GIORNI DI INFERNO

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(Bea's pov's)
"Fede mi disse che quando poteva di nascosto entrava nella mia camera e stava lì per ore e mi cantava la nostra canzone per farmi svegliare, infatti quando il quinto giorno mi svegliai, vidi Chicco con la sua chitarra che mi suonava la nostra canzone. Quando si accorse che ero sveglia chiamò subito i dottori che lo fecero uscire, dopodiché mi visitarono e dai loro sguardi capii subito che la situazione era abbastanza complicata, infatti appena mi ero svegliata non sentivo le gambe e allora dissi:<< Non sento le mie gambe cosa mi succede ??>> ... I dottori mi dissero :<< signorina evidentemente è caduta oppure per il modo in cui l'hanno picchiata questo ha danneggiato la spina dorsale e dobbiamo fare alcuni esami per vedere se è una cosa momentanea o definitiva >>. Appena mi dissero queste cose iniziai a piangere e a muovermi ma non ci riuscivo e iniziai a gridare :<< Voglio Federico, voglio Federicooo >>. Loro vedendomi così agitata e capendo che così non potevo certamente affrontare questi esami chiamarono Federico che molto preoccupato aspettava fuori dalla mia stanza e cercava di chiamare i miei genitori per dirgli che mi ero svegliata. I dottori uscirono fuori dalla stanza e dissero a Federico evidentemente la situazione, la mia situazione e che io lo volevo accanto a me, una volta che i dottori avevano finito di parlare, ecco che Federico abbassò la testa ed entrò nella stanza e il suo volto era diverso dal volto che aveva di solito, il suo sorriso non era di vera felicità ma di compassione. Io quando mi accorsi di questa cosa gli dissi che poteva, visto la situazione lasciarmi, mi tolsi la fedina e gliela porsi. Lui mi guardò con una faccia meravigliata quasi come se non se lo aspettasse, mi prese la mano sinistra e mi rimise la fedina, dicendomi che non gli importava la mia situazione, era solamente felice che io fossi viva, poi proprio quando stavo per baciare Fede vennero i miei genitori che mi abbracciarono e mi strinsero forte, avevano già appreso la notizia ma anche per loro contava che io fossi sveglia. I dottori mi vennero a prendere con una sedia a rotelle ed io capii che mi dovevo iniziare ad abituare. Fede mi volle prendere lui in braccio per mettermi sulla sedia a rotelle visto che io non riuscivo proprio a muovermi. Era la prima volta che stavo in braccio a Fede ed era bellissimo mi sentivo una principessa peccato che fu per un solo secondo e peccato che fu in una situazione come quella. Una volta fatti gli esami mi riportarono in stanza e vennero a trovarmi i genitori di Fede e anche Wes. Ma alla fine mi rimasero sola con Fede e Wes che si battibeccavano ed io ad un certo punto dissi:<< Bastaa ora finitela, Fede perdona Wes, penso che si è dimostrato un grande amico mi ha salvato e tu Wes non hai motivo di avercela con Fede non ha colpa per quello che mi è successo quindi smettetela >>. Wes mi salutò e se ne andò, mentre Fede restò insieme a me non mi voleva lasciare da sola fino a quando non arrivavano i risultati. Restammo a parlare per ore ma quei risultati non arrivavano. Ero sempre più agitata che fosse qualcosa di grave. Ma poi arrivò un medico che mi disse che per qualche settimana io non potevo camminare ma che forse con un po' di fisioterapia questo problema che avevo si sarebbe risolto e io avrei potuto camminare di nuovo. Io non sapevo se essere felice o triste che dovevo stare per due settimane ferma su una sedia a rotelle. Fede al contrario mio era molto fiducioso e credeva che saremmo potuti andare anche a Parigi a Febbraio. Una volta dimessa dall'ospedale mio padre volle subito che io tornassi a Firenze e che io continuassi la fisioterapia a Firenze. Fede mi accompagnò alla stazione fu il saluto più brutto di tutti perché io non volevo tornare a Firenze volevo recuperare i giorni persi con Chicco, ma nulla da fare i miei avevano troppo paura a farmi restare a Torino da sola dopo quello che era successo, mi ricordo quel giorno fu molto triste io non piansi mai più così come quel giorno. Il ritorno alla vita quotidiana di Firenze fu un po' tragica soprattutto perché non potevo contare sulle mie gambe e quindi dovevo essere seguita passo dopo passo, per lavarmi avevo bisogno di una mano, per andare a letto avevo bisogno di una mano se dovevo uscire e dovevo entrare nell'auto ancora peggio per me era tutto nuovo e questo mi scoraggiava sempre di più anche perché tutte le sere andavo a fare fisioterapia ma non vedevo miglioramenti. Tutto era più difficile e non potevo contare sull'aiuto di Fede che stava a Torino e che non sarebbe sceso a Firenze prima del lunedì successivo.
La settimana per fortuna trascorse molto velocemente e seppi che Fede dopo la partita di quella domenica era sceso a Firenze e che era passato a casa mia per farmi una sorpresa ma io già dormivo e quindi passò la mattina del Lunedì con me, passammo tutto il giorno insieme e mi disse che il giorno dopo non dovevo prendere impegni perché saremmo usciti insieme. Il giorno dopo mi venne a prendere il pomeriggio andammo in giro per Firenze, poi al ristorante e alla fine a casa dei suoi nonni dove ci mettemmo sul letto e ci vedemmo un film. Poi Fede all'improvviso iniziò a baciarmi, e stavamo per fare l'amore ma mentre eravamo l'uno sull'altro squillò il telefono, lui si catapultò a prendermi il telefono vidi lo schermo dove c'era scritto "chiamata da Mamma", risposi:<< Ciao mamma dimmi>>. Lei con il tono piuttosto alterato disse:<< Bea vedi che ti sta venendo a prendere tuo padre che ha detto che non si fida a lasciarti di nuovo da sola con Fede fatti trovare pronta >> Io iniziai ad arrabbiarmi e con il tono però calmo le dissi :<< Mamma ma vi avevo detto che sarei restata a dormire a casa dei nonni di Fede, perché adesso papà mi viene a prendere ??>> Mamma con tono un po' più alto mi rispose :<<Non lo so preparati e basta!!>>. Io staccai il telefono e dissi a Fede :<< Amore mi sta venendo a prendere papà ha detto che non si fida a lasciarmi di nuovo da sola con te e che quindi non posso dormire qua stanotte>>. Dopo quello che dissi scoppiai a piangere lui senza dirmi niente mi prese tra le sue braccia e mi abbracciò in quell'istante scomparve tutto quello che mi era successo, stavamo solo io e lui e niente più..."

Quello che non ti aspettiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora