La notizia di quel fatto di cronaca violenta si diffuse in fretta e, mentre facevo colazione, nonostante fosse mezzogiorno, non potei non notare quanti pagine di notiziari online ne stessero parlando. Avevo provato ad ignorare il tutto ma era stato impossibile e quel senso di paranoia era ritornato prepotente.
I Vendicatori.
Molti puntavano a loro ma altri, le stesse istituzioni di difesa, non ci credevano. Era un modus operandi simile al loro ma non lo stesso, e loro, serial killer per crimini specifici, non si sarebbero allontanati da quella strada. Inoltre, di loro non si sapeva nulla. Quello che facevano, lo facevano in luoghi isolati e ovviamente sempre diversi, così da non essere scoperti. Sarebbe stato assurdo rischiare tutto così. Di quell'uomo non si sapeva nulla, non si avevano nemmeno ipotesi che potesse essere un violentatore, perchè era questa la tipologia delle loro vittime.
Però, era sicuramente un episodio ambiguo. Molto. Era stata una violenza bruta che per forza di gioco veniva collegata solo a quelle cinque persone mascherate, non essendoci stati altri casi simili in zona. L'uomo in questione non aveva rilasciato nessuna intervista in quanto ancora ricoverato; perciò, ancora non si sapeva cosa fosse successo davvero. Tutto quello che si diceva era che dei passanti avevano visto l'uomo strisciare fuori da una radura al ciglio della strada e avevano chiamato i soccorsi.
«Buongiorno.»
La voce gracchiante di Phoebe mi fece staccare gli occhi dal telefono.
Sorrisi. «È quasi l'una.»
Lei si grattò la testa e fece una smorfia. «Lo so. Ho la testa che mi scoppia.»
«C'è del caffè, basta scaldarlo.»
«Grazie.»
Chiusi la pagina del notiziario e continuai la mia colazione.
«Allooora.» Iniziò Phoebe con fare indagatore, sedendosi al mio fianco. «Se non ricordo male c'è stato qualcuno qui.»
Ridacchiai scuotendo la testa. «Non farti strane idee--»
«Pf.» Ruotò gli occhi. «Dici sempre così ma poi succedono queste cose.»
«Si è presentato qui da solo.» Dissi, raccogliendo un po' di yogurt col cucchiaino.
«Sa i codici?»
«Dopo l'Iniziazione mi ha portato lui qui, ricordi?»
«Che memoria.»
Già. Sospirai. «Be', era fatto. Non sa nemmeno lui perché sia venuto qui. Non voleva tornare a casa e quindi abbiamo dormito insieme ma non c'è stato niente. Non ci siamo nemmeno sfiorati di notte.»
Avevo dormito malissimo perché continuavo a svegliarmi per controllare di star tenendo delle distanze da lui. L'ultima volta che mi svegliai, però, era stato attorno alle sei del mattino e di lui nemmeno l'ombra.
Socchiuse gli occhi. «Mh, quindi quel succhiotto di chi è?»
Cristo. Arrossii e lei rise per come mi grattai la guancia imbarazzata.
«Be', ieri io e Chen ci siamo baciati.»
«Chen? Il suo migliore amico? Wow, ragazza. Ti invidio. Ottime conquiste.»
«Non è stato niente.» Dissi. «Entrambi non eravamo in noi e quello che ho preso mi ha fatto fare pensieri strani.»
Tuttavia avrei voluto parlargli per chiarire fino in fondo questa storia.
Quel giorno ero fortunata perché avevo solo una lezione al pomeriggio. Terminato di mangiare andai in camera per rivedere gli appunti e sistemarli.
Diversi minuti dopo ricevetti un messaggio che mi distrasse. Era di mia madre. Questo mi fece immediatamente irrigidire perché sapevo già cosa avrebbe scritto.
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Avenging Angels
RomanceEra da quattro anni che allo scattare della mezzanotte del 21 Dicembre tutti le reti, tutti i canali televisivi e social, venivano bloccati dalle loro normali trasmissioni e utilizzi, per essere invasi da video di cinque persone mascherate che vendi...
