Immediatamente scese un leggero impaccio, o almeno questa era l'emozione di Charlotte. Non sapeva come proseguire quella conversazione basata sulla più falsa cortesia. Stringer le venne inconsapevolmente in soccorso ricordandole lo scopo per cui erano rientrati.
- Oh, giusto. Stavamo andando a prendere da bere, scusateci - Charlotte lanciò un vago sorriso al gruppo, per fermarsi sugli occhi neri di Sidney. - A presto, Signor Parker. Lui fece un inchino col capo, senza staccare lo sguardo da lei.
Stringer iniziò a raccontare a Charlotte dei suoi lavori al Mallon, ma lei capiva poco o niente delle sue parole. Percepiva ogni cosa intorno in maniera ovattata, come se i suoi sensi fossero stati trasferiti altrove. Presero del vino, Charlotte buttò giù buona parte del suo bicchiere sperando di trarne un minimo di energia per fronteggiare gli ostacoli della serata. Il prossimo, infatti, era vicino dal presentarsi al suo cospetto.
- Signorina Heywood! Voi qui? Che bizzarra sorpresa! - disse non senza sarcasmo la signora Campion, comparsa improvvisamente dinnanzi a Charlotte. Era come la ricordava: bella, altezzosa, con un mento che protendeva eccessivamente verso l'alto come a voler sottolineare la superiorità nei confronti del mondo.
- Ben detto signora Campion- intervenne Susan, anche lei giunta dal nulla accanto a Charlotte (nel momento più opportuno, come ebbe da costatare). - Chissà, variando la compagnia per una volta, magari si rischia anche di divertirsi a questi balli!
Prese Charlotte per un braccio e la sottrasse per un po' a Stringer, lasciando inebetita anche Eliza. - Venite cara, credo che per stasera abbiate sopportato a sufficienza. Devo farvi i miei complimenti per l'interpretazione di poc'anzi. Non per attribuirmi il merito, ma credo che i miei consigli abbiano sortito il loro effetto. Charlotte non incrociò più Sidney direttamente, sebbene avesse intercettato diverse volte la sua figura. Georgiana non aveva descritto un'impressione del tutto scorretta: l'uomo che aveva visto non le sembrava felice, forse nemmeno triste. Era spento, sconfortato, come se fosse sconfitto. Scosse la testa, lo stato d'animo di Sidney Parker non era affar suo, anche se osservarlo dopo quei mesi lontani era quasi una necessità per Charlotte.
Quando si accertarono di poter abbandonare la festa senza recare offesa alla padrona di casa, Susan e Charlotte si avviarono verso la carrozza. Charlotte si congedò da Stringer e confermarono la passeggiata dell'indomani mattina. Durante il rientro, Susan studiava con leggera malizia le espressioni di Charlotte. Si sforzò di sorridere allo sguardo indagatore della sua amica: - Perchè mi osservate?
- Mia cara Charlotte... Non pretendo di sentirvi dire che rivederlo non ha prodotto alcun effetto al vostro cuore. Ma ditemi come state ora.
- Se dicessi che non ho desiderato sparire nell'istante in cui mi sono accorta della sua presenza in sala, mentirei. Avevate ragione, non si può sfuggire al destino, anche se questa sono andata a cercarmela io... - disse Charlotte, maledicendo quasi il momento in cui aveva scelto di venire a Londra.
- E siete stata molto coraggiosa, Charlotte. Comunque, per quello che può valere... Ho notato che vi ha cercata continuamente con lo sguardo, fin quando non siamo andate via.
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Sanditon, pt. 2
RomanceL'ultima puntata della bellissima serie tv "Sanditon" ha lasciato me e molti amanti della Austen con l'amaro in bocca. Non è attualmente prevista una seconda stagione e, Convinta che Jane Austen non avrebbe mai permesso un finale che vede due innamo...
