XI

295 31 18
                                        

Dazai pov

<Ma hai capito o no che lo stai mettendo a disagio?> sbottai di punto in bianco. Non ce la facevo più a vedere quella sottospecie di nonnetto continuare a parlare così.

<Cosa? Non sto dicendo nulla di male> 

<Non stai dicendo nulla di male? Ma per favore, non riesci neanche a capire quanto tu lo stia mettendo in difficoltà con domande del genere? Anche un bambino riuscirebbe a capito> 

<Amico calmati, nessuno sta morendo> si affrettò a dire e per poco non gli risi in faccia.

<Io direi di rivalutare bene ciò che tu hai appena detto e ora> non conclusi neanche la mia frase che presi Chuuya per mano e ci allontanammo da quel nanetto. 

Chuuya in tutto ciò non sembrava per nulla connesso all'ambiente che lo circondava.
Non mi aveva ancora chiesto per quale motivo lo stessi tenendo per mano e per quale diamine di motivo lo stessi trascinando con me, proprio come un padrone farebbe con il suo cagnolino. 

A distanza di pochi minuti entrammo in uno dei tanti bagni della casa di Higuchi. Chiusi la porta del bagno a chiave e feci sedere Chuuya vicino al bordo della vasca. 

<Chuuya ci sei?> gli chiesi mentre mi sedevo accanto a lui. Per poco non rischiavo di cadere per terra e sbattere il culo contro il pavimento. 
Nessuna risposta arrivò da parte del rosso nel mentre. 

<Oi terra chiama Chuuya> e neanche a questo nessuna risposta. Sembrava letteralmente sconnesso dalla realtà. 

<Va bene, non mi dai altra scelta> e senza aggiungere altro mi avvicinai al lavandino. Presi un bicchiere che qualcuno, molto probabilmente, aveva lasciato qua e lo riempii d'acqua. 
Nel giro di qualche secondo, il tempo di riavvicinarmi al pel di carota, glielo rovesciai in testa. 

Come si dice? Ah si, mali estremi estremi rimedi.

Chuuya pov

<Dazai cosa cazzo hai appena fatto!?> gli sbraitai addosso non appena mi accorsi del danno fatto da quel spreca bende. 
Ora avevo testa e spalle bagnate, ottimo direi.

<Bentornato tra noi Chibi!> disse Dazai sorridendomi a trentadue denti. Ignorando tranquillamente quello che gli avevo appena detto.

<Bentornato un cazzo! Per colpa tua sono tutto bagna-> non finii di "parlare" che qualcuno bussò alla porta per poi urlare:

<Avete  finito o no!? E' da 10 minuti che tenete occupato sto cazzo di bagno!> 

Dazai alle urla della ragazza ridacchiò leggermente. Io invece alzai semplicemente gli occhi al cielo, per poi uscire dal bagno insieme a quel spilungone. 
La ragazza non appena vide la porta aprirsi si precipitò dentro, urlando nel mentre un grazie. 

<Quindi ora che si fa?> mi domandò Dazai portando le mani dentro le tasche dei suoi pantaloni. Alla sua domanda feci finta di perdere tempo a rifletterci, per poi dire semplicemente:

<Io me ne torno dal mio amico e tu invece dai tuoi>

<Non credo che sarà possibile> disse dopo poco e alla sua affermazione inarcai un sopracciglio e lo guardai confuso. 

<In che senso?>

<Guarda verso di là> 

Quando lo feci mi accorsi delle condizioni in cui destava il mio amico. Si era letteralmente addormentato su uno dei divani del salotto e contro la sua amica di cui mi aveva parlato prima. Mi sa che qualcuno aveva alzato un po' troppo il gomito. 

Iris//SkkDove le storie prendono vita. Scoprilo ora