CENA SUL MARE

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(Federico's pov's)
"Arrivò quel mercoledì, feci un messaggio a Bea per fare gli auguri ai genitori come se niente fosse e poi andai agli allenamenti. Avevo deciso di fare gli allenamenti mattutini, avevo preso un biglietto per l'aereo delle cinque del pomeriggio per Firenze, sarei arrivato così per le 20 e poi avrei dovuto trovare il ristorante. Così feci, dopo gli allenamenti andai a casa mi feci una mini valigia perché sarei rimasto un po' del giorno dopo a Firenze e poi andai verso le 15 all'aereoporto, feci il check-in e aspettai che chiamassero il mio aereo, poi finalmente partii. Dopo tre ore circa arrivai a Firenze, mi venne a prendere mio nonno che mi accompagnò al ristorante. Chiamai Valentina, per avvertirla che ero lì, mi fecero entrare e mentre Bea era distratta a chiacchierare, le misi le mani davanti agli occhi, e camuffando la mia voce chiesi chi fossi. Lei con le mani cercò di capirlo, mi toccò la mano dove avevo un anello, e poi i capelli e poi ci pensò un attimo su e mi chiese se fossi io, le tolsi così le mani davanti agli occhi e lei si mise a piangere e mi abbracciò non ci poteva credere che ero lì con lei. Mi disse tante parolacce e poi mi portò dai suoi genitori per dire che ero lì, Valentina mi chiese se fosse stato facile trovare il posto le dissi di sì, inoltre mi disse che Bea in quei giorni era stata davvero male per via del fatto che non ci vedevamo quel week-end, questa cosa mi fece un po' male ma alla fine stavo lì e l'avevo resa felice. Passammo la serata seduti vicini a parlare con tutti gli altri ragazzi ma poi all'improvviso lei mi portò sulla terrazza per stare un po' da soli ... c'era un panorama meraviglioso Firenze era tutta illuminata ... e stavamo lì ad osservarla ... quando all'improvviso mi accorsi che lei aveva freddo, allora mi tolsi la giacca e gliela misi sulle spalle ma continuava ad avere freddo e allora la abbracciai forte a me, era una bellissima sensazione averla così stretta a me e dopo un po' Bea si avvicinò a me per darmi un bacio ma fummo interrotti dalla cugina che venne a chiamarci perché era pronto il primo piatto, quando la cugina fu scesa, Bea la stava per seguire ma io la presi per un braccio e le diedi quel bacio che ci fu negato precedentemente. Così poi scendemmo giù in sala e fu l'ultima volta che salimmo su quella terrazza, gli amici di Bea erano molto curiosi e mi facevano tante domande. La serata finì, e io dovevo ritornare a casa dei miei nonni e ci abbracciammo e baciammo forte, poi piangemmo. Dopodiché tornai a casa, raccontai tutto ai miei nonni e furono felici per me. La mattina dopo tornai a Torino, e riuscii ad andare agli allenamenti pomeridiani. Durante la permanenza di Bea a Parigi, io la chiamavo molto spesso, cercavo di prendere gli orari dove prendeva la metropolitana, o mangiava in modo tale che lei si potesse godere al meglio la sua permanenza in quella meravigliosa città. La settimana dopo che Bea tornò da Parigi c'era la sosta delle nazionali, e poiché non ero stato convocato decisi di anticipare un po' i giorni per stare insieme e quindi partii per Firenze il giovedì invece che il venerdì. Il mercoledì prima che partissi, Bea doveva affrontare un esame importante all'università, cercai per quanto lontano e per quanto impegnato di chiamarla spesso e di sapere come stesse e se avesse fatto l'esame, l'ultima volta che la chiamai mi disse che lo aveva superato e io ne fui felice. Venne finalmente poi giovedì, invece di prendere l'aereo visto che non trovai biglietti, presi il treno, tanto comunque da Torino a Firenze ci volevano tre ore, partii molto presto, alla stazione mi venne a prendere mio nonno, posai la roba a casa dei miei nonni, chiesi a mio nonno la macchina e andai a prendere a Bea, andammo a fare una bella passeggiata, andammo a mangiarci qualcosa e poi un gelato e poi la riaccompagnai a casa e la invitai a cena fuori, questa volta però decisi io il ristorante, in realtà non era un ristorante, feci prenotare giorni prima da mio nonno uno yacht tutto per noi, mi feci decorare il percorso dalla strada fino allo yacht con candele profumate e rose rosse, i fiori preferiti di Bea e poi prenotai un mazzo di rose rosse da darle una volta arrivati lì. Era tutto pronto, mi vestii elegante

Andai a prenderla, quando lei scese era meravigliosa, era elegantissima anche lei, la abbracciai e la baciai poi dissi:<< Ciao Bea come sei bella stasera

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Andai a prenderla, quando lei scese era meravigliosa, era elegantissima anche lei, la abbracciai e la baciai poi dissi:<< Ciao Bea come sei bella stasera .. adesso ti devo bendare perché non devi sapere dove andiamo è una piccola sorpresa per te >>. Lei rimase un attimo sorpresa e meravigliata però si fece bendare, poi mano nella mano la portai in macchina e partimmo per Forte dei Marmi era lì che c'era lo yacht che ci aspettava. Dopo un po' di tempo in macchina circa un'ora, arrivammo a destinazione, scesi dalla macchina, andai verso il suo lato le aprii lo sportello, e la condussi verso la strada tutta decorata. Poi le tolsi la benda e dissi:<<questo yacht questa sera è per noi>>. Lei piena di gioia si gettò tra le mie braccia e mi disse:<<Tu sei un pazzo ti amo .... Grazie mille è una sorpresa stupenda, ho sempre sognato avere uno yacht e vedere dentro com'è ... >>
<<Lo sapevo ahahahah ecco perché ho fatto questa sorpresa >> dissi io con aria soddisfatta. Lei mi baciò e poi mano nella mano percorremmo quel molo illuminato dalle candele e dalle rose, prima poi di entrare nello yacht c'era il signore che aveva il mazzo di rose che avevo prenotato e le porsi a Bea
<<ti amore amore mio>> dissi io
<<anche io amore>> disse lei e poi entrammo nello yacht. La portai a fare una visita dello yacht, le mostrai tutto, poi la portai nel ponte superiore dove c'era un tavolo apparecchiato, la feci sedere accostandole la sedia e poi mi misi a sedere anche io. Lo yacht, partì e noi cenammo. Venne il cameriere che ci versò il vino, e ci portò la cena, dopo la cena ci mettemmo a vedere il mare e a farci tante foto. Era tutto perfetto peccato che finì troppo presto, lo yacht attraccò di nuovo nel molo di Forte dei marmi, salutai il capitano e ritornammo nella macchina..."

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