CHAPTER 0 || #little pill of happiness

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❝<<Tobi ma tu curi i bimbi come me?>>

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❝<<Tobi ma tu curi i bimbi come me?>>

Tobio gli sorrise dolcemente alzando un angolo della bocca e scompigliandogli i capelli corvini con una mano. Haruiki era ritornato dai suoi giochi in giardino con Noodles, si era lavato le manine e si era seduto in ginocchio su una sedia accanto a lui prendendo a colorare un album di disegni di animali della fattoria. <<Sì, ma curo soprattutto i bimbi grandi>>

Haruiki annuì con un cenno della testa, alcuni riccioli corvini ricaduti dinanzi gli occhi color ambra molto simili a quelli del papà. Prese un pastello giallo e lo diede all'amico spostando l'album tra di loro, così che entrambi potessero colorare insieme il disegno di un'apetta che sorrideva e salutava allegra appoggiata sul petalo di un fiorellino. <<Mi aiuti a colorare?>>

Tobio annuì con un cenno della testa e insieme al bambino iniziò a colorare il disegno dell'apetta.
Shōyō si soffermò ad osservare i due per qualche secondo e con un sorriso dolce disegnato in viso. Afferrò la ciotola con la cioccolata — che aveva pazientemente rifatto — e la versò in una teglia enorme con tante aperture a forma di cuore. Haruiki quel pomeriggio gli aveva chiesto se potessero preparare insieme dei biscotti al cioccolato, e Shōyō — che aveva il giorno libero da lavoro — aveva accettato di buon grado ma il bambino si era stancato subito e aveva lasciato il padre da solo per andare a giocare all'esterno con Noodles.

Il campanello di casa iniziò a suonare. Noodles abbaiò contento sulla soglia della porta-veranda che portava in giardino. Shōyō si ripulì le mani con uno strofinaccio prima di andare ad aprire la porta.
Haruiki aveva la lingua all'angolo della bocca e lo sguardo concentrato a colorare l'apetta nel modo più preciso possibile. Mentre Tobio invece, alternava di tanto in tanto lo sguardo dal disegno al bambino —; la parte di apetta che lui stava colorando sembrava essere stranamente precisa per uno che odiava colorare. Ma sicuramente era il suo istinto di sopravvivenza che lo stava mettendo in guardia, perché quel bambino era come il padre-omega: prepotente con tutti. Se avesse sbagliato e fosse uscito fuori dai bordi Haruiki lo avrebbe sgridato e lo avrebbe fatto sentire una merda.

Se Dalai aveva ereditato la sua zazzera corvina e il colore blu dei suoi occhi, il carattere timido e scostante e l'amore nel provare a fare sempre tutto con una precisione inaudita. Haruiki invece era un misto tra Atsumu e Shōyō. I capelli neri erano di Atsumu e anche il carattere allegro e caotico, gli occhi color ambra erano di Shōyō così come il suo naso piccolo e all'insù. E Haruiki da Shōyō aveva ereditato anche la sua particolare caratteristica di fare amicizia con ogni essere vivente e l'amore per l'avventura, non solo la sua intelligenza e carisma. E mentre Dalai era sempre attento a non incappare nei pericoli, Haruiki era sempre alla ricerca di adrenalina: un anno e mezzo prima ad esempio, stava gattonando in giardino e si era buttato in piscina senza protezioni, e quando il nonno — Bokuto, il capobranco — lo aveva tirato fuori preoccupato a morte — così come tutti gli altri membri della famiglia. A Shōyō ad esempio stava per venire un infarto che lo avrebbe ammazzato sul colpo — Haruiki era scoppiato a ridere applaudendosi da solo perché era stato tutto molto divertente.

ʀᴇᴘʟᴀʏ || ᴋᴀɢᴇʜɪɴᴀ, ᴀᴛsᴜʜɪɴᴀDove le storie prendono vita. Scoprilo ora