CHAPTER 39 || #his favorite

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piccolo spoiler:
Atsumu in questo capitolo
è tanta roba, proprio da
un punto di vista
umanitario

lo amo così tanto <3

lo amo così tanto <3

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❝<<Come sta papà?>>

<<Dovresti chiederlo ad un cardiologo. Non a me>>

<<Vuoi davvero fare lo stronzo con me adesso Tobio?>>

Tobio sospirò sonoramente. No, no che non voleva fare lo stronzo ma conosceva molto bene il suo pollo preferito per non sapere quale sarebbe stata la sua reazione.
Il semplice fatto era che Shōyō amava Kōtarō all'inverosimile, la sua intera esistenza ruotava sempre attorno al rendere orgoglioso suo padre, quindi se avesse saputo che nel tragitto tra la sede parlamentare e l'ospedale il cuore di Bokuto si era fermato per qualche minuto, Shōyō non avrebbe retto. Sarebbe crollato. Definitivamente. Tobio lo aveva visto sofferente e non voleva rivivere quell'esperienza. Era per questo che voleva delegare quella notizia ad un cardiologo... ma allo stesso tempo sapeva che se Shōyō aveva chiamato lui in quel momento di emergenza anziché un'ambulanza, era perchè si fidava ciecamente e le cose avrebbe voluto saperle direttamente ed esclusivamente da lui.

Tobio si schiarì la gola indicandogli le poltroncine nere alle sue spalle. Si trovavano nella sala d'aspetto, all'esterno della sala operatoria dove Bokuto era stato portato per un'operazione al cuore d'urgenza. Keiji era stato avvertito immediatamente da Hitoka mentre Tsukishima aveva avvertito Kuroo. <<Perché non ti siedi?>>

Shōyō aggrottò leggermente le sopracciglia in un cipiglio confuso, spaesato. Non stava capendo. Perché doveva sedersi? Perché Tobio gli stava chiedendo di sedersi? Doveva dargli qualche brutta notizia e aveva timore che si sentisse male? Come stava il suo papà? <<Perché dovrei sedermi? Papà sta bene? L'avete portato lì dentro, non mi avete fatto entrare con lui, non mi avete fatto sapere più nulla>>

<<Possiamo sederci... per favore>>

<<È successo qualcosa di grave a papà?>>

<<Shōyō per favore...>>

Ecco. Tobio era proprio questo a cui non voleva arrivare.
Shōyō era stato cresciuto come un politico, pronto ad arginare qualsiasi crisi interna con freddezza... ma Shōyō possedeva un lato umano, sentimentale.
Quando Shōyō amava, amava con tutto sé stesso.
Quando Shōyō odiava, non odiava mai fino in fondo.
Faceva il tipo, il fenomeno tutte vendette e frasi ad effetto ma Shōyō non era questo. Questa era solo una stupida maschera che aveva deciso di indossare per non soffrire più.

Shōyō era quel tipo che scriveva letterine piene d'amore e di polporina brillantinata e impossibile da togliere via. Un disegno diverso ad ogni angolo dei, minimo!!!, tre fogli di lettera.
Shōyō era quello che quando Tobio tornava dalla palestra o dall'università gli faceva trovare sempre un bagno caldo pronto e la sua cena preferita in tavola, anche se si erano scannati fino alla sera prima.
Shōyō era quello che aveva messo la sua felicità da parte per mettere al mondo Dalai e sposare lui. O giurisprudenza o il bambino e il matrimonio. Shōyō aveva scelto loro, anche se Tobio lo aveva capito troppo tardi.

ʀᴇᴘʟᴀʏ || ᴋᴀɢᴇʜɪɴᴀ, ᴀᴛsᴜʜɪɴᴀDove le storie prendono vita. Scoprilo ora