9. Il ricevimento

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Mentre piango il mio sguardo finisce sull'orologio digitale del comodino che segna le 19:30.

No. No. No. No. Tra 15 minuti devo essere da Andrey pronta o le cose per me si metteranno male.

Mi alzo, vado in bagno, lavo la faccia cercando di far passare il rossore agli occhi, mi trucco per coprire le occhiaie con ciò che trovo in una pochette sul lavandino e pettino i capelli.

Mancano 5 minuti...

Prendo sul letto il vestito che mi è stato dato e rimango incantata.

Lo metto velocemente curiosa di vedere come mi sta e mi guardo allo specchio della grande cabina armadio

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Lo metto velocemente curiosa di vedere come mi sta e mi guardo allo specchio della grande cabina armadio.

Non sono mai stata cosi elegante, mi sembra di essere una principessa. Per un attimo lascio alle spalle tutto questo mondo e mi faccio trasportare dalla mia mente.

"LIAAAA MUOVITI !!" l'urlo di Andrey mi riporta alla realtà.

Prendo velocemente le scarpe con il tacco più basso che trovo, perchè non sono abituata a camminarci visto che indosso sempre scarpe da ginnastica.

Metto dei sandali tacco 6 ricoperti di brillantini per richiamare il corpetto del vestito e scendo velocemente di sotto, rallentando solo nello scendere le scale per non cadere.

Lo vedo sulla porta di casa con uno smoking nero e una camicia bianca leggermente sbottonata mentre si aggiusta l'orologio.

Rimango incantata da tanta bellezza. Come è possibile che dietro un uomo così affascinante risieda tutto questo male?

"Tu la sù ! La smetti di fare la principessa che fissa il suo principe azzurro. Muoviti e scendi!" non me lo faccio ripetere due volte, scendo le scale e mi posiziono vicino a lui.

"Sei molto bella piccola" dice gentilmente dandomi un bacio.

Ed è così che Andrey si rubò anche il mio primo bacio...

"Mettiti questo, fuori fa freddo" dice appoggiandomi sulle spalle una pelliccia bianca corta. Poi mi prende per la vita e entriamo nella sua Bugatti parcheggiata davanti all'ingresso.

Parte sfrecciando nella stradina tutta curve di campagna e solo quando prende la strada a scorrimento veloce mi rivolge la parola.

"Allora stammi bene a sentire, questa sera andrà tutto liscio se rispetterai le regole che ti dirò adesso.
1.Non ti staccare mai da me;
2. Non parlare con nessuno tranne se non te lo dico; 3. Non rispondermi;
4. Fai tutto quello che ti dico;
5. Non guardare nessun uomo. Intesi ?" chiese serio guardandomi staccando gli occhi dalla strada.

"Si si intesi" rispondo incrociando il suo sguardo per poi tornare a guardare fuori dal finestrino.

"Piccola ricordati di chiamarmi Signore e di darmi del lei o voi, se no ti dovrò punire davanti a tutti."

Tra amore e odioDove le storie prendono vita. Scoprilo ora