trentasei;

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Jungkook si vide chiudere la porta in faccia e automaticamente iniziò a piangere

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Jungkook si vide chiudere la porta in faccia e automaticamente iniziò a piangere. Fu quasi un istinto, come se avesse trattenuto tutta la tensione fino a quel momento.

Si girò in fretta, arrancando sui propri passi, con le gambe molli, finché Hoseok non sbucò fuori e gli afferrò le spalle.

«Amico, dobbiamo correre alla stazione di polizia-» Hoseok mostrò il cellulare a Jungkook, con le mani sudate che tremavano.

Il corvino corrugò le sopracciglia, non capendo perché Hoseok gli stesse mostrando il proprio cellulare, finché il ragazzo non fece partire sullo schermo un video.

«Dopo aver chiuso la macchina ti ho seguito e dalla porta aperta ho sentito la tua voce e quella di Taemin-» Hoseok mandò il video avanti di dieci secondi.

«Ho capito subito che le cose stessero prendendo una brutta piega così mi sono nascosto qui dietro e ho ripreso tutto, compresa la scena in cui Taemin punta il coltello alla gola di Jimin» Hoseok disse l'ultima parte con la voce tremante.

Jungkook aprì la bocca, stupito, prima di sgranare gli occhi e afferrare Hoseok per il polso.

«Dobbiamo correre alla polizia, subito!»

I due ragazzi scesero le scale, fiondadosi fuori dal palazzo e poi nella vettura.

Jungkook partì in velocità, correndo come un forsennato per strada e superando almeno un paio di semafori rossi.

Hoseok aveva semplicemente gli occhi coperti dalle mani, pregando di non morire in un incidente stradale.

«Parcheggia lì-» Hoseok indicò lo spiazzato davanti alla stazione di polizia e Jungkook ci si fiondò dentro all'ultimo minuto, facendo quasi vomitare il ragazzo per il movimento brusco.

Jungkook si precipitò fuori dalla macchina, lasciandola questa volta sia accessa che aperta.

«Cazzo, Jungkook, la macchina!»

«Chiudila tu, io devo correre!»

Jungkook spalancò la pesante porta di vetro del dipartimento, entrando e vorticando tra le decine di persone che vi erano dentro. Era affollata e ciò lo mandò ulteriormente in crisi.

«Ho bisogno di aiuto-» Jungkook urlò, portandosi una mano sul petto per cercare di calmare il fiatone. «Ora!»

«Calmati, ragazzino, non puoi venire qui e urlare come un matto-» Un poliziotto si avvicinò a lui, scuotendo la testa.

Jungkook immediatamente quasi lo assalì, parlando in fretta e furia. Il poliziotto sollevò le sopracciglia, indietreggando, non capendo assolutamente nulla di tutto quell'intriglio di parole confuso.

«Merda, calmati ragazzino! Non ci capisco un cazzo se parli così-» Il poliziotto posò una mano sulla spalla del corvino, cercando di fermarlo.

Jungkook fece un profondo respiro, prima di darsi una calmata e iniziare a parlare.

«Il mio fidanzato è sotto minaccia del suo ex, che si chiama Taemin, lui lo picchia, gli ha anche puntato un coltello alla gola, davanti ai miei occhi-» Jungkook continuò, mentre vide Hoseok entrare.

«Il mio amico ha ripreso tutto, guardi-» Jungkook strappò di mano il cellulare al ragazzo, facendo partire subito dopo il video.

Il poliziotto, che inizialmente era abbastanza titubante, si fece subito serio alla vista di Taemin e del coltello, notando anche i lividi di Jimin.

Jungkook osservò per tutto il tempo il poliziotto, cercando di capire se l'avesse convinto o meno, studiando le sue espressioni.

In quel momento Jimin era da solo con Taemin e chissà cosa diavolo quest'ultimo gli stesse facendo.

«Venite nel mio ufficio-»

Il poliziotto prese il cellulare di Hoseok, richiamando con una mano un collega.

«Prendi questo video da questo cellulare e salvalo, ci servirà per l'accusa-» Il collega prese il cellulare, annuendo.

Jungkook e Hoseok, titubanti, avanzarono dietro il poliziotto, seguendolo nel suo ufficio.

L'uomo usò il cellulare dell'ufficio per fare una chiamata. Jungkook desiderò prenderlo a pugni solo perché era dannatamente lento.

«Dimmi l'indirizzo del tuo fidanzato, nome e cognome, lo stesso per l'aggressore-»

Jungkook annuì, riferendo tutte le informazioni che aveva.

Il poliziotto segnò tutto in una apposito foglio, tenendo intanto il cellulare all'orecchio.

«Mi serve una pattuglia immediatamente, abbiamo un caso di violenza domestica con minaccia di omicidio, voglio che entriate con la massima prudenza-» Il poliziotto si portò una mano alla tempia prima di riferire il nome della strada, il palazzo e il numero dell'appartamento, facendo anche una descrizione fisica di Taemin e Jimin, grazie alle informazioni date dal corvino.

Il poliziotto riattaccò, guardando poi i due ragazzi.

«Sto mandando una pattuglia a casa del tuo fidanzato, saranno lì a momenti, i miei ragazzi sanno quello che fanno»

Jungkook deglutì. «Non gli succederà nulla, vero?»

Il poliziotto sospirò, riprendendo a scrivere sul foglio.

«Te l'ho detto, i miei ragazzi sanno fare il loro lavoro, andrà tutto bene-»

Jungkook provò a rispondere ma il telefono dell'ufficio squillò, così si interruppe. Il poliziotto lo afferrò subito, sgranando gli occhi dopo pochi secondi.

«Li state inseguendo? Dove siete esattamente? Vi raggiungo-» Il poliziotto ascoltò ancora l'interlocutore per poi riattaccare.

Jungkook iniziò a boccheggiare di nuovo, in cerca d'aria.

«Cosa sta succedendo? Dove sta andando? Vengo anche io!» Jungkook scattò in piedi.

Il poliziotto parve studiarlo per qualche secondo.

«Il tuo fidanzato è in auto con l'aggressore, credo che questo Taemin stia cercando di portarlo con sé da qualche parte-»

Il poliziotto afferrò il proprio distintivo e la pistola, preparandosi per uscire.

«Quando i miei uomini sono arrivati sul luogo i due stavano proprio per partire, ora li stanno inseguendo-»

Jungkook strinse i pugni, immaginando come potesse sentirsi in quel momento Jimin sotto sequestro.

«Verrò anch'io e non accetto un rifiuto come risposta, Signore-»

JUST ANOTHER DANCER | JIKOOKLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora