CHAPTER 46 || #worst time

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❝<<Come sta tuo padre?>>

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❝<<Come sta tuo padre?>>

<<Ha ripreso a bullizzare Tobio, quindi immagino che si sia ripreso molto velocemente — Shōyō si passò entrambi i palmi delle mani sul viso, come ad eliminare tutta la stanchezza di quei giorni. Erano in piena fase elettorale e stava trascorrendo quei giorni più in ufficio che a casa con i suoi bambini. — Kōrai ti ha mandato per e-mail quei documenti che gli ho chiesto questa mattina? — Hitoka fece per rispondere che sì, certo, ovvio che Kōrai gli aveva mandato per e-mail tutta la documentazione che gli aveva richiesto questa mattina, ma Shōyō la interruppe sul nascere sbuffando sonoramente e poggiando la fronte contro la pila di documenti che stava già revisionando. Piagnucolò rumorosamente e Hitoka ruotò gli occhi al cielo esasperata a causa di tutta quella drammaticità immotivata. — Ma chi me l'ha fatto fare? Perché ho accettato? Perché sono un coglione orgoglioso. Ecco perché!!!>>

Hitoka poggiò la stilografica nera, che si stava rigirando tra le dita di una mano, nella rilegatura dell'agenda personale che stava compilando per Shōyō quel giorno. Sbuffò un sorriso tenero alzando un angolo delle labbra. <<Sei riuscito ad organizzarti con i bambini?>> Forse cambiando argomento avrebbe cambiato anche il mood in cui si era gettato l'amico quel giorno: lavorare con Shōyō in quel mood era difficile e pesante, una pesantezza unica.

Shōyō annuì con un cenno della testa rialzando lo sguardo e puntandolo sulla sua assistente slash segretaria slash damigella d'onore al suo matrimonio con Atsumu. <<Dalai e Haruiki in questo momento sono dai miei genitori. Ho provato a convincere Dalai in tutti i modi possibili ad andare a stare dal padre ma lui non ne ha voluto sapere nulla. Haruiki come sempre ha voluto seguirlo e restare con lui>>

<<Quei due sono legatissimi, eh?>>

Shōyō annuì sorridendo con un angolo delle labbra alzato in un sorriso dolce. <<Sì, tantissimo. A volte litigano come tutti i fratelli e i bambini di questo mondo, a volte si contendono il mio amore ma Dalai ha verso Haruiki un istinto, oserei dire paterno. Haruiki invece vede in Dalai un ideale, un piccolo eroe da seguire ed emulare. Da grande vorrebbe diventare come lui. Sono proprio belli insieme, e più li osservo e più capisco che ho fatto davvero un bel lavoro con loro come padre>>

Sì, a volte Shōyō si perdeva ad osservare i suoi bambini e pensava di aver fatto davvero un bellissimo lavoro con loro.
Quando aveva scoperto di essere gravido di Haruiki non aveva dovuto spiegare a Dalai la presenza del fratellino, anche perché era stato lo stesso bambino a richiedere a babbo natale la presenza di un fratellino nella sua vita: voleva qualcuno con cui giocare, colorare e disegnare, scrivere tantissime letterine a babbo natale. E quando nacque Haruiki Dalai non aveva fatto altro che stargli appiccicato perché doveva prendersi cura di lui e sorvegliarlo quando il papà non c'era nel raggio d'azione del fratellino.

Era da una settimana intera che arrivava a lavoro alle 6 del mattino e tornava a casa dei suoi genitori alle 3 di notte, quando Dalai e Haruiki erano già nel pieno del sonno. In sostanza. Era da una settimana che Shōyō era ritornato a dormire a casa dei suoi genitori per evitare di svegliare i bambini nel bel mezzo della notte per farli ritornare a casa.
Suo padre si stava riprendendo dall'infarto molto velocemente e positivamente. Papà Keiji lo aveva aggiornato che era Kōtarō ad accompagnare i bambini a scuola, ad andare a riprenderli e ad accompagnare Haruiki a fare fisioterapia. Dalai finiva scuola alle 18:30, Haruiki alle 16:30 quindi era con il piccolo squaletto che l'ex-capobranco passava la maggior parte del tempo. Keiji gli aveva inoltre raccontato che Haruiki — da bambino grandissimo e super responsabile quale si professava essere — si occupava del nonnino Kōtarō quando il nonnino Keiji era impegnato, ricordandogli sempre di riposare o di prendere le caramelline per il cuoricino malato.

ʀᴇᴘʟᴀʏ || ᴋᴀɢᴇʜɪɴᴀ, ᴀᴛsᴜʜɪɴᴀDove le storie prendono vita. Scoprilo ora