Un mese dopo
Il clacson di una Range Rover attirò la mia attenzione. Abbracciai Winter e salutai Greg che era venuto a prenderla all'aeroporto. Trascinai la valigia e attraversai il parcheggio per arrivare alla macchina nera ferma in mezzo alla strada, per fortuna in quel momento non passava nessuno. Chen scese per darmi una mano a mettere la valigia nel bagagliaio e poi entrammo nella sua macchina. Si era proposto di venirmi a prendere per fare una sorpresa a Seth, lui pensava che tornassi questa sera.
«Finalmente sei tornata, non lo sopportiamo più.» Sbuffò, nascondendo un ghigno divertito. «Chissà cosa sta facendo...chissà se quei coglioni ci stanno provando...chissà se devo uccidere qualcuno--ahia! L'ha detto sul serio.»
Si massaggiò il braccio per il mio pugno che sicuramente non gli aveva fatto nemmeno il solletico.
«Immagino.» Ruotai gli occhi. «Be', ora sono tornata. Non dovrete più sopportarlo.»
«No ma dovremo sopportare le vostre scopate.»
«Ehi!» Arrossii di botto, incrociando le braccia indispettita. «Questo non è--»
«Lo è.» Mi lanciò un'occhiata che la diceva lunga su quanto fosse vera quella realtà. «Ma tranquilla. Siamo abituati.»
Assottigliai gli occhi a quel commento e lui realizzò che forse sarebbe stato meglio di non dirlo.
«Com'è andato il viaggio?» Tossì per cercare di smascherare quell'uscita che mi fece solo ribollire di gelosia. «Ci sono state turbolenze?»
«Le turbolenze le ha sentite Winter per colpa di un bambino che non la smetteva di tirare i calci al suo sedile.» Risposi. «Quando stavamo prendendo le valigie lo ha visto che correva. Gli ha fatto uno sgambetto di nascosto.»
Lui rise e io sorrisi perchè la scena era stata alquanto divertente, cattiva ma divertente.
Io e Winter eravamo andati a casa dei suoi nonni. Lo facevamo tutte le estati. Avevamo trascorso quasi dieci giorni con loro. Abitavano in North Carolina, in un ranch enorme e con tantissimi animali. Avevano una casa molto grande che si erano costruiti loro e poteva accogliere tutti i cugini di Winter che erano in totale dieci e nonostante l'età che avanzava riuscivano a sopportarci tutti. Avevo trascorso parecchie ore a cavalcare su quelle praterie enormi. Mi aveva fatto davvero bene. Mi mancava andare a cavallo e tornarci dopo tutto quello che avevo passato era stato liberatorio.
Avevo deciso di chiudere un capitolo della mia vita andandomene via da Boston in modo definitivo. Ero riuscita a vedere subito quella villa e dovevo ammettere che ora il mio conto strabordava, ma volevo comunque trovarmi un lavoro perchè i soldi non erano infiniti, anche se sarei stata bene per un po'. C'era comunque la retta universitaria da pagare e quella non era poco.
«Davvero Seth non sospetta del mio arrivo?» Domandai.
Quella mattina lo avevo sentito e avevo retto lo scherzo ma magari lui l'aveva già capito.
«No.» Schioccò. «Quando me ne sono andato stava dormendo e probabilmente ora si starà segando sotto la doccia pensando a te e i minuti successivi a quelli sono gli unici in cui è sopportabile.»
«Non può essere stato così terribile senza di me.» Dissi, ignorando il bruciore al basso ventre sentendo la prima parte.
Lui mi lanciò un'occhiata. «Il suo umore dipende letteralmente dalla tua presenza. Se tu ci sei, è un pasticcino, con te ovviamente, ma è tranquillo. Se tu non ci sei, è un cazzo di sociopatico nervoso, bipolare e in astinenza dal sesso.»
Non dubitavo l'ultima parte. Prima che partissi con Winter non c'era giorno in cui non fosse dentro di me e dovevo ammettere che anche io avevo sofferto in quella vacanza. Lo avevo pensato molto.
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Avenging Angels
RomanceEra da quattro anni che allo scattare della mezzanotte del 21 Dicembre tutti le reti, tutti i canali televisivi e social, venivano bloccati dalle loro normali trasmissioni e utilizzi, per essere invasi da video di cinque persone mascherate che vendi...
