Epilogo

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4° anno
Ultimo giorno di college

Lanciai uno sguardo di sfida al mio avversario e mi misi davanti a lui, piegandomi con fare sensuale contro il tavolo da biliardo, spingendo fuori il bacino. Strinsi la base della stecca con la mano destra, all'altezza del fianco, e lasciai scivolare l'estremità tra le dita della mano sinistra appoggiata sul tavolo.
Studiai la posizione della palla 8, la mia ultima palla. Non era facile quel tiro, avrei dovuto effettuare un colpo a sponda che poi l'avrebbe portata direttamente nella buca centrale. Non era un tiro facile ma ormai ero diventata brava e pregustavo già la vittoria sulle labbra. Nonostante la musica, qui sembrava essere caduto un velo di silenzio, erano tutti concentrati sul mio tiro, sul mio soffio alla vittoria. Specialmente dato che avrei battuto il campione in carica alle mie spalle che mi stava bucando il cranio.

«Sei sicuro di non voler alzare bandiera bianca? Sei ancora in tempo per mantenere un briciolo di dignità.» Dissi concentrata, stringendo leggermente la presa, pronta a colpire la palla.

«Sicurissimo.»

Il tono mi fece arroventare il ventre. Ebbi un istante di insicurezza che nascosi decidendo di fare il mio tiro. Mossi la stecca e colpì la palla nera, questa rimbalzò contro la sponda e poi rotolò e rotolò, prendendosi l'attenzione di tutti i presenti e poi ecco che centrò la buca. Gli spettatori della nostra partita esplosero in un boato di fischi e urla che portavano il mio nome, sotterrando quello del campione. Ma, presto, l'interesse dei presenti tornò ad altro e noi rientrammo nella nostra bolla privata.

Drizzai la schiena e mi voltai, tenendo la stecca in piedi. Mi stampai un sorriso trionfante mentre avanzavo verso quegli occhi neri ed elettrici.

«Sei pronto a farti tatuare il culo, Nixon?»

«Chi ti dice non ti abbia fatto vincere, Principessa?»

Ci avevo pensato, ma verso metà partita avevo capito che non si aspettava i miei colpi e che stava giocando seriamente.

Il mio sorriso si ampliò maggiormente. «Ho già in mente un tatuaggio stupendo

L'ombra di un sorriso abbelliva il suo volto maturo e mi sfilò la stecca dalle mani e le lasciò sul biliardo, per poi trascinarmi fuori dalla taverna.

La sua vecchia confraternita non era cambiata molto, specialmente quando si trattava di feste. Attirava tutti i ragazzi del campus e ora, con l'aggiunta di una piscina gonfiabile, il casino era assicurato.

Ci nascondemmo dietro ad un albero e attaccò la bocca alla mia. Sorrisi in quel bacio urgente e appoggiai le mani sulle sue guance, coperte da una leggera barba che mi faceva rabbrividire ogni volta che mi baciava il collo, o tra le cosce.

«Sei fottutamente sexy quando giochi.» Mi morse il labbro, facendo scivolare sulle mie natiche sopra alla gonna aderente. «Ho immaginato di scoparti in almeno cinque posizioni diverse. E purtroppo so che l'hanno fatto anche gli altri.»

Un calore improvviso divampò in me, facendomi desiderare di essere nella nostra stanza per poterle provare tutte, e dubitavo che i presenti avessero fatto quel pensiero.

Mugugnai nel bacio quando mi tirò uno schiaffo da sopra la gonna e mi avvinghiai con le braccia al suo collo, mettendomi sulle punte. Sentivo la sua eccitazione premere contro di me e d'istinto feci scivolare una mano lungo il suo addome, in quella direzione. Lui, però, mi afferrò il polso, bloccandolo contro il tronco e si staccò da me con le labbra gonfie e lucide. Leccai le mie mentre cercavo di riprendere fiato. Eravamo nel giardino e non eravamo gli unici contro qualche albero a dare spettacolo. Infatti, da qualche parte, in casa o fuori, c'erano sicuramente anche le mie amiche che stavano facendo lo stesso.

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