A TORINO

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(Federico's pov's)
"Dopo quel breve incontro nel tunnel del Franchi, io e Bea ci vedemmo direttamente dopo Natale, perché decidemmo di festeggiare il Natale con le nostre famiglie e poi di rivederci prima di capodanno. I giorni che passammo insieme furono davvero belli e speciali, perché finalmente potevamo stare insieme, dopo che per più di due mesi c'eravamo visti poco e niente. Pochi giorni prima di partire decisi finalmente di darle il regalo di Natale, dovevo completare le ultime cosette e quindi aspettai nel darlo. La mattina però di quel giorno Bea doveva fare un esame e quindi le mandai gli in bocca al lupo e restai a scrivere con lei fin quando non iniziò per aiutarla a stemperare l'ansia, non potevo andare con lei ma perlomeno tramite messaggi ero con lei. Visto che non resistevo ad aspettarla lì a casa dei miei nonni chiesi a mio nonno la macchina, le scrissi del mio cambio programma e quando lei poi mi rispose capii che aveva finito e quindi scesi per andare a prenderla. Quando arrivai sotto la fermata, lei era sovrappensiero, suonai il clackson e lei salì in macchina, mi chiese il motivo per il quale ero andato a prenderla ed io le dissi che mi mancava e che non resistevo ad aspettarla lì a casa dei miei nonni e andammo verso casa. Una volta arrivati, andammo nella nostra cameretta in garage e iniziai a darle il mio regalo, le avevo regalato un maglioncino rosso e un cappellino abbinato e poi un altro foglio di carta, era un'altra canzone che le avevo scritto dedicata a lei, che si mise a piangere e mi diede il suo regalo: era una di quelle collane che si facevano per le coppie, lei si prese la chiave ed io mi presi il cuore. Poi però lei mi disse che si sentiva in colpa perché io le facevo dei regali più belli dei suoi e non voleva che io mi sentissi meno amato, io le dissi di non preoccuparsi perché io sapevo che lei mi amava, me lo dimostrava ogni giorno e non doveva credere che dei oggetti potessero farmi cambiare idea su quello che noi provavamo l'uno per l'altra. Poi le feci vedere che indossavo sempre tutti i suoi regali come per esempio l'anello con il numero 7 che era il giorno di Gennaio che c'eravamo messi insieme e così si convinse e ci stringemmo e ci baciammo forte forte. Dopo due giorni, poi però dovetti partire perché volevo passare il capodanno con la mia famiglia e proprio il giorno di capodanno ebbi una chiamata che attendevo da ormai un anno, i genitori di Bea si erano convinti a farla venire a Torino per il nostro anniversario, io fui felicissimo non vedevo l'ora che venisse quel giorno. Avrei dovuto giocare il giorno prima dell'epifania, cioè il giorno prima che Bea sarebbe venuta da me. Quella partita fu bellissima, ero pieno di energia, e segnai due tre goal che dedicai tutti a Bea. Ed ecco che poi arrivò il giorno tanto atteso, i miei genitori erano venuti proprio a casa mia per conoscerla, erano molto emozionati, avevo parlato tanto di Bea e loro non vedevano l'ora di conoscerla, anche mio fratello e mia sorella. Quando partì il treno Bea mi chiamò e mi disse più o meno per che ora doveva arrivare, poi mi ringraziò per i goal dedicati e staccammo la chiamata. Dopo circa due ore e mezza, iniziammo a prepararci e poi scendemmo e andammo verso la stazione. Ed ecco che arrivò finalmente il treno di Bea, quando la vidi le corsi incontro, la presi in braccio e la feci girare, la baciai e poi andammo dai miei e da mio fratello e mia sorella. Si presentò a loro e i miei furono molto gentili e cordiali, la accolsero davvero bene e andammo verso l'uscita, con la macchina andammo verso casa e le feci vedere un po' tutto il mio appartamento e le diedi la mia camera e io con Adriana e Lorenzo avremo dormito in un'altra stanza e mio padre e mia madre in un'altra. Quella casa che avevo preso a Torino era molto ampia e aveva anche la sala degli ospiti e un'altra camera e quindi riuscii ad ospitare sia la mia famiglia che Bea. Volevo che loro conoscessero Bea e che la apprezzassero perciò li avevo fatti venire da Genova a Torino per quella settimana. Dopo che sistemò la roba, Bea diede una mano a mia madre, entrò subito in confidenza con lei, poi però decisi di portarla a vedere la città
<< Bea vieni con me, ti porto a vedere la città, andiamo con Lollo e Adri>> dissi io
<<Aspetta finisco di aiutare tua madre e poi andiamo ok??>> disse lei
<< non ti preoccupare vai con Fede, continuo io qua>> disse mia mamma
<<grazie mille signora>> disse Bea con molta gentilezza, pulendosi le mani
<<e di che ma dammi del tu ti prego questo lei mi invecchia troppo>> disse mia mamma e ci mettemmo a ridere tutti quanti
<<ahahah va bene Francesca allora >> disse Bea
<<ecco così va benissimo andate ora e divertitevi>> disse mamma. E scendemmo durante la passeggiata, incontrammo tante persone che volevano un autografo e una foto con me e chiedevano chi fosse Bea perché era l'unica che non era famosa, Bea non sapeva mai cosa rispondere, allora intervenivo io dicendo che era una mia amica di Firenze che era in visita a Torino. Dopo che tornammo a casa e mangiammo insieme ai miei genitori, vidi che Bea era un po' spenta rispetto alla mattina, e le chiesi:<< amore cosa hai?>>
<< Nulla sto molto scocciata non mi piace questo fatto che ci dobbiamo nascondere ogni volta che viene qualche persona e che dobbiamo stare attenti quando ci abbracciamo, ci baciamo perché se no ci scoprono non ne posso più è solo questo >> disse lei
Allora preso dai sensi di colpa, alla fine io le avevo chiesto di non dire nulla, la presi per mano, la condussi nella mia cameretta e andai sul mio profilo Instagram, decisi una nostra foto e la pubblicai presentandola a tutti i miei follower..."

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