Rinchiudersi nel silenzio

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Quella stessa sera Charlotte voleva solo rinchiudersi nel silenzio della biblioteca di Susan, per non dare ascolto ai borbottii dei suoi pensieri. L'ennesimo scontro velato con Eliza, e l'incapacità di trattenere il suo orgoglio, l'avevano impensierita fino a casa.

Susan, che ormai la conosceva in ogni sua sfumatura, aveva compreso la piega del dopo cena e non indagò con alcuna domanda. La sua esperienza le suggeriva chiaramente che quando c'è aria di tempesta nella mente di una donna, la soluzione è lasciare che venga fuori da sola. Fu Charlotte, infatti, a prendere l'iniziativa rompendo i suoi propositi di clausura comunicativa col mondo.

<<Perchè la gente... insomma, perchè è così difficile tenere la calma e il distacco di fronte a chi ci indispone?>>

<<Mia cara Charlotte, non sempre si è disposti a tollerare l'invadenza altrui, soprattutto se questa è travestita da falsa gentilezza>>

<<Ma Susan perchè non imparo nulla da voi? Dal vostro contegno, che vale più di mille reazioni!>>

<<Io? Sono l'ultima persona da assumere come esempio. Il mio contegno è la superficie di una indifferenza sulla quale ho dovuto lavorare per anni. Ormai è radicata nel mio cuore, ma detesto la sola idea che voi possiate diventare così>>

<<Eppure voi mi avete suggerito di mostrare questo al signor Parker...>> Charlotte era confusa.

<<Io vi ho suggerito di mostrare indifferenza, non di diventarlo. Per quello ci vuole una certa sordità ai richiami del cuore>>

<<Madam voi però non siete affatto così. Non troverei tanta affinità nella vostra persona altrimenti>>

Susan sorrise con una dolcezza che riservava solo a Charlotte. <<Voi, mia cara, siete tra le poche a cui riesco ancora a dimostrare ancora qualcosa. Purtroppo vivere nella bella società non è quel trono vellutato sul quale tutti pensano di stare comodamente. Guardarsi sempre dalle ipocrisie, dal giudizio altrui... Ti logora dentro. Non posso permettere a nessuno di determinare il corso di ogni mia singola giornata>>. Negli occhi di Susan brillò una luce ferma: Charlotte la vide chiaramente e si sentì così immatura, sciocca accanto a quell'amica che aveva avuto la fortuna di incontrare. Abbassò lo sguardo, ma non disse finchè Susan non proseguì.

<<A proposito di giudizi e voci, ho capito che la signora Campion vi infastidisce con le sue insinuazioni. Credo però che abbiano un fondo di verità>>

Charlotte rischiò di esplodere di nuovo per l'indignazione, non verso Susan quanto verso le idee assurde che Eliza andava mettendo nelle teste dei suoi amici.  <<Susan! Io... come potete crederlo anche voi!>>

<<Piano, piano Charlotte!>> Susan le si avvicinò ridendo <<Non mi riferisco a voi, non ho dubbi sui vostri sentimenti. So benissimo dove vira il vostro cuore, per quanto proviate a fargli perdere la rotta. E' del signor Stringer che parlo>>

Charlotte spalancò gli occhi e rise sarcasticamente. <<Cosa intendete?>>

<<Non è abbastanza chiaro? Quel giovane è innamorato di voi. Lo sospettavo la sera del ballo da Lady Cassidy, e ne ho avuto conferma oggi. Quando avete smentito un qualunque coinvolgimento amoroso alla signora Campion, lo avete ferito. Credo che ve ne siate accorta>>

Lo smarrimento di Charlotte aumentava insieme alla sua incredulità. <<Confondete l'attaccamento di Stringer per me con altro. Non mi ama affatto, si comporta così perchè è un caro amico, lo è sin...>>

<<Sin dai tempi di Sanditon, immagino >> la interruppe Susan <<e non si è dichiarato finora perchè  è estremamente rispettoso dei vostri sentimenti, ma anche un uomo con un tale altruismo potrà zittire ancora oltre il suo cuore>>.

<<Susan, perchè mi dite questo... Non è ciò di cui ho bisogno!>> disse Charlotte con tono quasi implorante.

<<Mia cara, se mi azzardo a turbarvi è per mettervi in guardia quando si dichiarerà, perchè non siate impreparata quando lo rifiuterete. Farà male, e farà male a voi perchè tenete a quel ragazzo>>.

Sanditon, pt. 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora