Il mese di dicembre arrivò in un soffio. Sul calendario appeso in camera avevo cerchiato la data in e avevo messo una X sui giorni che arrivavano. In quel quadratino avevo scritto Processo + Compleanno Seth. E mi stavo preparando per entrambi, per il primo con un professionista e per il secondo la preparazione era più...particolare.
Dopo l'evento di Chen, avevo deciso di iniziare un percorso con uno psicologo e il servizio offerto dall'università era eccellente. Avevo chiesto a Chen se volesse venire con me, all'inizio aveva rifiutato, ma poi si era lasciato convincere, o meglio Seth lo aveva obbligato dicendo qualcosa del tipo "se non ci vai, ti ci porto a calci in culo".
La nostra psicologa era Jane. Era una ragazza giovane, probabilmente era il suo primo lavoro, ma era molto portata e mi trovavo bene a parlare con lei. E dal modo in cui Chen aveva smesso di bere e portarsi a letto una ragazza diversa ogni sera, forse anche lui poteva dire lo stesso. Continuava a divertirsi ma niente di eccessivo, e comunque non lo avrebbe potuto fare dato il guinzaglio invisibile che Seth gli aveva messo. Per i primi giorni lo aveva seguito perfino in bagno e non gli aveva permesso di chiudere la porta della camera di notte.
«Sai, sto pensando di far fuori te al posto mio.» Gli aveva detto una volta Chen mentre facevamo colazione, dopo l'ennesima nottata passata sotto il controllo dall'amico.
«Allora significa che ti stai riprendendo.» Aveva risposto Seth.
Un paio di settimane dopo avevo detto a Seth di allentare la presa e così aveva smesso di seguirlo in bagno, gli aveva dato il permesso di chiudere la porta di notte e perfino di stare da solo per un paio di ore.
«So che lo fai perchè gli vuoi bene ma ha bisogno dei suoi spazi.» Gli avevo detto un giorno, dopo che Chen era entrato in casa con una ragazza e Seth l'aveva mandata via dicendo che purtroppo in quel periodo soffriva di disfunzione erettile e non avrebbe goduto abbastanza. Chen lo aveva quasi preso a pugni ma Seth si era difeso molto bene. Tuttavia non mi passò inosservato il suo sorriso quando Chen si era chiuso in camera sbattendo la porta e insultandolo.
I giorni passarono e più si avvicinava il momento e più io diventavo nervosa. Jane aveva detto che era normale però non mi piaceva sentirmi così. A peggiorare il tutto era stata la notizia di Seth che sarebbe partito per Mosca, dieci giorni prima della data cruciale. Doveva fare dei controlli e spiegare certe cose a Mikhail per la diretta, per quel patto, per chiudere definitivamente ciò che aveva iniziato. Ovviamente, a causa di tutte le emozioni che stavo provando in quei giorni, mi ero arrabbiata e avevo litigato con lui. Soprattutto non ero riuscita a non pensare alla sorella di Mikhail, Galina.
«Posso entrare?» Aveva chiesto Seth, bussando alla porta della mia stanza.
«No!» Avevo replicato io, sotto le coperte, in pieno pomeriggio.
Lui era entrato lo stesso, infilandosi addirittura sotto le coperte con me. Mi ero odiata per come il mio corpo mi avesse tradito quando aveva iniziato ad accarezzarmi il fianco.
«Sarà solo per un paio di giorni.» Mi aveva sussurrato all'orecchio. «Lo so che il processo si avvicina e so che ti agita questa situazione ma devo assicurarmi che sia tutto a posto, lo capisci?»
Non avevo risposto perché sì, lo capivo, ma non volevo rimanere sola in quegli ultimi giorni.
«Saluta Galina, mi raccomando.» Avevo borbottato sprezzante, continuando a stare sul fianco e a dargli le spalle.
«Quindi è per questo che sei arrabbiata? Sei gelosa perché rivedrò Galina?» Aveva ridacchiato quel bastardo, lasciandomi un bacio dietro l'orecchio che mi aveva procurato un brivido lungo la schiena.
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Avenging Angels
RomanceEra da quattro anni che allo scattare della mezzanotte del 21 Dicembre tutti le reti, tutti i canali televisivi e social, venivano bloccati dalle loro normali trasmissioni e utilizzi, per essere invasi da video di cinque persone mascherate che vendi...
