La prima settimana a Londra passò con una rapidità ultimamente estranea alla vita di Charlotte. Susan si adoperò sin dal primo momento per tenere occupate le giornate e - per Charlotte era più di un sospetto - con l'intenzione di alleggerire il suo stato d'animo. Ben presto dovette rispondere alla lettera di Georgiana, con riluttanza non verso l'amica ma verso l'idea di rendere noto anche a Sidney del suo arrivo in città. Fu Susan in realtà a spronarla, con la sua saggezza che la distingueva agli occhi di Charlotte da ogni altra persona conosciuta fino ad allora:
- Bambina mia, pochi hanno l'occasione di guardare in faccia il proprio carnefice una volta che egli ha inflitto il suo colpo. Molti si limitano ad una fuga, trascinandosi dietro lo spettro non solo dell'oggetto amato, ma anche del proprio dolore. E contro uno spettro difficilmente si combatte. Tu sei troppo fiera e dignitosa per lasciarti sopraffare dai fantasmi. Affronta in carne ed ossa il tuo dolore.
Charlotte, che fino a qualche mese prima avrebbe giurato sull'integrità del suo raziocinio, non mostrava più quella sicurezza verso se stessa. Eppure la voce calma e rassicurante di Susan funzionò come un placebo per le traversie del suo cuore. Fu così che scrisse a Georgiana per metterla al corrente del suo arrivo, fornendole anche l'indirizzo dove avrebbe potuto trovarla. Susan intanto organizzava ogni cosa in modo che la sua ospite fosse sempre ben occupata con cose liete e stimolanti. Visitarono i più bei musei, camminarono interi pomeriggi attraverso i parchi più rigogliosi, si soffermarono in estatiche contemplazioni delle chiese più sontuose. La sera poi era il sugello di una già perfetta giornata, quando entrambe si accomodavano nella biblioteca di Susan perdendosi nell'immensa collezione di libri. Per Charlotte nessun orizzonte poteva essere comparato agli scaffali di noce carichi di rilegature, di storie da scoprire. Il chiuso di una biblioteca possedeva ai suoi occhi lo stesso potenziale di uno sconfinato paesaggio selvaggio. I ritmi delle loro giornate avevano siglato un'armonia tra le due amiche, complici della spensieratezza l'una dell'altra. Sapevano di poter fare affidamento su una reciproca comprensione dei loro silenzi, degli sguardi carichi di riflessioni. Il non dover mai dare spiegazioni dava ad entrambe quella serenità che si cerca nelle figure a noi più vicine e che, invece, si trova in chi meno ci aspettiamo.
La serenità di Charlotte era però destinata a dure prove quando Susan, circa dieci giorni dopo l'arrivo della ragazza, si presentò a colazione con una lettera. Charlotte rischiò di strozzarsi con la sua omelette, non aveva ancora ricevuto risposta da Georgiana e temeva ogni giorno di sapere del suo rientro e insieme quello di Sidney.
- So di aver agito non in modo onesto con te, cara. Ma ho questo invito ad un ballo da giorni e non sapevo come, nè quando metterti al corrente. Forse ho atteso per non condannarti a giorni di tentennamenti che possono renderci poco lucide nelle scelte - Susan sembrava facesse fatica a parlarne. Charlotte tirò un sospiro di sollievo.
- La tua felicità è la priorità di questa tua permanenza e, sebbene io stessa ti abbia suggerito di affrontare di petto il tuo cuore infranto, solo tu puoi scegliere quando essere pronta a farlo. Io per prima beneficerei della tua presenza, ma non sarà certo per egoismo che ti trascinerò ad un ballo. L'invito è per stasera.
Charlotte era disarmata da questa comunicazione inattesa, ma il discorso di Susan non faceva una piega. Il ragionamento era perfettamente coerente non solo con la personalità di Susan, ma anche con la sua. Era vero, se avesse saputo con anticipo dell'invito avrebbe trascorso le giornate tormentandosi e il tempo, impiegato in attività piacevoli, sarebbe stato rovinato dalla sua indecisione.
- Non potrei mai pensare di voi qualcosa che abbia a che fare con la disonestà - la rassicurò Charlotte. Se avete agito così è perchè avete imparato a conoscermi meglio di chiunque altro ed avete rispetto del mio pericolante equilibro emotivo. Voglio dimostrarvi di meritare tutte le premure che mi riservate. Verrò con piacere al ballo. In più non ho motivo di sospettare che lui... insomma che il signor Parker possa essere presente. Non ho ricevuto alcuna lettera da Georgiana sul loro rientro, credo siano ancora in viaggio. In ogni caso, non voglio in alcun modo che le mie scelte dipendano da qualcuno che, per le sue, non mi ha affatto tenuto in considerazione.
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Sanditon, pt. 2
RomantikL'ultima puntata della bellissima serie tv "Sanditon" ha lasciato me e molti amanti della Austen con l'amaro in bocca. Non è attualmente prevista una seconda stagione e, Convinta che Jane Austen non avrebbe mai permesso un finale che vede due innamo...
