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Mi svegliai ancora una volta nel suo letto, l'ennesima ormai. Riconobbi subito la morbidezza di quel piumone colore crema. Le parole di Namjoon riaffiorarono nella mia mente.

Non vuole che ti succeda qualcosa.
Ci tiene molto a te.
Sei speciale per lui Hobi. Anche lui lo era per me.
Mi stiracchiai ancora un po' indolenzito, ma molto più pimpante rispetto alla sera precedente. Parlare con Yoongi, affrontarlo, mi aveva fatto bene. Proprio in quel momento entrò in camera con una tazza di caffé in mano.
"Hei, buongiorno piccolo, ti sei già svegliato? Ti senti meglio?" Mi chiese mentre chiudeva la porta alle sue spalle.
"Si, grazie, adesso sto meglio." Si sedette accanto a me lasciandomi un bacio delicato sulla fronte.
"Yoon io...-"
"Non dire niente. Ne abbiamo già parlato, non devi più scusarti di niente piccolo." Mi disse poggiandomi la testa sul suo petto e accarezzandomi i capelli.
"Mi dispiace Hobi... Per tutto." Mi alzò il volto con la mano e mi baciò delicatamente le labbra.
"Neanche tu dovresti più scusarti." Gli feci notare sorridendogli di nuovo. Mi era mancato, dio quanto mi era mancato! Passò il pollice sul piccolo taglio che avevo sul labbro inferiore e sospirò amaramente.
"Non dovresti avere segni del genere sulla pelle." Sembrava triste, mi faceva male vederlo così.

Mi sistemai meglio con le nostre spalle che si toccavano e cedetti al mio istinto, sperando di rassicurarlo. Mi sporsi in avanti e azzerai la distanza che ci separava facendo coincidere le nostre labbra. Ricambiò il bacio all'istante mettendoci dentro tutto quello che provava, sapeva di paura, di preoccupazione, di premura. Affondai le dita nei suoi capelli avvicinandolo ulteriormente al mio volto dando vita ad uno scambio silenzioso di sentimenti.
Era malinconico, disperato.
Non volevo farlo andar via, lo avevo capito, lo volevo tenere per me. Non volevo che si allontanasse da me.
Le sue labbra dolci si staccarono dalle mie scendendo sulla mandibola e sul mio collo, assaporando delicatamente ogni centimetro di pelle che trovavano. Un brivido mi percorse la spina dorsale e dovetti trattenere un gemito quando mi mordicchiò un pezzo di pelle sotto all'orecchio, proprio dove, la note, aveva spalmato il suo sapone speziato.
Lo volevo più vicino, lo volevo ancora, in quel modo non mi bastava.
Si riportò sulle mie labbra stando sempre attento a non farmi male.
Portai le mani sul suo petto, toccando e stringendo il tessuto della felpa che indossava.

***

L'istinto mi diceva di toglierla ma la paura di esagerare mi impediva di agire. Capì le mie intenzioni poichè si staccò da me, se la tolse e tornò a baciarmi il collo scendendo verso le clavicole mentre le mie dita sfioravano tutta quella pelle esposta.
Iniziai ad ansimare sotto il suo tocco delicato, sentivo il desiderio crescere intorno a noi.
Lo spinsi leggermente facendogli poggiare la schiena sulla testata del letto e mi posizionai sopra di lui, avvicinando i nostri bacini.
Lo fissai per un secondo ammirando tutta la bellezza di quel busto nudo. La pelle chiarissima, il petto tonico e la pancia piatta, le labbra rosse e schiuse e i capelli spettinati. Sembrava un'opera d'arte.
Era magnifico.

Mi abbassai e lo baciai a stampo per poi iniziare a dirigermi verso il suo collo. Lo sentivo trattenere i gemiti sotto di me e mi piaceva da matti, i suoi muscoli vibravano ogni volta che le mie labbra inumidivano la sua pelle. Scesi ancora di più, quasi sdraiandomi sul suo corpo, per assaporargli la pelle del petto, fino all'ombelico.
Un gemito strozzato gli uscì dalle labbra quando gli sfiorai un capezzolo con la lingua.
"Hobi..." Ansimò chiamandomi.
Mi afferrò per la vita e mi riportò sul suo bacino, facendo scontrare le nostre intimità coperte da troppi strati di vestiti. Era duro, mi voleva, così come io volevo lui.
Mi tolse la maglietta e la gettò lontano prima di ribaltare le posizioni e sdraiarsi su di me.
"Sei sicuro?" Mi chiese guardandomi intensamente negli occhi. Annuii vistosamente impaziente di avere di più, di sentirlo sopra di me. Lo volevo da matti, non ce la facevo più.
Continuò a baciarmi mentre mi sfilava i pantaloni con una mano e con l'altra si reggeva evitando di crollarmi addosso. Era delicato e sicuro in ogni suo gesto. Sembrava che avesse paura di rompermi. Portò una mano sulla mia erezione, ormai scoperta facendomi rabbrividire a quel contatto e iniziò a massaggiarla e stuzzicarla rischiando di farmi perdere la testa.
"Yoon..." Mugolai alzando il bacino verso il suo.
Si sfilò i pantaloni della tuta e i boxer in un solo gesto rimanendo nudo nella luce delicata della stanza.
"Aspettami qui..." Mi baciò passionalmente prima di alzarsi dal letto e tornare subito dopo con un tubetto di lubrificante fra le mani.
"Forse dovrei trovargli un posto vicino al letto." ridacchiò gettandolo sull'altro cuscino.

Before of you.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora