Con la scusa di una sete improvvisa Charlotte si dileguò dai presenti. Voleva, anzi doveva evitare a tutti i costi gli occhi di Sidney dopo l'ammissione (innocente per chi l'aveva pronunciata) di Mallon. Ebbe appena il tempo di avvicinarsi al tavolo delle bevande, che venne placcata giustappunto dal signor Stringer. Era desideroso di presentarle l'arredatore "con cui ho litigato innumerevoli volte" ma che stimava come pochi.
<<Signor Ingdar al vostro servizio, signorina>> fece un signore dall'aria distinta e dai buffi baffi, con un profondo inchino. Subito venne tirato tra la folla dal signor Mallon per presentarlo ad altri ospiti.
<<Signorina Heywood, perdonatemi stasera non sono valido come cavaliere>> le disse Stringer sollevato di essere di nuovo solo con lei, e desolato per il poco tempo insieme.
<<Signore, non ho mai avuto un cavaliere interamente mio in questi anni, potrò sopravvivere per un'altra sera>> gli rispose lei, non senza una punta di fastidio. Stringer lesse tra le righe e abbozzò un sorriso di scuse. <<Non volevo farvi intendere altro..>>
<<No, scusatemi voi>> disse Charlotte sinceramente dispiaciuta <<Sono frastornata dalla confusione, tutto qui. Esco a prendere aria giusto un attimo>> gli rispose, sperando che lui non le offrisse la sua compagnia. Si avviò verso il guardarobiere, prese il suo soprabito e in pochi minuti riuscì a scavalcare la folla fino ad uscire dall'edificio.
Il fresco le entrò dalle narici, attraversando la gola e scuotendo i sensi intorpiditi dal vino e dal caldo del locale. Si sentì rinascere, libera da quell'oppressione crescente che l'aveva invasa poco prima. Non era abituata a vedere la sua vita privata rimodellata dalle bocche altrui. Prima Eliza ora Mallon, nessuno in quella città sapeva occuparsi dei propri affari? Dannazione, disse tra sè e sè, quando una voce maschile si schiarì dietro di lei.
<<Signorina Heywood, non prenderete freddo qui fuori?>> la voce calda di Sidney tagliò l'aria notturna londinese. Charlotte si girò e lo trovò in cima ai gradini. Avrebbe mai potuto trovare un momento tutto suo, si chiese?
<<E voi signore, non vi preoccupate di raffreddarvi?>> gli disse lei di rimando.
<<Avevo bisogno di tregua da tutto quel caos>>
<<Già, so cosa intendete...>> Charlotte si guardò intorno un po' imbarazzata, attorno solo il silenzio tranne l'eco di qualche carrozza in lontananza.
<<Non vi divertite abbastanza, stasera?>> chiese Sidney. Charlotte captò lo stesso tono insidioso che le aveva rivolto prima in sala.
<<Signor Parker, perchè ho l'impressione che tutte le domande che mi rivolgete stasera sono attraversate da una certa ambiguità?>>
<<Forse potete rispondere voi stessa a questa domanda, Charlotte>>. Sentire il suo nome da quelle labbra era come se le avessero tolto l'aria.
<<Non ho nulla da dire signor Parker, altrimenti non vi avrei chiesto spiegazioni. Comunque... Visto che siete restio a volermene dare, sarà meglio che rientri. Non è appropriato che ci trovino qui fuori>> Charlotte fece per salire i gradini.
<<Eppure non vi preoccupa farvi vedere in esclusiva compagnia d'altri>>. Aveva colpito nel segno. A quelle parole, Charlotte si arrestò con un piede sul primo gradino. <<Scusatemi?>> gli chiese sbalordita.
<<Non fingete di non capire, siete troppo perspicace per non intendere a chi mi riferisco. Voi e Stringer che sbucate dall'ala non aperta al pubblico...>>
<<Cosa fate, mi spiate?>> lo interruppe bruscamente Charlotte.
<<Non ne ho bisogno, era abbastanza palese agli occhi di tutti che vi foste allontanati insieme!>>
<<MI stava mostrando il resto dell'edificio! Non è un segreto che mi interessa l'architettura>> disse lei mentre la solita furia la investiva in pieno. Il gelo della serata era impercettibile, aveva il viso in fiamme. <<In ogni caso, non vi devo alcuna giustificazione!>> disse più a se stessa che a lui.
<<A me no, ma preparatene di buone per quando verranno fuori i pettegolezzi. Siete la coppia della serata, non lo avete notato?>>
<<Oh, per i pettegolezzi ci penserà senz'altro la signora Campion>> rispose lei ridendo amareggiata.
<<E il signor Mallon, avrete capito che è uno che non sa tenere a freno la lingua con qualche bicchiere di troppo!>>
<<Ma perchè avete tanto a cuore che io stia fuori dai pettegolezzi dei vostri amici? E poi Il signor Mallon parla così perchè evidentemente è in confidenza con il signor Stringer!>> Charlotte si morse subito il labbro per la sua risposta. Aveva ammesso ogni cosa. Il silenzio piombò tra loro due per qualche secondo.
<<Per questo eravate a disagio quando ha fatto quelle insinuazioni? E' tutto vero?>> Sidney le si avvicinò mentre diceva quelle parole, con un tono così basso che a Charlotte trafisse il cuore.
<<Come devo dirvelo che non è affar vostro...>> rispose lei esasperata.
<<Charlotte, devo saperlo, cosa avete risposto>> la voce di Sidney era ancora più bassa, quasi implorante.
<<No, non dovete!>> disse lei allontanandosi e dandogli le spalle <<Tantomeno io sono tenuta a dirvelo. Per cosa poi? Per avere la certezza, voi ed Eliza, che non sarete più vittima delle mie manipolazioni?>>
<<Come? Ma di cosa parlate, che storia è questa!>>
<<Oh, ora non fingete voi signor Parker>> Charlotte rimarcò quest'ultima parte sperando che lui avrebbe smesso di chiamarla per nome. <<Le voci denigratorie che avete messo in giro a fine estate, sulla fantomatica fanciulla che vi ha "stregato" a Sanditon>>
<<Chi diavolo vi ha messo queste assurdità in testa?>> le chiese lui sconvolto.
<<Piuttosto chi o cosa vi ha permesso di definirmi così! E' questo che pensate di me? Capisco che ciò che è accaduto ha avuto un impatto pari a un qualunque divertimento su di voi.. Ma io?>>
<<Charlotte, come potete credermi capace di simili bassezze, dopo quello che ho sofferto per...>> Sidney si interruppe di colpo. Charlotte si fermò sul suo sguardo, si accorse che sperava lui continuasse. Le sembrava davvero sofferente, esausto. Vide per un attimo l'uomo sincero che non aveva ragione di mentire, ma che anzi stava scontando le conseguenze di colpe non interamente sue.
<<Signor Parker, noi continueremo a darci il tormento se non poniamo un taglio a questo filo dilaniante che ci lega. Ne avevamo già parlato. Vi prego, non chiedetemi oltre... Non interessatevi di me in alcun modo. Mi convincereste solo del fatto che vi importa qualcosa di me, e questo è un pensiero che non posso permettermi>>. Charlotte disse tutto d'un fiato, perchè anche la minima pausa le avrebbe fatto cambiare idea.
<<E' questo che volete? E' il vostro più sincero desiderio?>> la voce di Sidney la stava quasi supplicando di ritirar tutto. Perchè le stava facendo questo, Charlotte non potè spiegarselo. Prima di cedere, si voltò dall'altra parte, salì i gradini superandolo e si fermò appena prima di entrare.
<<Sì, è questo che desidero>>. E rientrò.
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Sanditon, pt. 2
RomantikL'ultima puntata della bellissima serie tv "Sanditon" ha lasciato me e molti amanti della Austen con l'amaro in bocca. Non è attualmente prevista una seconda stagione e, Convinta che Jane Austen non avrebbe mai permesso un finale che vede due innamo...
