Non dormii molto bene quella notte. Sapere che Seth non era sereno, mi disturbava parecchio. Lo avevo sentito alzarsi per andare a fumare alla finestra almeno quattro volte nel corso delle nottata e, quando era a letto, giocava con i miei capelli e mi accarezzava dolcemente, facendomi cadere nella fase rem, che puntualmente si rompeva quando se ne andava.
Inoltre, avendo avanzato ulteriori richieste, cioè che Penelope, dopo un contratto di un anno, fosse libera di andarsene quando voleva e che Derek l'avrebbe accompagnata e avrebbe controllato che tutto venisse rispettato, specialmente lei, Mikhail aveva deciso cosa avrei indossato e il luogo del ristorante e quella notizia gliela aveva data la mattina tramite una telefonata, facendolo impazzire.
Non c'era stato modo di calmarlo e se n'era andato infuriato, senza nemmeno rivolgere una parola. Davo sempre più ragione a Chen, Mikhail voleva solo infastidirlo, sapeva che regalandomi un vestito lo avrebbe fatto andare su di giri e ci era riuscito.
«A me non piace questa cosa.» Disse Winter di fronte al suo macha.
Eravamo in un bar vicino a Central Park. Dopo aver visto Seth sbattere la porta di casa e non tornare, le avevo scritto che avevo bisogno di lei e ci eravamo date appuntamento in uno dei nostri bar preferiti. Il traffico di New York scorreva sotto i nostri occhi mentre lo osservavamo affacciate su un'ampia vetrata dal secondo piano di quella caffetteria. Qui le persone venivano anche a studiare o lavorare.
Soffiai sul mio cappuccino e sospirai. «È solo una cena.»
Tuttavia, non sapevo se stavo cercando di tranquillizzare lei o me.
«Con un criminale russo.» Sibilò con sconcerto. «Non posso non stare dalla parte di Seth ora. E se ti rapisse?»
«Perchè dovrebbe rapirmi?»
«E che ne so, ma magari lo fa e a quel punto aiuterei Seth a trovarlo e ucciderlo.»
«Winter.» Le tirai un calcio sotto al tavolino e poi mi guardai attorno.
«Cosa?» Ruotò gli occhi. «Si fa per dire, lo sai.»
Ma i suoi occhi non dicevano per dire. E sapeva che Seth non faceva per dire.
«Quando sarà la cena?»
«Non lo so ancora.» Ammisi. «Non lo ha scritto a Seth.»
«Be', puoi dirmi dove sarà. Cosi io e Greg verremo a controllare.»
Bevvi un sorso del cappuccino e mi leccai le labbra. «Penso che non dirà nulla sul ristorante e penso anche che, pur di far incazzare Seth, possa far chiudere il ristorante solo per stare da soli.»
E probabilmente Seth ci era già arrivato da solo a questa conclusione.
«Seth starà impazzendo davvero.»
«Non so neanche dove sia andato, ma qualcosa mi dice che tornerà con le nocche rotte.»
«Vorrei dirti di no ma sarà sicuramente cosi.» Piegò le labbra in una smorfia e poi spalancò gli occhi. «Notizie da Margot?»
«Nope.» Buttai fuori un bel po' d'aria. «Però l'agente immobiliare dice che ci sono persone interessate alla casa.»
«Davvero? Questo è fantastico!»
«Già.» Accennai un sorriso. «Voglio solo allontanarmi da quella città. Non ho più niente li, a parte te e Jace ma insomma, hai capito cosa intendo.»
«Non ti biasimo per questo.» Disse dolcemente. «Anche i miei genitori dicono che hai fatto bene a vendere. Voglio che ti ricostruisca una vita altrove.»
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Avenging Angels
RomanceEra da quattro anni che allo scattare della mezzanotte del 21 Dicembre tutti le reti, tutti i canali televisivi e social, venivano bloccati dalle loro normali trasmissioni e utilizzi, per essere invasi da video di cinque persone mascherate che vendi...
