Io e Ryan eravamo in biblioteca. Avevamo un paio di ore libere e ne avevamo approfittato per sistemare i nostri appunti. Non gli era passano inosservato il cerotto sul fianco, nonostante indossassi un maglioncino, e avevo dovuto mentire su quanto successo, dicendo mi fossi bruciata con dell'acqua bollente. Ora, era da almeno venti minuti che lo fissavo con la coda dell'occhio perché non sapevo come tirare fuori l'argomento riguardo la nostra frequentazione inesistente. Mi ero ripromessa che lo avrei fatto, dopo aver sentito i commenti di Daniel, il ragazzo di Zara, e anche le battutine di Seth. Dovevo decisamente parlare con lui, ma non volevo andare diretta nella questione perché magari ero io ad aver frainteso e volevo evitare una figura di merda. Oppure non avevo frainteso ma non volevo ferirlo o qualcosa del genere.
«Ehi, vado a prendere un caffè.» Alzò improvvisamente la testa e sussultai perché lo stavo già fissando di nascosto. «Lo vuoi anche tu?»
«No, grazie.»
Mi sorrise, recuperò il telefono e il portafoglio e se ne andò. Buttai fuori un sospiro e mi accasciai contro lo schienale della sedia. Non ero brava in queste cose, mi dispiaceva ferire le persone, ma volevo mettere in chiaro che tra noi ci sarebbe stata solo un'amicizia perché non cercavo altro. Prima però volevo capire se queste voci fossero partite effettivamente da lui oppure no. Le macchinette del caffè erano all'ingresso e noi eravamo in fondo per cui lo persi di vista, ma mentre lo aspettavo scrissi a Winter per qualche consiglio, le avevo raccontato tutto, quindi, sapeva cosa dovessi fare. Però, non le avevo ancora raccontato delle prove della Delta.
-Gli dici: bello, sei tu che vai in giro a
dire che ci stiamo sentendo?
-Perchè non è così
-...
-Okay. Uffa.
-Prima gli chiedi se ha sentito
queste voci e dalla risposta
capisci come andare avanti
-Io se fossi stata in te
avrei lasciato risolvere la
questione al figo della confraternita
-Assolutamente no.
-Non è affar suo
-Sta tornando
-Addio
Bloccai il telefono e abbozzai un sorriso quando tornò a sedersi col suo caffè in mano. Dovevo approfittare del momento di pausa per parlarne.
«Posso farti una domanda?» Chiesi a bassa voce, torturandomi le mani sotto al tavolo.
Ryan allontanò il bicchierino dalla bocca. «Certo.» Si leccò le labbra.
Non sentivo nulla. Quando mi sorrideva o mi guardava. Per assurdo mi sentivo più in soggezione quando nelle vicinanze c'era Seth. Però, mai dire mai. Era un bravo ragazzo in fondo, ma ora non cercavo proprio niente.
«Ecco, non so se hai sentito queste voci...» Deglutii. «Sul fatto che ci staremmo frequentando o roba simile.»
Il suo sguardo cadde in basso e appoggiò il bicchierino al tavolo. Poi, si mosse sulla sedia e tese le labbra in un sorriso. «No. Perché? C'è chi dice questo?»
«Non so. Qualcuno l'ha sentito dire e mi è arrivata voce.» Buttai fuori e mi tirai una ciocca dietro l'orecchio. «Volevo solo sapere se io e te siamo sullo stesso pensiero, e cioè un'amicizia, vero?»
Arricciò le labbra mentre scrollava le spalle e abbassava ancora lo sguardo. «Certo, Nyx.» Disse a bassa voce. «Amici.»
Perché qualcosa mi diceva che era ferito?
Tuttavia finsi di non aver captato quello sguardo deluso e annuii con un lieve sorriso. «Bene.»
Lui me ne fece un altro, più grande ma sembrava anche più finto. «Ehi, mi sono ricordato che devo incontrarmi con Andrew.»
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Avenging Angels
RomansaEra da quattro anni che allo scattare della mezzanotte del 21 Dicembre tutti le reti, tutti i canali televisivi e social, venivano bloccati dalle loro normali trasmissioni e utilizzi, per essere invasi da video di cinque persone mascherate che vendi...
