CHAPTER 45 || #always your idiot's fault

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❝<<Questa è l'ultima volta che la vengo a riprendere tra i vari reparti dell'ospedale

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❝<<Questa è l'ultima volta che la vengo a riprendere tra i vari reparti dell'ospedale. Bokuto-san le sembra normale mettere su una bisca clandestina con il personale infermieristico?>>

Bokuto sbuffò sonoramente. Che palle che era quel tipo!!! Quando c'era lui di turno non poteva mai fare un cazzo di quello che voleva.
Nonostante adesso si sentisse molto meglio, il medico gli aveva comunque detto di restare fermo a letto a riposare. Era stato quindi costretto a vedere stupidi programmi televisivi, dove trenta persone venivano lasciate per mesi in una casa senza televisione e cellulare a fare gli idioti e litigare tra loro. Avrebbe preferito avere un altro attacco di cuore, piuttosto che osservare per un altro secondo quei ragazzini in cerca di fama scannarsi per un mezzo secondo di visibilità.

Kōtarō si sedette sulla sponda del letto con un sospiro frustato e le braccia legate al petto in una posa di disapprovazione. <<Sei un bastardo del cazzo comunque. Cosa ti avevo chiesto di fare mentre ero su un letto d'ospedale morente? Dovevi dire a Shōyō la verità, dovevi prenderti cura di lui... non che dovevi portartelo a letto. Il mio bambino di nuovo a letto a fare cose sconce e zozze con te. Che schifo!!!>>

Tobio ruotò gli occhi al cielo sospirando sonoramente, chiuse la porta alle sue spalle della camera privata per poi andarsi a sedere accanto il suocero. Tirò fuori dalla tasca dei pantaloni della sua divisa blu diversi cioccolatini al cioccolato fondente, ne offrì uno al suocero che lo infilò in bocca quasi subito perché in assoluto bisogno di zuccheri. <<Bokuto-san glielo ripeterò per l'ennesima volta per l'ennesima volta: lei non stava morendo. La deve decisamente smettere di fare tutto sempre in modo così drammatico ed eccessivo... — borbottò con le sopracciglia aggrottate in un leggero broncio, un cioccolatino in una bocca e una gamba che faceva su e giù nervosamente. — ...e poi è stato suo figlio a saltarmi addosso. Giusto per essere precisi e sottolineare questo punto>>

Kōtarō sbuffò nuovamente e sonoramente proprio come un piccolo bambino capriccioso. Schiena incurvata e sopracciglia aggrottate così tanto da crearne un solco in mezzo. <<Smettila. Non voglio sentire più nulla su questo argomento>>

<<Haruiki è mio figlio>>

L'aveva confessato così. Di getto.
Non sapeva neppure perché l'avesse detto.
Non sapeva neppure perché l'avesse detto proprio al suo ex-suocero.

Kōtarō piagnucolò gettando leggermente la testa all'indietro. Non poteva crederci. Ma davvero??? <<Ma perché non lo tieni fermo e dentro le mutante per una caspiterina di volta? Adesso dovrò comprare un cazzo di rolex a quel gattaccio di Tetsurō>>

Tobio inarcò un sopracciglio in un cipiglio incuriosito spostando lo sguardo dalla porta d'ingresso della camera, al volto imbronciato da moltissime cose del suocero. <<Lei e Kuroo-san avete scommesso sulla paternità di Haruiki?>>

ʀᴇᴘʟᴀʏ || ᴋᴀɢᴇʜɪɴᴀ, ᴀᴛsᴜʜɪɴᴀDove le storie prendono vita. Scoprilo ora