quattordici;

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«Ti va bene una cioccolata calda?»

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«Ti va bene una cioccolata calda?»

Jungkook armeggiò nel ripiano della cucina, rovistando alla ricerca di un preparato in polvere per fare della cioccolata.

Lui e Jimin erano arrivati da poco a casa del corvino, il quale a quanto pare aveva casa libera quella sera.

«Certo-»

Jimin si accomodò ad uno sgabello, nei pressi dell'isolotto della cucina, osservando Jungkook che versava del latte in una tazza.

«Allora, aspetta solo un minuto-»

Il corvino mise la tazzina nel microonde, facendolo partire, per poi scappare urlando e rifugiandosi dietro Jimin.

Il biondo lo guardò, stranito.

«Ti sei drogato mentre non ti guardavo, per caso?» ridacchiò.

Jungkook scosse la testa, ponendosi sull'altro sgabello e buttando un'occhiata sospetta all'apparecchio elettronico.

«Scusami, mia madre ha comprato questo coso-»

Il corvino indicò il microonde.

«Ho gli incubi da una settimana, credo di avere una specie di fobia-» Jungkook scosse la testa, disgustato.

Il biondo corrucciò le sopracciglia, scoppiando poi a ridere.

«Sei buffo»

Jungkook sorrise, aprendosi in un'espressione di pura felicità, assomigliando ad un coniglietto.

«Lo so, però ti faccio ridere-»

Il corvino si morse un labbro. «Allora, mi dici cosa ti è preso l'altra volta?»

Jimin tossì, sentendosi spogliato dagli occhi indagatori del corvino.

«E-ecco-»

Jimin abbassò lo sguardo sulle proprie mani.

«Sono andato via perché ero spaventato, non facevo sesso con qualcuno da mesi e sono andato nel panico-»

Jungkook schiuse le labbra, sorpreso dal fatto che una bellezza come Jimin non avesse una vita sessuale attiva come la sua.

«Perché non facevi sesso da così tanto tempo? Se non sono invadent-»

«Perché il mio vecchio professore di danza, che ha il doppio della mia età, mi ha molestato»

Jimin lo disse tutto in fretta, così veloce da far sembrare che quelle parole non fossero nemmeno uscite davvero dalla sua bocca, ma dalla tv, come quando la si lascia accessa per fare sottofondo.

Jungkook serrò la mascella, alzandosi per andare a recuperare il latte ormai già raffreddato di nuovo.

«Ti ha fatto del male?»

Il corvino parlò dando le spalle a Jimin, armeggiando con le tazze e facendone cadere rumorosamente una nel lavandino.

«N-no, mi ha solo toccato, io non-»

«È per questo che ti spegni le sigarette sulle gambe?»

Jungkook continuò a dare le spalle al biondo, irrigidendosi.

Jimin rimase basito, senza parole, non sapendo cosa diavolo rispondere.

Era per quello che lo faceva? Perché si sentiva ancora disgustoso? Perché si sentiva sbagliato?

«Hai mai letto "Cercando Alaska" di John Green?»

Jungkook si girò, confuso dalla domanda del biondo.

Lo guardò, mentre quest'ultimo portò una mano alla giacca, estraendo il pacchetto di sigarette.

«No, perché?»

Jungkook continuò a fissarlo, ammaliato, mentre Jimin si accendeva una sigaretta.

Il fumo sbuffò dalle sue labbra.

«C'è una frase della protagonista che mi piace da impazzire-»

Jimin fissò la sigaretta, rigirandosela tra le dita.

«Alcune persone fumano per gusto. Io fumo per morire» recitò il biondo.

Jungkook parve riflettere un attimo, avvicinandosi al ragazzo per togliergli la sigaretta dalle labbra.

«Questa non è una risposta alla mia domanda»

«Invece lo è-»

«Perché stavi piangendo oggi?»

«Perché mi ha chiamato quel bastardo del mio ex, ora mi ridai la sigaretta?»

Jimin allungò una mano verso il corvino, cercando di riappropriarsi del cilindrino fumante.

Jungkook scosse la testa, allontanando la sigaretta per poterla fumare lui.

«D'ora in poi quando ti vedrò fumare ti ruberò tutte le sigarette e le fumerò io per te, così morirò un po' al posto tuo-»

Jungkook camminò, ponendosi dietro il biondo ancora seduto sullo sgabello.

«Non so cosa ti abbia fatto esattamente il tuo professore o il tuo ex-»

Il corvino spense la sigaretta sul tavolo, allungando le braccia per stringere a sé Jimin.

«Ma non voglio che il tuo corpo sia un posacenere, e nemmeno il tuo cuore dovrebbe esserlo-»

Jungkook schioccò un bacio sulla guancia del ballerino.

«Niente fumare per morire o stronzate da depressi del genere, okay? Ora andiamo sul divano a vedere un film-»

Il corvino si staccò, prendendo le tazze sul lavello e avviandosi verso il salotto.

Jimin rimase paralizzato sullo sgabello, con il cuore che non ne voleva sapere di starsene zitto.

Gli girava la testa, aveva la nausea e la cassa toracica sembrava stesse sul punto di esplodere.

Devi andartene subito.

Jungkook lo richiamò, chiedendogli perché fosse rimasto lì impalato.

Jimin parve risvegliarsi, alzandosi.

«A-arrivo-» bisbigliò impaurito.

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nota: spero che il capitolo vi sia piaciuto.

A quanto pare Jimin inizia a sentirsi strano quando Jungkook è nei paraggi.

E ha anche nominato un suo ex.

Jungkook, invece, sta mostrando un lato meno da stronzo.

JUST ANOTHER DANCER | JIKOOKDove le storie prendono vita. Scoprilo ora