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• 7 anni prima •
❝<<Stai davvero per fare quello che immagino tu stia per fare?>>
Shōyō si voltò verso il suo migliore amico, un sorriso malizioso disegnato in viso e l'aria di chi non si sarebbe fatto fermare da niente e nessuno. Bevve tutto d'un fiato la vodka liscia nel suo bicchiere, un calore gli invase la testa e il corpo. Sorrise divertito un'ultima volta a Lev prima di ammiccargli sorridente e dirigersi entusiasta verso la pista da ballo. Lev ruotò gli occhi al cielo ma senza distogliere lo sguardo divertito dalla figura del suo migliore amico.
L'omega di origini russe poggiò la schiena sullo schienale del divanetto rosso su cui era seduto, il suo bicchiere di long island stretto in una mano. Shōyō era sulla pista da ballo e la sua unica missione sembrava essere quella di cercare di attirare l'attenzione di quel bell'imbusto che era Kageyama Tobio. Tadashi invece era rimasto a casa — la gravidanza stava per giungere al termine, quindi la ginecologa gli aveva consigliato di restare nel riposo più completo.
Kei, l'ex-ragazzo di Tadashi, il padre di Yukino, sedeva all'angolo bar con la sua nuova conquista. Erano stati amici un tempo ed era perquella nuova conquista che Shōyō e Lev non gli parlavano più. Tadashi e Kei avevano litigato da quando si era saputa dell'esistenza di Yukino, l'amico non aveva voluto rivelare le motivazioni né a Lev e né a Shōyō chiudendosi nel suo mutismo selettivo. E sia Lev che Shōyō avevano rispettato la sua decisione di silenzio.
Shōyō stava ridendo sonoramente mentre ballava in mezzo a tutta quella calca. Lev non sapeva davvero da dove il suo amico prendesse tutta quella energia — erano stati tutta la giornata a scuola per preparare gli esami di fine semestre, il giorno dopo Shōyō avrebbe avuto una simulazione di dibattito politico davvero intensa di circa tre ore. Lev invece avrebbe avuto il suo corso di economia domestica ed era già così stanco da star crollando in un sonno profondo su quel divanetto.
La musica era alta quella sera al Blue Dragon. Non era un locale che Shōyō poteva frequentare, a dir la verità. In primis perché era minorenne ma ehi!!!, c'era un vantaggio ad essere il figlio del capobranco giusto?, e in secundis perché per i suoi genitori quel posto era innapropriato per un ragazzo di buona famiglia come lui. In quel locale girava tanta droga. Nei bagni lerci e puzzolenti la gente ci scopava, e se i giornali scandalistici avessero anche solo mostrato una foto in prima pagina dell'erede ubriaco in quel posto. Beh. Il regno e la politica di suo padre sarebbero stati messi a dura prova, crollati a picco sul fondale di un oceano.
Quella sera aveva mentito per l'ennesima volta ai suoi genitori. Cioè, in parte. <<Vado a casa di Tadashi per fargli compagnia perché i suoi genitori sono fuori per lavoro>>. Questa era stata la scusa che aveva rifilato ai suoi per uscire di casa quella sera. Oddio. Dopo avrebbe per davvero raggiunto Tadashi e l'avrebbe per davvero fatto compagnia, ma avrebbe mentito se non avesse preferito passare l'intera notte assieme a quel testone di Kageyama.