon jungkook, uno studente di danza un po' sbruffone, si ritroverà a dover temperare il proprio carattere, scontrandosi con il nuovo insegnante di ballo moderno, il professor park jimin.
smut, 18+, contenuti sensibili.
storia completa.
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«Jungkook, per l'amor di Dio, rallenta o ci schianteremo! Non voglio morire giovane!» Hoseok si aggrappò alla maniglia dell'auto con una mano, mentre con l'altra si teneva alla cintura.
Jungkook fece una curva in velocità, sorpassando una moto. «Siamo quasi arrivato Hobi, rilassati-» Il corvino deglutì.
«Credi che Jimin stia bene?»
Hoseok guardò l'amico, mordendosi l'angolo delle labbra. «Appena sarà tra le tue braccia starà benissimo-»
Jungkook annuì, asciugandosi il sudore sulla fronte con il polso.
I due ragazzi arrivarono al palazzo dove abitava il biondo pochi minuti dopo.
Jungkook immediatamente scese dalla vettura, fiondandosi al portone, lasciando persino l'auto aperta.
«Jungkook, almeno chiudi l'auto!»
Una signora uscì dal palazzo e Jungkook ne approfittò per entrare.
«Chiudi tu l'auto, io devo correre!»
Jungkook arrivò all'ascensore, trovandolo occupato, decidendo così di prendere le scale.
Corse con tutto il fiato che poteva, con la tachicardia e il vuoto che si espandeva nello stomaco.
Il corvino, con il fiatone, arrivò al piano dove era Jimin, catapultandosi alla sua porta.
Jungkook deglutì, prima di bussare al campanello.
Aspettò alcuni minuti, con il battito cardiaco così veloce che poteva sentirlo nella carotide.
La porta si aprì e Jungkook si ritrovò davanti Taemin, il quale aveva in mano una bottiglina di acqua ossigenata.
Jungkook corrugò le sopracciglia, prima di scuotere la testa e tornare in sé.
«Devo vedere Jimin-»
«Assolutamente no-»
Taemin lo interruppe, incrociando le braccia e comprendo l'intera entrata della porta.
«So chi sei, Jungkook, Jimin mi ha detto tutto, o meglio, mi ha detto tutto con i giusti mezzi-» Taemin ghignò.
«Quello che c'è stato tra te e lui non è nulla, ti consiglio di sparire e di dimenticare tutto-»
Jungkook strinse i pugni, mettendosi di fronte a Taemin, a pochi centimetri dalla sua faccia.
«Non lo ripeterò di nuovo, ho detto che voglio vedere Jimin-»
«J-Jungkook?»
Jimin si affacciò da dietro le spalle di Taemin, quasi con timidezza, e Jungkook sentì il pavimento mancargli sotto i piedi quando vide lo stato in cui il biondo versava.
Jimin aveva un labbro spaccato, delle occhiaie profonde, un occhio nero e la forma ben distinguibile di uno schiaffo sulla guancia paffuta.
Jungkook fece scorrere lo sguardo sul suo corpo, notando come il biondo avesse anche una mano sanguinante.
Il corvino non ci vide più e urlò, facendo tremare persino Jimin.
«Cosa cazzo fai?! Prima lo picchi e poi lo curi come un infermiera del cazzo?! Sei un malato di merda, Taemin-»
Jungkook afferrò il colletto della maglia del ragazzo, sbattendolo contro la porta.
«Ascoltami bene, ora Jimin verrà con me-»
Jungkook parlò ma Taemin non gli diede il tempo di finire che lo afferrò per le spalle, spingendolo e buttandolo a terra.
«Taemin!»
Jimin urlò, mentre Taemin si metteva a cavalcioni su Jungkook, con un pugno sospeso, pronto per colpirlo.
«Taemin-»
Jimin parlò con voce meccanica, continuando a mantenersi la mano sanguinante.
«Avevi detto che non lo avresti toccato, tu non gli fai niente e io non dico nulla sull'ordinanza restrittiva-»
Jimin parlò con la voce incrinata, sull'orlo delle lacrime.
Taemin guardò per tutto il tempo Jungkook, con il pugno sospeso a pochi centimetri dalla sua faccia.
Il ragazzo si alzò dal corvino, tirandolo sù per la maglia, come se fosse una bambola di pezza.
«Sei fortunato, ragazzino-» Taemin ghignò, spolverando la maglia del corvino, per poi sistemargliela.
«La puttana ha giocato la sua carta vincente, vuol dire che quello che spetta a te lo prenderà lui al tuo posto-»
Taemin si avvicinò a Jimin, strattonandolo per il braccio, portandolo a sé.
«Vero, Jiminie? Prenderai un bel pugno nello stomaco al posto suo, non è così?»
«Posso denunciarti sempre io al posto suo, visto che hai un ordine restrittivo-»
Jungkook sorrise amaramente, sfidando l'altro.
Taemin rise apertamente, estraendo dalla tasca un coltellino, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Al gesto la stanza parve congelarsi.
«Scommettiamo, sei più veloce tu a chiamare la polizia o io a sgozzarlo?»
Taemin puntò il coltello alla gola del biondo.
Jungkook schiuse le labbra, sentendo una familiare nausea colpirlo nel profondo delle stomaco. Il panico lo assalì, facendogli girare la testa. La lama che premeva sul collo di Jimin sembrava puntata dritta sul suo cuore.
«J-Jungkook-»
Jimin parlò lievemente, sorridendo al corvino, mentre calde lacrime scendevano dai suoi occhi.
«Va tutto bene, Jungkook-» Jimin si morse il labbro per non scoppiare a piangere.
«N-Non volevo metterti in questo c-casino, esci dalla porta e dimentica tutta questa storia-»
«Uhm, per una volta la tua boccaccia ha detto qualcosa di buono-»
Taemin baciò la guancia del biondo, per poi morderla con forza.
Jungkook, cercando di ritrovare un po' di razionalità, decise di far finta di reggere il gioco, capendo che stupidamente avrebbe dovuto chiamare la polizia fin dall'inizio e che la situazione era diventata troppo pericolosa.
Taemin era un pazzo e Jungkook capì che avrebbe davvero usato quel coltello se obbligato.
Il corvino decise che avrebbe finto di voler sparire dalla vita del biondo, per poi raggiungere il dipartimento di polizia appena uscito di lì.
La paura che Taemin potesse davvero ucciderlo era troppa e Jungkook non si sarebbe mai perdonato una cosa del genere.
«Va bene Jimin, non voglio immischiarmi in questo disastro, mi dispiace-»
Jungkook indietreggiò, andando verso la porta.
«L'idiota è più svelto a capire di te, Jiminie-»
Taemin sorrise, riposando il coltellino in tasca, non vedendo però, nella sua distrazione, che Jungkook aveva appena detto qualcosa al biondo con il labiale, mentre lui non guardava.
E Jimin sorrise, sapendo che Jungkook lo avrebbe salvato, prima o poi.
Perché Jungkook stava uscendo dalla porta, ma gli aveva appena bisbigliato una promessa che Jimin non avrebbe mai, mai dimenticato.