❙ GLI UOMINI NON CAMBIANO, Mia Martini
Al Chelsea Market, sulla Nona Strada, si poteva trovare davvero di tutto: si trattava di un edificio sulla cui facciata, della quale si distingueva l'insegna gialla al neon, erano dipinti Madre Teresa di Calcutta e Gandhi, rivolti l'uno verso l'altra con le mani giunte in segno di preghiera; al suo interno, su vari piani si dislocava il mercato ricolmo di alimentari, ristoranti, librerie ed altro. Era un'esplosione di colore, tra le lanterne di carta fuori dal locale cinese, le spezie orientali che emanavano un profumo particolare di cui il mercato era impregnato, i toni industriali di un fast food, il verde acceso di un negozietto di libri, l'odore selvatico e pungente che fuoriusciva da una macelleria.
Mi ero affidata a Trycia che, a quanto pareva, frequentava spesso il mercato quando andava a fare la spesa. Daniel e i ragazzi erano ad un'importante riunione sulla linea che la banca avrebbe adottato riguardo agli investimenti ad alto rischio e lei non sembrava molto propensa a dirmi il perché non fosse stata chiamata a parteciparvi, quindi avevamo optato per andare a fare shopping - avrei anche dovuto trovare gli ingredienti per preparare un dolce alla nostra vicina, in segno di scuse.
Decidemmo di fermarci da un fioraio e, mentre Trycia sfiorava i petali di un tulipano giallo, io non potetti trattenermi dal chiederle se stesse bene.
«Sì» rispose soltanto.
«Forse non sono affari miei, ma penso che se fosse stata una riunione tanto importante, quella del team, avresti dovuto essere partecipe.»
«Non ci arrivi, Abigail?» sussurrò, voltandosi di scatto verso di me ad occhi sgranati, come non volesse essere sentita. «Nemmeno Brie partecipa a quella riunione. Non importa che facciamo parte del team o meno, non importa quanto siamo intelligenti. Siamo pur sempre donne. E per Rickman probabilmente siamo soltanto segretarie. Non c'è da stupirsi, se tutte quelle che passano per il suo ufficio danno le dimissioni dopo non più di una settimana.»
«Pensavo che...» Pensavo che per voi fosse diverso.
Speravo davvero che per donne che avevano già raggiunto un alto livello professionale, l'ambiente di lavoro fosse diverso, che fossero considerate in modo migliore, che fosse riconosciuto loro il merito dei loro sforzi e della loro intelligenza. Ma a quanto pareva, essere donna era sempre uno svantaggio, in qualsiasi condizione economica, sociale o lavorativa ci si trovasse.
«Siamo tutte sulla stessa barca, Abigail.» Sospirò con ritrovato spirito, si stampò un sorriso in volto e mi indicò delle dalie arancioni. «Starebbero bene, nel vostro appartamento. Con quelle travi di legno e le poltroncine bordeaux in sala da pranzo.»
Annuii con un sorriso forzato. «L'altro giorno ho tentato di annaffiare i fiori sul tavolo e Daniel mi ha detto che sono finti» le raccontai. «Perché non ha tempo di prendersene cura.»
«Non te ne eri mai resa conto?»
«No» ammisi con una risatina. «Ma effettivamente sono tristi.»
«Molte cose di quella casa lo sono. Senza offesa, ovviamente.»
«Quando sono arrivate le mie cose da San Francisco abbiamo cambiato molto, in realtà. Adesso è molto meno bianco, devo dire.»
«Immagino che per quando vi sposerete ne avrai avuto abbastanza, di bianco, da non volerlo vedere nemmeno nel vestito da sposa» scherzò ed io mi trovai costretta a mostrare di nuovo un sorriso di circostanza.
«Io non credo nei valori del matrimonio» ammisi. «Credo sia soltanto uno strumento della cultura patriarcale per segnare il passaggio di proprietà della donna dal padre al marito. L'abito bianco in segno di purezza, il velo per l'umiltà, sono tutte cose in cui non mi ritrovo. Perché sposarsi, se si sta tanto bene insieme? Perché rovinare tutto da un sigillo eterno? Sai che quasi il quarantacinque percento delle coppie sposate finiscono con il divorziare? E ad oggi, le persone decidono di sposarsi in età sempre più avanzata, probabilmente perché vogliono essere più sicure che la persona che sta loro accanto sia quella per la vita; il che probabilmente comporta la paura che in futuro l'amore potrebbe finire e concluderebbero con il lasciarsi. Ma allora, se si sa già che non durerà per sempre, perché sposarsi, dico io? Ci si ama lo stesso, anche se non ci si sposa, o sbaglio? E lasciarsi senza dover incorrere in un divorzio sarebbe più facile. In molti Paesi, le leggi per le coppie conviventi sono diventate molto vicine a quelle delle coppie sposate, proprio perché sempre più persone trovano nel matrimonio un'istituzione inutile.»
STAI LEGGENDO
𝑺𝑶𝑳𝑶 𝑫𝑼𝑬 𝑺𝑼𝑷𝑬𝑹𝑵𝑶𝑽𝑬
RomantizmSEQUEL DI "SOLO DUE SATELLITI" "Come nell'universo, la nostra vita è basata su un sistema di bilanciamenti e contro-bilanciamenti: forze che ci spingono via, che ci attraggono, che ci sostengono, che ci spingono. A volte passa un asteroide che crea...
