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❝Kageyama prese un respiro profondo. Si stava sentendo come un condannato a morte. Quel pomeriggio aveva avuto il suo ultimo pasto mentre Atsumu lo benediceva. Adesso si stava recando al patibolo. Il patibolo era Shōyō, sempre per chi se lo stesse chiedendo.
Ad Haruiki era passata la febbre da qualche giorno. E quindi il capobranco aveva deciso che quella sera avrebbe fatto l'annuncio. Il tanto angosciante annuncio. L'annunciazione alla madonna non sarebbe stata nulla in confronto. Una barzelletta, il plot twist epico di un romanzo fantasy.
Kageyama si schiarì la gola e bussò alla porta della camera da letto del suo ex-marito con le nocche della mano, quella con la fede d'oro all'anulare. Stava indossando lo smoking nero che Shōyō gli aveva fatto trovare sul letto della sua camera da letto, mentre lui era in doccia a lavarsi dopo il lavoro: il doppiopetto con i bottoni in oro, i gemelli in oro con lo stemma della famiglia del capobranco impresso sopra e un ordinato papillon nero legato al collo. I capelli tenuti in ordine e tirati all'indietro con del gel e della lacca, una sola ciocca non era riuscita a rimanere ferma e ogni tanto gli ricadeva sugli occhi blu.
Con il marito non ci aveva più parlato da dopo la giornata del: oggi mi sono svegliato con le palle girate e quindi prendiamocela con Tobio. Se prima di quella pseudo-discussione l'ex-marito lo evitava come evitava abilmente le cimici, adesso lo evitava come quando si evitava abilmente la peste bubbonica in Europa durante il 1600 o giù di lì. Da quando Shōyō aveva saputo che lui e Tadashi avevano preso a frequentarsi in senso romantico, aveva deciso di escluderlo ancora di più dalla sua vita e Tobio non aveva ancora compreso se perché: a) fosse geloso della situazione in sé per sé, b) fosse davvero preoccupato per la campagna elettorale e il suo futuro ruolo di capobranco. Dopotutto, non sarebbe stato adeguato e positivo per lui iniziare il proprio mandato con uno scandalo di quel genere.
Shōyō aprì la porta della sua camera da letto. Stava indossando uno smoking bianco con degli eleganti girighori in oro, i riccioli color pel di carota gli stavano incorniciando il viso in modo elegante. Gli occhi erano leggermente ricoperti di trucco con dell'ombretto color bianco e oro nell'angolo degli occhi, le orecchie abbellite dalle sue inseparabili perle bianche. Si stava tenendo la collana di perle bianche attorno al collo per evitare che cadesse a terra, con la mano libera aprì la porta con fare stizzito per poi ruotare gli occhi al cielo infastidito quando vide che era stato proprio quello sciagurato di Tobio a disturbarlo. <<Che vuoi? Atsumu non ti ha detto che dovevi già aspettarmi in auto? In questo periodo soffro moltissimo il freddo, quindi vai a mettere in moto la tua macchina e inizia a riscaldare i sedili e il clima interno>>
Tobio inarcò un sopracciglio, una mano nella tasca anteriore dei suoi pantaloni eleganti neri. Ingoiò un sospiro frustato perché non voleva disturbare ancora di più quel pitbull aggressivo che stava dormendo. <<Atsumu mi ha detto e raccomandato di tutto ma non che dovevamo andare a questa cena di gala con la mia macchina. Non l'ho lavata e soprattutto non ha i sedili riscaldabili>>