VIII

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Quando sentii la campanella di fine lezione tirai un sospiro. Finalmente era finito l'ennesimo giorno di scuola.
Ero riuscito anche oggi a sopravvivere e non so come, ma nella verifica di matematica ero riuscito fare tutti gli esercizi. Erano giusti? Molto probabilmente no, ma tanto il voto a cui puntavo era il sei. Niente di più e niente di meno. Se poi avessi ottenuto di più non mi interessava, l'importante era prendere la sufficienza.

Mentre finivo di preparare la cartella, mettendo dentro le ultime cose come l'astuccio e i quaderni vari, sentii il cellulare vibrare nella tasca dei pantaloni. Non mi ci volle molto a capire di chi si trattasse, non poteva essere nessun altro che Dazai. Aprii in automatico la chat.

Da: Dazai
Chuuyaa

Dimmi

Da: Dazai
Che ne dici di venire da me a mangiare?

Quando lessi il messaggio per qualche strano motivo sentii il mio cuore perdere un battito.

Certo, perché no. Dove sei?

Da: Dazai
Sono vicino all'entrata. Ti aspetterò pazientemente Chuuya~


... Va bene. A dopo

Gli scrissi mentre uscivo dalla classe e salutavo gli ultimi miei compagni che erano rimasti dentro.

Non mi ci volle a raggiungere l'entrata della scuola e nemmeno a capire dove si trovasse Dazai in mezzo a tutta quella gente. Alto com'era era poco probabile che passasse inosservato. La situazione per me invece era esattamente l'opposta. Ero letteralmente alto un metro e un tappo e non mi ci voleva molto a perdermi in mezzo ad una folla.
Fino a qualche tempo fa speravo di crescere ancora un po', ma dovetti rinunciare a questo mio sogno quando mi accorsi che il mio corpo non aveva più intenzione di crescere. A quanto pare i miei geni non ero molto propensi a farmi almeno raggiungere 1.65 m.

Dazai da quel che riuscivo a vedere dalla distanza in cui mi trovavo, era appoggiato contro al muro con il suo zaino.
Tra le sue braccia coperte dal tessuto della sua camicia, teneva la giacca dell'uniforme.
I capelli gli cadevano sbarazzini sul suo viso, incorniciando il suo viso e mettendo in mostra il suo sguardo. Uno sguardo simile a quello di una volpe molto spesso.
Da qui sembrava uno di quei personaggi degli anime. Era bello anche senza provarci.
Dovevo ammettere che Dazai aveva un certo fascino.

"Ho appena detto che Dazai ha fascino!?" pensai bloccandomi di colpo non appena lo realizzai.
Scossi la testa a quel pensiero e mi affrettai ad aumentare il passo.

Quando lo raggiunsi lo vidi chiudere in automatica il suo libro e porlo dentro il suo zaino.

<Chibi ben arrivato> mi salutò con un lieve sorriso.

<Non mi chiamare Chibi e comunque ciao anche te> dissi facendo uno passo indietro.

<Va bene~ Pronto a venire a casa mia? So che morivi dalla voglia di vederla> cantò mettendosi davanti a me e per poi cominciare a camminare all'indietro. Dando le spalle alla strada.

<Certamente, chi non morirebbe dalla voglia di andare a casa tua?> domandai ironicamente. Dazai sogghignò alla mia presa in giro, per poi darmi le spalle. < Comunque dove dovremmo andare?> gli chiesi portando nel mentre le mani dentro alle tasche dei pantaloni.

Dazai alla mia domanda non rispose, continuò semplicemente a camminare. Anzi, più che a camminare sembrava che stesse trascinando i piedi come se fosse uno zombie.

<Stai facendo il cosplay di uno zombie o ti sei per caso fatto male? > gli chiesi dopo un po', cercando di suonare il meno possibile interessato alla cosa.

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