LA CONCLUSIONE

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(Bea's pov's)
"I primi mesi di convivenza con Fede non furono facili, io e lui avevamo delle abitudini diverse e coinciliare lei mie abitudini con le sue non fu facile. Ma con dei compromessi dall'una e dall'altra parte riuscimmo a far andare avanti le cose. Essendomi trasferita lì a Torino cambiammo anche il ginecologo, ne trovammo uno davvero bravo, e facemmo le ecografie proprio lui in quei mesi che rimanevano. Tutto andava bene, e i bambini crescevano davvero bene. I mesi passavano e la pancia diventava sempre più grande mi sentivo una mongolfiera, ma soprattutto poi più passavano i mesi e più Federico diventava apprensivo, specialmente quando andava in trasferta. Quando invece giocava in casa andavo a vederlo allo stadio con le altre ragazze, fidanzate o mogli degli altri giocatori che avevo conosciuto durante le tante partite. Ero diventata molto amica con Thessa la moglie di Manuel Locatelli, o la moglie di Alvaro e tante altre,quindi quando andavamo allo stadio stavamo sempre insieme e pubblicavamo sempre tante storie insieme

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Ci divertivamo molto a farci le foto e poi Alice essendo che era una delle poche che portava i bimbi allo stadio a volte mi lasciava giocare con loro e io mi divertivo con i bimbi e le ragazze mi dicevano che così avrei fatto esperienza

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Ci divertivamo molto a farci le foto e poi Alice essendo che era una delle poche che portava i bimbi allo stadio a volte mi lasciava giocare con loro e io mi divertivo con i bimbi e le ragazze mi dicevano che così avrei fatto esperienza

alicecampello's stories

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she.s.bea's stories

Poi però arrivò il nono mese e Fede talmente che era preoccupato e ansioso che non mi faceva venire allo stadio quando giocavano in casa e quando giocavano in trasferta chiese ai suoi genitori di farmi compagnia in modo che se fosse successo qualc...

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Poi però arrivò il nono mese e Fede talmente che era preoccupato e ansioso che non mi faceva venire allo stadio quando giocavano in casa e quando giocavano in trasferta chiese ai suoi genitori di farmi compagnia in modo che se fosse successo qualcosa non sarei stata da sola. Fu il mese più duro, non solo per i dolori, le nausee e la paura di partorire da un momento all'altro ma anche per l'ansia che mi trasmetteva Federico non lo avevo mai visto così nemmeno prima di una partita. Io pensavo dentro di me come sarebbe stato se i bimbi fossero stati davvero suoi ma poi compresi negli anni che lui lo considerava tali, considerava entrambi figli suoi nonostante fossero dei miei assalitori. Poi ecco che arrivò il giorno, Fede per fortuna non era in trasferta ma non ricordo perché Francesca era da me, stavamo parlando del più e del meno quando ecco che mi sentii bagnata. Mi si ruppero le acque, lo dissi a Francesca e andammo subito in ospedale. Francesca chiamó subito Federico che venne da me come un razzo. Io ero in camera per aspettare che mi dilatassi di più ed eccolo finalmente, io soffrivo davvero tanto quindi gli parlai un po' male, l'infermiera chiese chi fosse e io le dissi che era il padre dei gemelli lui mi guardò con uno sguardo super dolce e poi mi condussero in sala parto. Ricordo poi solo un dolore atroce e poi dopo parecchie ore il pianto della femminuccia e poi di nuovo dolore e subito dopo il pianto del maschietto. Decidemmo i due nomi dei bambini molto prima di quel giorno e mi ricordo che nel caso del maschietto fu subito chiaro a tutti e due come chiamarlo, essendo che avrebbero avuto il cognome di Fede, lo chiamammo Enrico mentre la femminuccia la chiamammo Claudia come mia nonna. Quando li lavarono poi me li portarono per dargli da mangiare fu una sensazione strana quando si legarono al mio seno, ma fu anche la sensazione più bella al mondo. Poi restammo a guardarli dormire e vennero i genitori di Fede e quelli miei con Lorenzo, Adriana e mio fratello a vederli ed Enrico, il papà di Fede si emozionò quando seppe che lo avevamo chiamato come lui nonostante non era di Fede anche per loro erano come se fossero i loro nipotini...
(Bea's and Federico's pov's)
La vita con i gemelli non fu facile, avere due bambini in casa, davvero piccoli fu difficile, gli orari erano davvero impossibili e per Fede che doveva giocare o fare gli allenamenti non era facile ma non mi abbandonò restò con me. Facevamo tutto insieme, diventammo una squadra super coordinata e riuscimmo poi a farcela. I gemelli crebbero davvero bene e più passavano gli anni e più ci davano davvero tante gioie, non ci pentimmo mai di averli fatti nascere. Certo la nostra vita privata si andó sempre più a trasformarsi in vita familiare e quindi per quel momento decidemmo di non fare altri figli almeno fino a quando loro non sarebbero diventati un po' più grandicelli. Dopo 15 anni ci fu un periodo davvero brutto perché i ragazzi che mi avevano stuprato, una volta usciti dalla prigione vollero sapere chi fosse il padre dei due gemelli e ci fecero causa per avergli dato il cognome di Chicco, ma per fortuna la giustizia fu dalla nostra parte anche se fu molto sconvolgente per me e anche per i ragazzi. Io ritornai nella paura e soprattutto avevo paura che li potessero rapire ma per fortuna ebbero delle limitazioni, una volta però che vincemmo la causa. Ma comunque i bambini che capivano cosa fosse successo scoprirono che Fede non era il loro vero padre, e volevano nonostante tutto conoscere quello vero. Per la causa dovetti fargli fare il test di paternità e scoprii che Enrico era figlio di uno degli altri ragazzi mentre Claudia era figlia di James. Quando capirono però che persone erano entrambi i loro padri per fortuna si convinsero che non ne volevano sapere più niente. Quindi dopo tanto tempo tutto si risolse, noi nel frattempo avevamo avuto altri due bambini, uno lo chiamammo Ciro come mio padre e l'altra Noemi. Io riuscii finalmente a trovare un lavoro stabile e Federico dopo aver appeso le scarpe al chiodo fece i corsi di allenatore e decise così di allenare, venne preso proprio dalla Juve giovanile e così noi rimanemmo a Torino, ormai tutta la nostra vita era lì e non volevamo spostarci. Enrico seguì la stessa carriera di Chicco, diventó un grande giocatore come il padre e il nonno, Claudia invece divenne una famosa ingegnera, Ciro non volle invece intraprendere la carriera calcistica, ma volle fare il cuoco, mentre Noemi divenne una famosa regista di film romantici, fu davvero un enorme orgoglio andare alle prime dei suoi film e alle candidature dei premi Oscar. Tutto sommato la nostra vita fu davvero bella a parte per alcuni avvenimenti ma nonostante tutto il nostro amore ha vinto sempre su tutto e ci ha fatto costruire una super famiglia. Ringraziamo sempre quel giorno sulla neve per averci fatto conoscere, e amare e perché nella vita succede sempre quello che non ti aspetti..."
(FINE)

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