trentaquattro;

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«Jungkook, ti prego, cerca di ragionare-» Hoseok, che era a casa del corvino, si stava stufando dell'atteggiamento del ragazzo

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«Jungkook, ti prego, cerca di ragionare-» Hoseok, che era a casa del corvino, si stava stufando dell'atteggiamento del ragazzo.

Jungkook, infatti, non usciva di casa da due giorni e, ovviamente, stava saltando anche le lezioni di danza.

«Non puoi abbandonarci ora, l'esibizione è tra pochissimo e tu sei praticamente insostituibile, hai la maggior parte delle parti centrali-»

Hoseok si sedette sul bordo del letto, guardando la schiena del corvino.

Jungkook era sdraiato, con le ginocchia al petto e delle occhiaie scurissime. Non mangiava da più di ventiquattro ore.

«N-Non mi interessa-» Jungkook parlò con un filo di voce.

«Se sei venuto qui per convincermi a tornare puoi anche andar via»

Hoseok si portò una mano alla testa, passandosi le dita tra i capelli, frustrato.

«Non sono venuto solo per questo-»

Jungkook si alzò immediatamente con il busto dal letto, girandosi verso Hoseok, con i capelli tutti scompigliati e sparati in tutte le direzioni.

«J-Jimin ha chiesto di me?»

Hoseok guardò con pietà l'amico, sorridendogli lievemente.

«No Kookie, non ha chiesto di te-»

Jungkook, deluso, si ributtò sul letto.

«Però c'è una cosa che devo dirti e che riguarda lui-»

Hoseok si agitò, non sapendo come avrebbe reagito il corvino.

Jungkook non si girò nemmeno ma fece capire che stava ascoltando.

«Vedi, tu non stai venendo in questi giorni al centro ma io e Taehyung sì e abbiamo notato degli atteggiamenti strani tra Jimin e Taemin-» Hoseok deglutì lievemente.

«Io non so cosa abbiamo visto esattamente ieri e l'altro ieri ma ci è sembrato che Taemin fosse alquanto violento con Jimin»

«Che cazzo vuoi dire?»

Jungkook si alzò di scatto, così velocemente che gli girò la testa.

Hoseok iniziò a preoccuparsi, notando come il corvino stesse stringendo i pugni.

«I-Ieri li abbiamo visti mentre discutevano, cioè, in realtà Taemin alzava la voce e Jimin stava a testa bassa. Noi non dovevamo nemmeno essere lì, avevamo sbagliato corridoio, ma abbiamo visto chiaramente Taemin che stringeva il polso di quel povero ragazzo, ho pensato che fosse lì sul punto di spezzarglielo-» Hoseok si alzò, mettendosi di fronte al corvino.

«Prima di andarcene, ecco, loro erano fuori, credo stessero aspettando un taxi e, beh, so che può sembrare assurdo-» Hoseok si fermò.

«Hobi, parla!»

Jungkook strinse i pugni di nuovo, fulminando con lo sguardo il suo amico.

Hoseok deglutì.

«Io credo di aver visto Taemin spegnere una sigaretta addosso a Jimin, credi sia possibile una cosa del genere? Forse ho visto mal-»

Il corvino spalancò la bocca, sgranando gli occhi.

«Merda!»

Jungkook si girò, dando un pugno alla parete del muro.

«Non ci credo, non ci posso credere, cazzo!»

Hoseok seguì il corvino, che ora si stava dirigendo verso il salotto per recuperare le chiavi dell'auto.

«Jungkook! Dove diavolo stai andando!»

Hoseok si agitò, tirando per un polso l'amico.

«Non capisci-» Jungkook scosse la testa.

«Ti ricordi quando Jimin cadde e lo portai in ospedale?»

Hoseok corrucciò le sopracciglia, non capendo dove volesse arrivare il corvino, ma annuendo per farlo continuare.

«Il medico, quando ero ad aspettare per vederlo, mi disse che dalle risonanze si vedeva che Jimin aveva avuto in passato delle fratture al viso, e ha detto proprio che quelle fratture sono tipiche delle persone che fanno risse o che subiscono violenza, che vengono picchiate in casa, come capita ad alcune donne-» Jungkook gesticolò, collegando tutti i punti nella sua mente.

«Jimin non mi sembra il tipo da risse-» bisbigliò Hoseok.

«Appunto! Quando ho conosciuto Jimin, all'inizio di tutto, aveva il vizio di farsi del male spegnendosi delle sigarette addosso! Non capisci? È quel fottuto Taemin! È lui a picchiarlo, è stato lui a spezzarlo in quel modo!»

Hoseok aprì la bocca, scuotendo la testa.

«Jungkook, sei sicuro di quello che dici? Questa è un accusa pesante-»

Jungkook scosse la testa, prendendo il berretto e la giacca, aprendo la porta.

«Ne sono sicuro, ora dobbiamo andare, se vuoi seguimi-»

Hoseok prese il proprio giubbino, infilandoselo in fretta e furia, seguendo Jungkook che scendeva le scale.

«D-Dove stiamo andando?»

Jungkook corse ancora più velocemente, con gli occhi lucidi e il cuore che batteva all'impazzata.

«A casa del mio Jimin-ssi»

JUST ANOTHER DANCER | JIKOOKDove le storie prendono vita. Scoprilo ora