10. Tear

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Iniziai a camminare verso di lui, tenendo gli occhi fissi sulla sua nuca.
In quel momento non so se avrei voluto incenerirla per non vederla più o aprirla per capire cosa ci fosse effettivamente dentro. Mi sentivo preso in giro. Odiavo la sensazione che mi stava provocando. Mi bruciavano gli occhi, ed il respiro sembrava soffocarmi, come se i polmoni fossero schiacciati in una morsa, come schiacciati fra due massi, due pareti... Mi sembrava di soffocare e la testa iniziava a pulsare.
Cosa avevo intenzione di fare? Gli avrei chiesto spiegazioni o avrei dato di matto?

Quando arrivai a pochi passi di distanza Jackson mi notò sgranando gli occhi e picchiando una mano sul petto di Jiho. Subito lui e la ragazza si staccarono. Pensava davvero che non avessi visto nulla?
"Ciao amore." Attirai la sua attenzione. Si voltò di scatto, come un topo in trappola, trovandomi sorridente, uno scalino sotto di lui. Intorno a noi calò il silenzio per un paio di secondi, sembrava che anche la musica si fosse fermata. Dovevo restare calmo.
"Che ci fai qua?" Non mi feci intimidire dal suo tono freddo e distaccato.
"Sono con i miei amici. Ciao ragazzi, come state?" Chiesi a Jaebeom, Jackson e Jinyoung salutandoli con la mano.
"Ciao, non ci conosciamo, io sono Kim Jisoo" Si fece avanti la ragazza allungandomi la mano per presentarsi. In quel momento ne rimasi sorpreso, non capendo se stesse fingendo o davvero non avesse capito niente di quello che stava succedendo.
Le sorrisi, cercando di mantenere saldi i nervi.

Non feci in tempo a rispondere che Jiho la spostò facendole svolazzare i morbidi capelli castani, piazzandosi fra me e lei. Lo fulminai con lo sguardo, facendogli intendere che avevo visto tutto.
Doveva sapere che non poteva scappare, che ormai aveva rovinato tutto, che non ci sarebbe stata una soluzione.
"Che succede amore?" Gli chiesi esibendo un ghigno vendicativo. Non sapevo quali fossero le sue intenzioni, ma sapevo quali erano le mia.
L'avrei messo con le spalle al muro, esattamente come meritava dopo ciò che avevo visto.
"Vieni con me Hoseok." Mi ammonì iniziando a trascinarmi lontano da tutti gli altri.
"Che fai, lasci da soli i tuoi amici?" Avevo deciso di portarlo allo stremo, volevo che mi dicesse tutto quanto. E lo volevo subito.
"Mi sarebbe piaciuto conoscere anche la ragazza. Com'è che si chiama? Jisoo..." Mi finsi innocente ed innocuo.
"Che ci fai qua?" Mi chiese mollando la mia mano con più forza del dovuto dopo aver ruotato gli occhi mentre cercava una soluzione.
"Che ci faccio qua? Sono venuto a ballare con i miei amici. Lo sapresti se avessi guardato il telefono, ma forse eri troppo impegnato per preoccuparti del tuo fidanzato." Dissi aspramente.
"Ti ho fatto una cazzo di domanda Hoseok." Mi gridò in faccia.
"E io ti sto dando una cazzo di risposta! Ti ho mandato un messaggio!" Stavo iniziando a perdere tutto quel bel controllo che avevo mantenuto fino a quel momento.

Mi faceva saltare i nervi il suo modo di fare.
"Quindi sei venuto qua con quegli scemi?" Li insultò e questo mi fece arrabbiare ancora di più. Non erano affari suoi con chi fossi andato a ballare! Non era quello il problema!
"Sono i miei amici. Si può sapere cosa ci fai qua tu, invece?"
"Questi non sono affari tuoi! Sono a bere una birra con gli amici." Mi rispose aspramente. Non feci in tempo a riprendere la parola che si era avvicinato pericolosamente al mio volto, puntellandomi con i suoi occhi affilati. "Ti ripeto la domanda. Cosa ci fai qua? Sei venuto a controllarmi?" Mi spiazzò con quell'assurda domanda facendomi ridere ironicamente.
"Ma ti senti quando parli? Come facevo a venire a controllarti se neanche sapevo dove diavolo eri?" Avevo iniziato ad urlare anche io.
Le guance mi andavano a fuoco. "Smettila subito di usare quel tono di voce con me!" Mi minacciò puntandomi un dito addosso.
"Sei te che hai iniziato ad urlare! E poi, si può sapere chi cazzo è quella? Ho visto come la tenevi stretta a te!" Non ce la facevo più. Volevo delle risposte, il panico mi stava divorando l'anima. "Quella chi?" Mi gridò con una nota di esasperazione nella voce.

Sentivo che stava mentendo, lo sentivo benissimo. Avevo visto.

"Quella che ti tenevi avvinghiato a te come una cazzo di piovra! Ti ho visto Jiho!" Gli occhi iniziavano a pizzicare. "Stronzate! Hai visto male! Io non tenevo avvinghiato proprio nessuno!"
"Perchè mi menti? Per quale motivo ti devi prendere gioco di me?" Mi asciugai una lacrima con il dorso della mano.
"Sei tu che ti inventi le cose! Vuoi un pretesto per litigare? Bene! Basta dirlo!" Mi ringhiò sempre più infuriato. Stavo iniziando a tremare.
"Jiho ti ho visto! E' inutile che cerchi di mentirmi! Non mi dici niente di dove vai o casa fai, mi accusi di essere venuto qua a controllarti, insulti senza senso i miei amici e poi cerchi di nascondere l'evidenza? Sei patetico! Almeno abbi la decenza di dirmi le cose come sta-"

Un rumore sordo mi zittì di colpo, non lasciandomi neanche il tempo di capire cosa fosse appena successo.
Iniziai a sentire la mia guancia sinistra bruciare e istintivamente ci portai una mano sopra. Era calda. Piantai i miei occhi terrorizzati in quelli di Jiho, incredulo.
"Sei contento adesso? Mi hai rovinato la cazzo di serata. Quello patetico se tu." Mi sputò aspramente per poi voltarsi e andarsene.
Nessuna traccia di pentimento sul suo volto, eppure mi aveva appena tirato uno schiaffo.
Non capivo più niente. il bruciore alla guancia e le lacrime che mi offuscavano la vista mi stavano impedendo di muovermi. Rimasi in piedi per secondi infiniti, cercando di darmi una spiegazione valida che mi sviasse dall'ovvietà della situazione.

"Hobi... Come stai?" Mi fece trasalire Jimin che visibilmente preoccupato si adagiò sul mio petto.
"Giuro che dopo questa lo ammazzo quel bastardo!" Ringhiò Jungkook folle di ira. Avevano visto tutto. Lo vidi guardarsi intorno infuriato, cercando Jiho fra la folla. Per fortuna Jimin lo bloccò prima che potesse trovarlo.
"Jungkook. Adesso non è il momento di pensare a Jiho." Lo ammonì duramente. Sapevo cosa volesse dire. Non osavo immaginare la mia espressione in quel momento, sentivo solo di non riuscire a collegare tutti i puntini che mi affollavano la mente.
"Hobi, tranquillo ci siamo noi qui con te, adesso." Cercò di rincuorarmi Taehyung accarezzandomi la schiena lentamente. "Vo-voglio andare a casa." Sussurrai con voce tremante.
Mi aiutarono a scendere le scale per uscire dal locale. Chiesi a Jimin di chiamare un taxi, volevo andarmene, subito.

Quello che successe dopo erno solo immagini sfocate ai miei occhi, vedevo Jungkook camminare nervosamente avanti ed indietro, vedevo Taehyung che cercava di fermarlo, di farlo sedere accanto a me e sentivo le piccole mani di Jimin che stringevano le mie ancora tremanti.
Aspettammo per qualche minuto, fuori dal locale, che il taxi arrivasse.
"Hobi, vuoi venire a dormire da me?"
"No Tae, vorrei stare da solo..." Sussurrai seduto, ancora, sul marciapiede. Finalmente arrivò il nostro taxy. Quando scesi davanti a casa, non salutai neanche i ragazzi, passai il viaggio con la testa appoggiata al finestrino, incapace di dire qualsiasi cosa, mentre la guancia bruciava e le lacrime ne esaltavano il calore.
Avevo bisogno di rintanarmi in casa e di sperare che fosse stato tutto un sogno.

Before of you.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora