CHAPTER 48 || #that bitterness

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SCUSATE PER I POSSIBILI
ERRORI

finita la storia provvederò a
sistemarli insieme a tutti
quelli dei capitoli
precedenti :)

❝<<Non vuoi mangiare neppure una fettina piccola piccolina di pizza? Ho la preso la tua preferita>>

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<<Non vuoi mangiare neppure una fettina piccola piccolina di pizza? Ho la preso la tua preferita>>

<<No>>

<<Vuoi che papà ordini qualche altra cosa da mangiare per questa sera? Il McDonald's ad esempio?>>

<<No. Chiedilo al tuo altro bimbo. Non a me>>

Non lo sopportava. Non lo sopportava.
Quando Dalai se ne usciva fuori con questi scatti di gelosia e possessività che gli ricordavano moltissimo Shōyō... non lo sopportava proprio.
Shōyō ci era riuscito alla grande. Dopo anni era riuscito a metterlo contro il figlio. Durante il divorzio quella sanguisuga scassacazzo del cazzo glielo aveva giurato che avrebbe fatto di tutto per allontanarlo da Dalai. E lo stronzo ci era riuscito alla grandissima.

Tobio sbuffò sonoramente ruotando gli occhi al cielo e legando le braccia al petto in una posa di crescente fastidio. Sarebbe stato difficile riconquistare il figlio; con Shōyō ci metteva davvero poco a farsi perdonare e fargli ritornare il buon umore ma con Dalai gli era sempre risultato difficile. A meno che... <<Ti va di...>>

Dalai sbuffò sonoramente, le braccia legate al petto e le sopracciglia aggrottate così tanto fino a crearne un solco in mezzo. Tobio si morse l'interno guancia per evitare di sorridere teneramente, adorabilmente, innamorato di quella piccola testa calda gelosa e possessiva che era diventato il figlio. <<Io non voglio fare proprio niente con te. Ho già chiamato il nonno e ha detto che sta per arrivare e portarmi a casa con lui e nonno Keiji. Se non posso tornare a casa da papà perlomeno resterò con i nonni a cui voglio più bene di te>> Dalai sembrava essere davvero sul piede di guerra quella volta, aveva spostato addirittura lo sguardo sulla porta d'ingresso in trepidante attesa dell'arrivo del nonno.

Tobio sospirò sonoramente passandosi una mano tra quelle ciocche corvine che doveva necessariamente tagliare al più presto. <<Stai facendo tutte queste storie perché sto per darti un fratellino con Tadashi? Non hai fatto tutte queste storie quando Haruiki->>

Dalai si voltò a guardarlo solo per fulminarlo con lo sguardo, lo sguardo serio e impassibile di chi non ammetteva remore. Tobio inarcò un sopracciglio a quell'improvviso cambio d'espressione e d'atteggiamento. <<Non parlare male di Haru. Non lo devi fare. Io ho scritto la letterina a babbo natale e a babbo natale ho specificato che volevo un vero fratellino. Non uno falso come il tuo. Papà mi ha spiegato che quando ho scritto la letterina a babbo natale, babbo natale ha poi risposto con un'altra letterina dicendo che doveva essere il mio papà a scrivere la letterina alla cicogna perché Atsumu-san non conosceva la lingua delle cicogne, mentre invece tu la conoscevi molto bene. Papà mi ha detto che sei stato tu a scrivere la letterina per Haru. Quindi Haru è il mio fratellino vero perché la letterina l'avete scritta tu e papà. Per questo bambino nuovo l'hai scritta tu e Tadashi e quindi non si tratta del mio fratellino vero>>

Tobio boccheggiò come un pesce fuori d'acqua. Shōyō lo aveva detto ai bambini? E perché non ne sapeva nulla?
Prese il cellulare dalla tasca anteriore dei suoi jeans scuri e strappati in più punti qua e là, velocemente entrò nella chat del suo ex-marito — come foto profilo aveva impostato una foto scattata da quell'argentino del cazzo il giorno del compleanno di Haruiki. Shōyō stava sorridendo raggiante. Dalai alla sua destra con la sua solita espressione sorridente ma fin troppo troppo timida, la faccia dipinta come quella di un leone. Haruiki alla sinistra del padre stava sorridendo raggiante proprio come il padre — quei due avevano decisamente lo stesso sorriso impertinente ma letale — con lo stesso trucco da leoncino del fratello maggiore.

sanguisuga rompipalle
ultimo accesso alle 18:45 • 20:45

hai detto ai bambini
che Haruiki è mio figlio?

perché non me l'hai
detto?
20:45 • non visualizzato

౨ৎ ˖ ࣪⊹🌷⊹₊ ⋆୨ৎ

Shōyō lesse l'anteprima del messaggio.
Ruotò gli occhi al cielo sbuffando sonoramente. Ah!, Dalai era come Haruiki: non si teneva un cecio in bocca.
Afferrò il cellulare gettandolo dall'altra parte del divano, decisamente lontano da lui. Riportò lo sguardo sulla smart tv, dove da due ore stava guardando con le lacrime agli occhi e in loop il video del suo matrimonio con Tobio. Era proprio un sottone del cazzo!!!

Sorrise dolcemente alzando un angolo delle labbra. La parte che preferiva di tutto il filmato era quella del loro primo ballo come sposi, dove Shōyō stava sorridendo divertito a Lev che lo stava perculando su non ricordava cosa. Tobio lo stava guardando innamorato con una mano su un suo fianco e l'altra sul suo ventre, dove Dalai stava crescendo lentamente giorno dopo giorno. Quando si erano sposati Shōyō era gravido di sei mesi, la pancia era piccola e non attirava molta attenzione su di sé. Tobio era restato sempre lì a coccolare il loro bambino... per tutto il video la mano dell'idiota del cazzo era sempre stata sulla sua pancia.

Cambiò il DVD. Decise di cambiare ricordo e soffermarsi ad ossservare i primi passi di Dalai. Il video lo aveva ripreso papà Keiji.
Erano felici. Tobio e Dalai erano felici... lui un po' di meno. In quel periodo stava combattendo l'impulso di abbandonare Tobio e il bambino soli a sé stessi e dedicarsi completamente allo studio e alla successiva carriera in politica.

Shōyō amava entrambi i suoi figli all'inverosimile... ma preferiva molto di più Haruiki.
Dalai aveva rappresentato il suo periodo buio. Quel periodo dove aveva toccato il fondo, dove aveva annaspato ogni giorno cercando di ritornare in superfice... verso quel sole che tanto bramava di riafferrare. In quel periodo si imbottiva di antidepressivi ed era così stanco e assonnato che era sempre Tobio che la sera e la notte si prendeva cura di Dalai.
Haruiki invece era stata tutta un'altra storia. Haruiki era stata una ventata di novità, di positività, di aria freschissima e pulitissima. Da oasi nel deserto. Il suo piccolo squaletto era arrivato al momento giusto... quando Shōyō aveva avuto bisogno di amore, della sua forma più pura. Haruiki era stato il suo piccolo sole che era riuscito a spazzare via il temporale che da anni stava infestando il suo animo tormentato e la sua testa incasinata.

Nel filmato Shōyō era seduto a gambe incrociate sul pavimento. Tobio si trovava dietro Dalai tenendogli le manine mentre il bambino rideva ad ogni più piccolo passo. Tobio l'aveva poi lasciato andare e Dalai a piccoli passi aveva raggiunto il padre-omega ridendo mentre cadeva di faccia contro il petto di Shōyō.
Tobio aveva riso. Lo stesso aveva fatto Shōyō prima di battergli le mani contento, riempirlo di baci e di lodi. Dalai lo emulò perchè trovò il gesto di battere le manine molto divertente. Quella era stata una sua giornata particolarmente buona. Non aveva avuto picchi di depressione così eccessivamente alti, perché Tobio era restato a casa saltando università e palestra per restare con lui, con Dalai, con loro.

Shōyō ne fu felice.
Terribilmente felice.

<<Che amarezza!!!>>

ʀᴇᴘʟᴀʏ || ᴋᴀɢᴇʜɪɴᴀ, ᴀᴛsᴜʜɪɴᴀDove le storie prendono vita. Scoprilo ora