"Non puoi vincere.
Non puoi pareggiare.
Non puoi nemmeno abbandonare."
Ventiseiesima legge di Murphy
Draco era rannicchiato sul divano,le gambe al petto e le mani piegate sotto il viso,la coperta blu lo riscaldava insieme al fuoco nel camino poco distante.
Dormiva da un paio d'ore ormai e Harry,di fronte a lui,lo fissava da quando aveva chiuso gli occhi.
Non riusciva a chiudere occhio,pensava incessantemente a tutte le domande che avrebbe voluto fare a quel biondino che ora dormiva sul divano su cui per giorni lui stesso aveva riposato. In quelle ore passate su un fianco e senza occhiali,aveva rivissuto tutti i loro trascorsi.
Il loro primo incontro a Diagon Alley,le battutacce,le partite passate ad inseguirsi sulla scopa,la Squadra d'Inquisizione della Umbridge,il Sectumsempra nel bagno di Mirtilla Malcontenta,le notti insonni occupate a spiare ogni suo spostamento con la Mappa del Malandrino,la Stanza delle Cose Nascoste e l'Armadio Svanitore da Magie Sinister.
Quando scoprì che il ragazzo era ormai passato dalla parte dei nemici,quando lo vide alla Torre di Astronomia di fronte a Silente. Il Manor qualche mese dopo la fuga,la Stanza delle Necessità,la sua domanda senza risposta e il fuoco che la divorava.
Draco Malfoy era stato un Mangiamorte a tutti gli effetti.
Harry sapeva bene però,che Draco Malfoy,lo stesso Draco Malfoy che lo aveva osservato con esitazione quando lo aveva riconosciuto al Manor,non avrebbe mai ucciso.
Ora erano entrambi riversi su dei divani,in un ufficio del Ministero,senza una casa in cui dormire.
Quando andò a convivere con Ginny,decise lui stesso di intestare la casa a lei. Ora quasi si pentiva,si sentiva un vagabondo.
Un posto ci sarebbe in realtà,pensò.
Un lamento sommesso lo ridestò dai suoi pensieri malinconici,solo in quel momento si rese conto che con il ticchettio costante dell'orologio e lo scoppiettare del fuoco stava proprio per addormentarsi. Imprecò contro qualsiasi cosa lo avesse fatto risvegliare.
Malfoy si agitava sul divano,la coperta gli era scesa sulle cosce per quanto si stesse sbracciando. Harry pensò che stesse cercando di scacciare degli insetti e si preparò a dirgliene di tutti i colori,ma si zittì con la bocca semiaperta quando vide le palpebre abbassate tremolare.
Con i pugni stretti e le nocche sbiancate,stava senza dubbio avendo un incubo con i fiocchi. Ebbe ulteriore conferma quando il biondo prese a farfugliare nel sonno.
<< Lasciami andare,ti prego >>
Harry si alzò dal divano svogliatamente,si piegò di fronte al biondo e lo guardò in viso. Ora che doveva fare?
Goccioline di sudore gli imperlavano il viso e il collo,le labbra bagnate da lacrime che scendevano incessantemente.
<< No non voglio >> urlò.
Harry non sapeva cosa fare. Insomma se lo avesse svegliato in malo modo probabilmente il biondo gli avrebbe staccato le dita delle mani a morsi,ma si sentiva così in colpa a lasciarlo delirare in quel modo che si convinse che qualche dito in meno sarebbe valso la pena.
Ne sapeva qualcosa,di incubi. Se non lo avesse svegliato come per anni Ron aveva fatto con lui,si sarebbe sentito in colpa fino alla fine della sua esistenza. Lui aveva avuto qualcuno a risvegliarlo dalle sue paure,Malfoy forse non lo aveva mai avuto,o forse sì,ma ora lui era l'unico lì.
E doveva assolutamente svegliarlo.
<< Malfoy >> il ragazzo agitò i pugni,la testa che scattava da un lato all'altro,il respiro sempre più affannoso
<< Malfoy,svegliati >> Harry gli prese gli avambracci tra le mani,evitando di essere colpito
Al moro si strinse il cuore,era così che i suoi amici lo avevano visto per anni? Anche loro si erano sentiti così impotenti? Il moro lo scosse dalle braccia e urlò più forte il suo nome.
<< Non voglio ucciderlo! >> urlò il ragazzo,poi spalancò gli occhi lucidi e rossi,confuso.
<< Malfoy,va tutto bene,era solo un incubo >>
Il biondo,scosso e tremante,si fece calmare dalle parole di Harry.
Si maledì mentalmente per aver dato quella visione di sé al moro,ma non fece in tempo a dire nulla,perché Potter gli aveva lasciato le braccia per stringerlo in un abbraccio.
Lui aveva sempre odiato il contatto fisico,non sopportava l'idea che qualcuno lo vedesse soffrire e lo consolasse. Ma allora perché le braccia di Potter lo tranquillizzavano così tanto? Perché si stava sentendo al sicuro,e non disgustato,come sarebbe dovuto essere?
Harry non comprese il motivo dello slancio e,sconvolto da se stesso,si limitò a dare la colpa al suo animo compassionevole. Si aspettò un pugno in piena faccia,ma contrariamente a quanto avesse immaginato,il biondo prima si irrigidì al contatto,poi si arrese.
Ne aveva bisogno,non aveva importanza chi fosse a consolarlo,si disse il biondo.
Si rilassò tra quelle braccia possenti e poggiò la testa sulla spalla del moro,che rimase indeciso,immobile e muto.
Consapevole che la poca dignità che aveva conservato gli stava scivolando via come le goccioline che gli bagnavano le guance,poggiò una delle sue mani sulla spalla dell'altro. Maledetto lui e il suo bisogno di affetto.
Affetto,che parolone,pensò. Quella di Potter è solo compassione,più probabilmente pietà.
Rimasero in silenzio per un po' e il biondo ringraziò mentalmente il moro per non avergli chiesto nulla sull'incubo che aveva appena fatto. Harry lo tenne tra le braccia finché non sentì un respiro pesante scontrarsi contro il suo collo e la schiena alzarsi e abbassarsi ad un ritmo regolare.
L'aria calda,che si infrangeva sulla pelle scontrandosi con l'umido delle goccie salate che erano cadute dalle guance del biondo,lo fece rabbrividire. Doveva essersi addormentato.
Harry gli prese delicatamente il capo e lo spostò dalla sua spalla,stendendo nuovamente Malfoy sul divano e rimettendogli la coperta,ormai caduta a terra.
Controllò per l'ultima volta che il ragazzo stesse dormendo tranquillo,poi si alzò dal divano e andò sull'altro,si distese e guardò l'orario. Aveva la sensazione di avere cocci di ceramica conficcati nella schiena,mentre la spalla vibrava indolenzita.
Ormai erano le tre del mattino e solo tre ore dopo la sveglia lo avrebbe avvertito dell'inizio di un'altra giornata lavorativa.
Decise di girarsi di spalle al biondo,altrimenti non sarebbe riuscito a dormire nemmeno per le poche ore restanti,troppo distratto dal suo viso sofferente e dai pensieri lasciati a metà.
<< Malfoy,vieni qui >> Harry chiamò il biondo. Era il 28 novembre e Draco e Harry avevano lavorato incessantemente al caso.
I silenzi occupavano ancora l'ora della cena e del pranzo ma durante il resto della giornata,rinchiusi tra le quattro mura dell'ufficio,avevano iniziato a parlare un po' di più.
Forse per noia,forse per la voglia di sciogliere quel ghiaccio che aveva sempre accompagnato le loro conversazioni. Nessuno dei due ricordava chi aveva iniziato per primo a chiedere se preferisse il cioccolato o la nutella,o se l'altro volasse ancora sulla scopa. Avevano semplicemente iniziato a conversare come persone civili.
Draco si era accorto della cornice rovesciata sulla scrivania del moro ma non si permetteva di fare domande.
Harry aveva notato la miriade di cicatrici che il biondo aveva sull'avambraccio,lì dove il Marchio Nero faceva la sua debole comparsa, ma non si era permesso di chiedere.
Non erano arrivati a quel tipo di intimità,nonostante due notti prima il biondo si fosse fatto consolare dal moro come se lo facessero da sempre. La mattina dopo avevano fatto finta di niente.
Harry era in piedi di fronte alla lavagna,dove una serie di date e nomi erano scritte in modo ordinato.
I polpastrelli macchiati di blu e il pennarello tra le dita,una mano tra i capelli corvini e lo sguardo stralunato. Chiari segni di disperazione.
Il mantello era stato abbandonato su una sedia ore prima e la camicia bianca aveva i primi due bottoni fuori dalle asole e le maniche arrotolate fino a poco sotto il gomito. I muscoli si contraevano ad ogni movimento.
Malfoy,con una camicia verde abbottonata fino al colletto e i capelli lisci sulla fronte, stava fissando la libreria con occhio critico alla ricerca di un libro interessante da leggere,prima di essere richiamato.
Gli si affiancò,le mani affondate elegantemente nelle tasche dei pantaloni.
<< Dimmi,Potter >>
<< Dimmi cosa vedi nelle foto >> disse Harry indicandole
<< Non vorrei sembrarti troppo intelligente Sfregiato,ma a me sembra solo un pazzo >> rispose con tono ovvio
<< Si,ma come ha ucciso >> disse Harry,scocciato dal tono del ragazzo.
Malfoy intuì che non era esattamente il momento di scherzare,aveva visto molto bene gli occhi verdi di Potter stringersi minacciosi. Ritornò serio.
<< Li ha prima avvelenati e poi massacrati di botte >>
<< Esatto >> disse Harry,girandosi di scatto verso il biondo e puntandogli un indice blu contro.
Il moro iniziò a gesticolare e a indicare le foto con gesti frenetici e scollegati,Draco lo accomunò automaticamente a uno scarafaggio che agita le zampette a pancia in su. Ma non lo disse.
<< Li ha avvelenati con delle pozioni non letali,poi li ha picchiati a morte. Ora dimmi,perché dopo avergli dato la pozione per indebolirli,non li ha uccisi con un Avada Kedavra come avrebbe fatto un qualsiasi altro mago >>
Il biondo in quel momento credette di iniziare a capirci qualcosa
<< Perchè probabilmente voleva vederli soffrire >>
<< Esatto >> disse di nuovo Potter,ora un enorme sorriso soddisfatto si stava aprendo sul suo viso. Era felice che il biondo stesse iniziando a mettere insieme i pezzi.
<< Ma perché torturarli con le proprie mani? Perché non utilizzare degli incantesimi come il Lama Tagliente che a detta di Blaise avrebbe anche creato più danni? >>
Il biondo parve riflettere,per poi illuminarsi. Quello che lui aveva notato e che inizialmente aveva riportato dinanzi all'intera squadra facendola ghiacciare sul posto ora aveva dato un senso a tutta quella questione.
<< Perché non aveva la bacchetta >> sussurrò il biondo,gli occhi strabuzzati e puntati sulle foto.
Il viso di Potter sembrò risplendere,per quanto sembrava entusiasta
<< Abbiamo tralasciato quel dettaglio perché anche se siamo rimasti tutti stupiti dalla cosa abbiamo pensato che effettivamente tu avevi detto di non aver visto la bacchetta,non che l'uomo non la possedesse >>
<< Non dobbiamo cercare un mago,dobbiamo cercare un Babbano con parenti maghi,qualcuno che poteva odiare quelle persone tanto da volerle morte ma da non poterle uccidere con la magia >> continuò il biondo
<< O un Nato Babbano,che non vuole farsi scoprire,ma che ne sa abbastanza dei metodi babbani da riuscire ad uccidere qualcuno nel modo più barbaro possibile >> aggiunse Harry.
Stappò il pennarello con i denti sporcandosi un angolo della bocca di blu,e con il tappo ancora tra le labbra scrisse velocemente sulla lavagna.
Draco guardò prima il tappo,poi scese al mento leggermente appuntito dell'uomo,poi risalì alle labbra,carnose e rosee e sporche di blu. Un po' di saliva stava bagnando quel punto,intravide la punta della lingua cozzare contro il coperchio cilindrico del pennarello quando l'altro deglutì.
Osservò il naso delicato e gli occhi verdi e luminosi,che si spostavano veloci da una parte all'altra del legno,contornati dalle ciglia leggermente lunghe e arcuate e coperti da quegli odiosi occhiali dalla montatura fuori moda.
Draco deglutì,Potter era diventato un uomo. Il moro finì di scrivere e,cosciente dello sguardo di Malfoy su di sé,si girò e gli sorrise con un angolo della bocca alzato.
Il biondo sapeva di esser stato colto in flagrante,ma si girò verso la lavagna fingendo indifferenza e si lasciò mettere una mano sulla spalla. Odiava ancora il contatto fisico,ma a Potter sembrava non importare delle sue occhiatacce. Invadente Grifondiota.
<< Troveremo chi ha ucciso il tuo amico Malfoy,te lo prometto >> il moro strinse leggermente la stretta sulla stoffa della camicia verde,poi lasciò ricadere la mano lungo i fianchi.
Si allontanò e andò a sedersi sulla scrivania,dove una pila di cartelle blu si stagliava traballante in attesa di essere aperte. Malfoy ripensò a quello che era stato uno dei suoi migliori amici negli anni passati ad Hogwarts,non come Blaise certo,ma Theodore era pur sempre stata una persona importante nella sua vita.
Aveva condiviso parte del suo cuore con lui;anche se la loro promessa di amore eterno non era finita bene,avevano continuato a stare insieme. Un "stare insieme" che urlava Serpeverde: non troppe effusioni,non troppe frasi stucchevoli. Per loro era un semplice esserci per l'altro nel momento del bisogno.
Dopo la guerra qualcosa era cambiato. Era cambiato il sentimento che covavano l'uno per l'altro ed erano cambiati loro stessi:si erano ritrovati a vivere nello stesso vicolo buio solo perché si erano giurati di non abbandonarsi mai se qualcosa fosse andato male. E per i Serpeverde i giuramenti vanno mantenuti anche a costo della vita. Così,mentre Draco si contorceva sui marciapiedi per la fame e per gli incubi,l'amico gli portava qualche pezzo di pane e un paio di Pozioni Senza Sogni. Quando Theo sentiva il peso delle sue stesse scelte gravargli sulle spalle e la depressione riaffiorare,il biondo lo aiutava a mettersi in contatto con maghi del Mercato Nero di Nocturn Alley.
Si erano promessi aiuto eterno e lo avrebbero fatto,anche se l'affetto e il bisogno che provavano l'uno per l'altro era largamente differente da quello che vi era una volta.
Pensò a Potter,al fatto che quest'ultimo tutto sommato stesse facendo solo il suo lavoro, ma gli aveva promesso di scoprire chi avesse ucciso il suo amico,ed era disposto a farlo per lui e con lui.
Draco si sentì immensamente grato,perché sapeva che uno come Potter,quella promessa l'avrebbe mantenuta
<< Grazie Potter >> fu solo un sussurro cauto e intriso di gratitudine,ma Harry lo sentì bene e guardò il biondo,che ora aveva gli occhi limpidi e freddi puntati nei suoi.
<< Dovere,Malfoy >> disse il moro ricambiando lo sguardo.
Il biondo mantenne il contatto per qualche secondo,poi andò di nuovo verso la libreria sfilando un volume che riteneva interessante da leggere. Scontato,si disse,Harry lo faceva per dovere,di certo non per lui. Anche se pensare a quella possibilità lo faceva sentire bene,magari c'era ancora qualcuno che voleva lottare per lui.
Harry scrisse firme sui fascicoli aprendoli e chiudendoli con gesti meccanici e veloci,Draco lo sentì ridacchiare e si chiese se stesse ridendo per quel grazie appena sussurrato. Si era veramente reso ridicolo,dannato autocontrollo.
<< Però Malfoy,non fissarmi di nuovo o potrei consumarmi e scomparire da un momento all'altro. Poi voglio vedere come risolveremo il caso >>
Harry,con un sorriso furbo in volto,si godette a pieno la smorfia indignata del biondo,che stringeva il libro con entrambe le mani cercando di evitare di insultarlo troppo pesantemente.
<< Sta zitto,stupido Potter >> disse tra i denti
<< E comunque si da il caso che sarei abbastanza intelligente da riuscire a risolvere ogni delitto anche senza di te >>
Si andò a sedere sul divano,il libro sulle gambe e le dita che ne sfogliavano le pagine. Sul viso una smorfia di elegante sufficienza.
Harry ghignò << Quindi ammetti che mi stavi fissando >> ormai la sua attenzione era totalmente rivolta al biondo e i fascicoli avevano perso importanza.
Malfoy non rispose alla frecciatina e preferì rimanere in silenzio,sprofondando nell'autocommiserazione.
Era stato tremendamente stupido da parte sua perdersi a fissarlo in un modo così evidente e ora ne pagava le conseguenze,dovendosi sorbire le frecciatine di un Potter fin troppo soddisfatto.
Dovette correggere le riflessioni che aveva fatto in precedenza: Potter era ancora un fastidioso Grifondiota.
Maledizione,le generazioni di Malfoy nelle tombe nel giardino del Manor gli avrebbero come minimo sputato sui vestiti e raso i capelli a zero se avessero visto la sua vergogna in una partita già persa in partenza.
Insomma,per dirla tutta,era impossibile negare una cosa tanto evidente senza risultare ridicoli. Perciò il giovane Malfoy si giocò la carta dell'indifferenza.
Harry non si aspettava una risposta,aveva notato che l'ex Serpeverde a volte si perdeva a fissare il vuoto mentre sproloquiava nella sua mente. Che fosse sovrappensiero o che stesse effettivamente analizzando lui poco prima,questo non lo sapeva,ma sembrava che il biondo glielo stesse confermando con il silenzio.
In quei due giorni era stato talmente preso dalle indagini che ora che finalmente aveva trovato anche solo un piccolo indizio era più che euforico e soddisfatto. Solo per questo motivo si era permesso di prendere un po' per il culo Malfoy,senza sapere che a quest'ultimo lo scambio di battute aveva reso meno noiosa la giornata.
E mentre Harry firmava e compilava le carte sulla sua scrivania e Draco era assorto nella lettura,sulla lavagna bianca al di sotto di tutti i nomi e i numeri svettavano in un ordinato stampatello le parole "Nato babbano" e "Babbano"
La parola bacchetta era cancellata da un enorme X.
spazio autrice
Chi se lo aspettava quell'abbraccio? Il nostro Draco sempre freddo e distaccato che si arrende all'evidenza. In fondo ormai aveva mostrato la parte più debole di sè,era cosciente che non avrebbe potuto fare più niente per nascondersi agli occhi dell'altro. Dal lato opposto,Harry dà la colpa al suo animo compassionevole,ma anche i giorni dopo continua a trovare un pretesto per toccare Malfoy. Che lo faccia senza rendersene conto è ovvio,ma si diverte molto anche a stuzzicarlo,sebbene con le dovute accortezze.
Io personalmente adoro come interagiscono,e voi?
Alla prossima :)
-Lu
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guilt and feelings-Drarry
Fanfiction[ Drarry ] [ Hinny ] [ Romione ] [Draco×Astoria ] [CanonVerse] È passato qualche anno dalla Seconda Guerra Magica combattuta ad Hogwarts. I diciottenni che prima passeggiavano tra le mura della scuola hanno ormai imboccato le strade della propria vi...
