Bea è una ragazza di 23 anni che abita a Firenze, ama sin da piccola il calcio ed è una grande tifosa della Fiorentina. Parte per una settimana per Courmayeur ed è proprio lì che fa un incontro/ scontro con una persona... cosa succederà tra i due? E...
(Federico's pov's) "Avevamo deciso di fare una cerimonia molto intima giusto i nostri familiari e gli amici più intimi e quindi quando tornai a Firenze andammo a prenotare la chiesa, poi decidemmo di fare il rinfresco nel terrazzo dei miei nonni lì a Firenze. Poi decidemmo i testimoni, io non ebbi alcun dubbio decisi Lorenzo e Adriana che furono molto felici e onorati di questa cosa, mentre Bea decise per suo fratello e Lucia la sua migliore amica. Poi venne il giorno della decisione del vestito, andammo da uno dei migliori negozi a Torino, mi feci accompagnare da Lorenzo e mio padre. Quando lo vidi mi accorsi subito che era quello giusto e mio padre era così emozionato, appena lo scelsi mi disse:<< mamma Fede quanto orgoglioso sono... hai trovato una ragazza stupenda che ti accetta così come sei, ti prendi addosso una grande responsabilità che non è nemmeno tua ma lo fai come se lo fosse ed io sono molto fiero di te>> <<grazie papà per queste belle parole ti voglio tanto bene>> dissi io molto commosso, mio padre era di poche parole ma sempre quelle giuste e che venivano sempre nei momenti giusti. Ci abbracciammo tutti e tre e poi ritornammo a casa. Mia madre e mia sorella invece erano a Firenze da Bea per le ultime cose organizzative. Poi le raggiunsi anche io con Lorenzo per decidere le nostre fedi, fu un'altra emozione grande e non potevo che essere felice di stare con loro. Era così tutto pronto mancava solo sposarsi. Ci sposammo a San Valentino, in modo tale da farci un bellissimo regalo ma poi soprattutto così la pancia di Bea non si vedeva molto nelle foto. Il giorno prima del matrimonio avevo deciso di fare una serenata a Bea, so che l'avevo già fatta il primo anno al suo compleanno ma quella volta avevo cantato le canzoni che avevo scritto io e dedicato a lei, questa volta decisi di cantarle la nostra canzone, quella di Ultimo. Iniziai a cantare e a suonare ed ecco che uscì fuori al balcone, era bella anche con i bigodini. Quando finii di cantare ecco che lei scese e la abbracciai e restammo lì a cantare e a ballare fino alle dieci di sera, poi me ne andai ma prima di farlo le dissi che ci saremo visti il giorno dopo sull'altare, e che dopo poche ore sarebbe diventata la signora Chiesa. Io ero emozionato molto e quindi quando andai dai miei nonni e vidi tutto il terrazzo addobbato e sistemato, e quando vidi i vestiti preparati, mi salii un'ansia incredibile, nemmeno quando giocavo avevo quell'ansia ma comunque riuscii a dormire. La mattina dopo, mi svegliai e mi preparai, venne il fotografo che ci fece delle foto tutti e cinque e poi mia mamma e mia sorella scesero con lui e andarono da Bea, mentre io, papà e Lorenzo continuammo a sistemarci e poi scendemmo e andammo in chiesa. Lì avevamo invitato davvero il mondo e c'erano anche alcuni ragazzi della squadra che erano scesi da Torino a Firenze solo per me, alcuni ragazzi della nazionale e poi i miei amici di sempre, Vincenzo e anche Wes. Mi vennero tutti a salutare e poi ecco che partì la musica ed ecco che la vidi in fondo alla chiesa con il suo bellissimo vestito, lei era bellissima. Io cercai di trattenere le lacrime, più avanzava verso di me più l'ansia cresceva ma poi ecco che arrivarono vicino a me, il padre prese la mano di Bea la baciò, mi salutò e mi disse:<< io adesso ti affido la mia bambina, per favore trattala come se fosse la cosa più importante per te o ti spezzo le gambe>> io annuii con la testa e poi ecco che mi diede la mano di Bea. La guardai negli occhi la sorrisi e vidi che anche lei aveva gli occhi pieni di lacrime. Iniziò la cerimonia ed ecco che venne la parte più bella, lo scambio delle promesse matrimoniali e poi ci mettemmo le fedi e finalmente eravamo marito e moglie ci baciammo e quel bacio aveva un sapore diverso. Dopo la cerimonia facemmo la foto con il prete e quando uscimmo dalla chiesa ecco che ci buttarono il riso, salutammo chi non era stato invitato al rinfresco e li ringraziammo di essere venuti lo stesso e poi ecco che andammo sul terrazzo dei miei nonni. Ci facemmo le foto prima e poi partì il rinfresco, fu molto bello e ci divertimmo a ballare e a cantare, fu davvero un bel giorno il più bello della mia vita. Decidemmo di restare nella camera del garage a dormire. E poi ci spogliammo e ci mettemmo a letto, avrei voluto passare la notte di nozze diversamente ma capivo anche che Bea era incinta e che quindi quella notte dovevamo trasportarla a parecchi mesi dopo. Passammo alcuni giorni a Firenze poi però partimmo per Torino, Bea finalmente si trasferì da me, così fu molto più semplice, stavamo nella stessa casa ma soprattutto nella stessa città e vivevamo finalmente la nostra favola vicini. All'inizio non fu molto semplice, la convivenza faceva vedere tutti i difetti dell'altro ma comunque con alcuni compromessi dall'una e dall'altra parte riuscimmo ad andare avanti nonostante tutto. Cambiammo ginecologo, poichè quello dove eravamo andati il mese prima era a Firenze e ne scegliemmo uno lì a Torino e così nei mesi successivi al matrimonio andammo a fare l'ecografia da questo ginecologo era molto bravo e la gravidanza di Bea procedeva bene. Ogni volta che tornavamo dall'ecografia i nostri cuori erano pieni di gioia ci guardavamo e piangevamo. Io continuavo a fare allenamenti e a giocare, dura diventava però quando dovevo andare in trasferta, perchè avevo paura che Bea partorisse da un momento all'altro specialmente l'ultimo mese il nono. Quindi chiedevo ai miei genitori di raggiungere Bea tutte le volte che facevo una trasferta almeno al nono mese. Ed ecco che mentre stavo facendo allenamento un giorno arrivò quella chiamata <<Chicco vedi che a Bea si sono rotte le acque stiamo andando in ospedale>> disse mia mamma <<oh mio Dio vi raggiungo subito...>> dissi io. Iniziai a sclerare non riuscivo a capire nulla e allora ecco che Wes prese le chiavi dalle mie mani e mi accompagnò all'ospedale, così fecero anche gli altri miei compagni di squadra. Nel percorso dal centro sportivo all'ospedale iniziai ad avvertire anche i genitori di Bea, i miei nonni, Lucia, e Vincenzo. Poi ecco che arrivai lì, vidi i miei genitori, Lorenzo e Adriana fuori nella sala d'attesa <<dove è?? Bea dov'è? mica è già andata in sala parto?>> dissi io preoccupato visto che dovevo entrare con lei in sala parto perchè non volevo perdermi la nascita dei gemelli <<nono sta in quella camera, la stanno preparando... vai subito che aspetti>> disse mia mamma. Allora corsi in quella camera e vidi Bea che era tutta sudata e urlava in modo straziante. Io andai verso di lei <<aaaah finalmente sei venutoooo>> disse lei poi mi prese una mano e me la strinse fortissimo. <<lei mi scusi chi è?>> disse l'infermiera <<ehm è il padre dei bambini>> disse Bea. Era la prima volta che lo diceva e mi commossi <<ah bene quindi è arrivato... ma lei non è Federico Chiesa?>> disse l'infermiera <<ehm si sono io...>> dissi io <<ah congratulazioni stanno per nascere due bellissimi bambini... bene dai andiamo Bea... la dilatazione è quella giusta>> disse e poi andò a chiamare il dottore. Così iniziò il travaglio che durò molto tempo ma Bea fu bravissima e nacque prima la femmina e poi il maschietto e decidemmo anche i due nomi. La femminuccia si sarebbe chiamata Claudia mentre il maschietto avevamo deciso di chiamarlo come mio padre quindi Enrico. Tutto andava per il meglio condivisi anche la loro prima foto nel mio profilo
fedexchiesa's stories
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Era tutto perfetto e adesso nella nostra favola si erano aggiunti Claudia e Enrico..."