13. Never mind

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Le prime gocce di pioggia macchiarono la mia felpa mentre inserivo le chiavi di casa nella toppa della porta. Mi tolsi le scarpe e mi diressi in cucina a prendere un bicchiere d'acqua.
Sentii delle voci provenire dal piano di sopra, che si avvicinavano alle scale. Distinsi chiaramente la risata esagerata di Seokjin e istintivamente mi avvicinai per salutarlo.
Mi avrebbe fatto bene vederlo, ma non avrei mai immaginato di trovarlo mentre trascinava giù, mano nella mano, un ragazzo.
Mi immobilizzai di colpo riconoscendo la terza figura che li seguiva lentamente, scendendo svogliatamente uno scalino alla volta. Riuscii a mettere a fuoco quei capelli biondi e morbidi e quegli occhi affilati che si puntarono su di me, avendo la mia stessa reazione.

"Yoongi..." Sussurrai senza muovere le labbra, paralizzate anche esse.
"Hobi! Sei già a casa?" Mi salutò Seokjin avvicinandosi a quello che sembrava il fantasma del mio corpo. Mi risvegliai dal mio stato di trance e mi sforzai di essere normale, sorridendo a mio fratello. "Hyung! Si, sono tornato prima, fuori sta piovendo." Parlai senza pensare a ciò che davvero stavo dicendo, ma sembrò non notarlo nessuno. Ma anzi, Seokjin sembrò preoccuparsi della pioggia, velocemente si avvicinò alla finestra dietro di me e guardò fuori sbuffando. "Di già?" Si lamentò.
"Beh, con questo tempo non vi faccio tornare a casa. Vi va di rimanere a cena con noi?" Domandò ai due ragazzi senza neanche preoccuparsi di avere la mia opinione.
Feci scattare i miei occhi sgranati su di lui, che mi ignorò completamente.
"Beh, per me va bene, a te va?" Disse il ragazzo alto.
"Volentieri!" Rispose Yoongi continuando a fissarmi e sul suo volto vidi formarsi un piccolo ghigno soddisfatto che non avevo idea di cosa volesse dire.
"Oh, non vi ho neanche presentati!" Si ricordò Seokjin lanciandosi di nuovo su quello che presumevo essere il suo fidanzato.
"Ti ricordi del ragazzo del ristorante?" Mi chiese.
"Lui è Namjoon." Concluse indicando il suo volto con una mano.
Lo trovavo adorabile quando faceva così, pieno del suo solito entusiasmo, ma non avevo abbastanza sangue al cervello per essere intenerito.
"Ciao, molto piacere." Mi presentai.
"E questo gnomo svogliato è-"

"Yoongi." Lo interruppi catturando l'attenzione di tutti, compresa la sua, anche se non aveva mai smesso di fissarmi.
"Voi due vi conoscete?" Chiese sorpreso Namjoon rivolgendosi a Yoongi.
"Si, ci siamo conosciuti qualche settimana fa per caso." Rispose salvandomi dall'imbarazzo di dover dare delle spiegazioni. Probabilmente aveva notato il panico sul mio volto.
Sorrisi di rimando, ricordandomi della mia folle camminata verso il museo e del nostro incontro inaspettato.
"Dovresti spiegarmi una cosa Hobi." Mi sussurrò Seokjin.
"Io non devo spiegarti proprio niente!" Lo ammonii di rimando.
"Va bene, tenetevi i vostri segreti allora!" Fece spallucce fingendo di non essere interessato.
"Namjooni, vieni ad aiutarmi con la cena?" Continuò trascinando il fidanzato verso la cucina.
"Sei sicuro che non disturbiamo?" Provò a fermarlo. Tentativo del tutto inutile, ovviamente.
"Ma quale disturbo, anche a Hobi fa piacere." Mi strizzò l'occhio indicandomi con la testa la figura di Yoongi ancora in piedi davanti alla porta della cucina. L'avrei voluto uccidere, ma non riuscii a fermare il sorrisetto timido che mi si era formato mentre le guance mi si scaldavano leggermente.

"Come mai sei qua?" Chiesi a Yoongi dopo essermi assicurato che gli altri due avessero la testa dentro al frigorifero. "Beh, a Namjoon pesava il culo per tornare a casa a piedi, così sono venuto a prenderlo." Mi spiegò alzando le spalle.
"Non avevo idea che tu potessi essere il fratello di Seokjin, strane le coincidenze." Continuò lasciandomi senza niente da dire.
"Dai, andiamo ad aiutarli, Namjoon non riesce neanche a rompere un uovo." Mi strizzò l'occhio e si incamminò verso il piano da lavoro accanto ai fornelli.

Decidemmo di preparare una ciotola di ramen, non avevamo voglia di cucinare qualcosa di impegnativo.
Prendemmo tutti gli ingredienti e ci mettemmo a lavoro.
Yoongi aveva ragione, Namjoon non era in grado neanche di rompere un uovo, e mi sorprese perchè dal suo aspetto potevi vedere le sue spalle larghe e le braccia muscolose, ma riuscivi a percepire quanto potesse essere dolce e premuroso. Sembrava davvero un bravo ragazzo, i suoi occhi scuri come zucchero troppo caramellato erano sempre attenti a tutto ciò che lo circondava, ma soprattutto a Seokjin, seguendo ogni suo movimento con curiosità.
"Quindi ce lo dite come vi siete conosciuti o volete farci stare ancora un po sulle spine?" Domandò curioso Seokjin. Lo fulminai con lo sguardo, sperando di fargli cambiare idea ma sapevo che la curiosità gli stava divorando l'anima.
Era da sempre un gran chiacchierone e doveva impicciarsi negli affari di tutti, era più forte di lui, soprattutto quando si trattava di qualcosa di succulento, e il fratello che conosce qualcuno, apparentemente lo era.
Namjoon aveva interrotto il suo lavoro con le cipolle e cercò di concentrarsi per ascoltare la risposta. Yoongi sembrò far finta di niente, lasciando a me il compito di dare una spiegazione e permettendomi di raccontare la versione che più preferivo, o con ciu mi sentivo più a mio agio. Afferrai una carota per iniziare a tagliarla sospirando cercando di rispondere senza sembrare pazzo.
"Beh, diciamo che sono andato al museo in cui lavora Yoongi e ci siamo conosciuti. Tutto qui." Spiegai tralasciando volutamente alcuni dettagli. Non che mi vergognassi di aver preso un caffè con uno sconosciuto, ma volevo evitare di dover rispondere alle mille domande con cui mi avrebbe tempestato Seokjin, non era un comportamento da me, di solito ero molto diffidente, e la pessima giornata che avevo appena superato non mi consentiva di avere abbastanza energia per quello.
Mi voltai istintivamente verso Yoongi, era concentrato a tagliare la carne e per un attimo i nostri sguardi si incrociarono, regalandomi un rapido sorriso.

Finalmente la cena era pronta, nonostante tutte le difficoltà, e il profumo mi faceva venire l'acquolina in bocca da quanto era invitante.
"Com'è andata con Jiho?" Mi chiese Seokjin avvicinandosi a me mentre mi lavavo le mani.
Aveva notato il mio silenzio durante tutto il tempo, solo Yoongi era riuscito a farmi dire qualche parola di tanto in tanto. "Beh... In realtà non come avevo immaginato." Confessai nascondendo la testa nelle spalle. Mi guardò incitandomi a proseguire con la testa piegata di lato.
"Ho cercato di avere delle spiegazioni su quello che è successo, sul perchè mi avesse ignorato, la ragazza, il suo umore.... In realtà è stato tutto un malinteso."
"Hobi-" "Lo so Hyung. Lo so. Voglio dargli un'altra possibilità, in fondo se la merita." Mi asciugai le mani voltandomi di spalle, consapevole che quello che avevo appena detto non aveva senso e avrebbe finito per ferirmi ancora di più. Non dovevo piangere, non in quel momento.
Lo sentii sbuffare rassegnato dietro di me consapevole anche lui che stessi mentendo a me stesso.
"Hobi, non voglio vederti stare male." Mi disse accarezzandomi una ciocca di capelli.
"Mi ha detto che si impegnerà, che cercherà di capirmi, di cambiare... Devo provarci Hyung." Gli spiegai ormai sull'orlo di una crisi.
Io capivo come si sentiva lui, frustrato, rassegnato, incazzato. Era esattamente come mi sentivo io, e mi odiavo per questo, ma non riuscivo ad evitarlo.

In un certo senso ero consapevole che non avrebbe mantenuto la promessa, che non sarebbe cambiato niente, ma non riuscivo a non dargli un'altra possibilità. "E tu cosa ne pensi Hobi?" Mi domandò dopo una manciata di secondi di silenzio, spiazzandomi totalmente.
"Io? Non lo so... Devo ammettere che quando si mette in testa qualcosa lo porta in fondo, costi quel che costi."
"Ho paura di rimanere ferito ancora una volta? Si. Ma le cose in una relazione si fanno in due, e se devo essere da solo, allora sarà così." Sospirai riportando alla mente tutte le volte in cui avevo creduto erroneamente alle sue parole.
Vedevo Seokjin trattenersi, sapevo che avrebbe voluto dire qualcosa, ma non lo fece. Dopotutto non spettava a lui dirmi cosa fare o dare giudizi sulla nostra relazione, sapevo che non lo avrebbe mai fatto, però riuscivo a capire perfettamente ciò che stava pensando. Forse eravamo semplicemente incompatibili, lui pensava questo, era inutile che provassi a correre quando davanti avevo un muro troppo alto da poter scalare.

"Fiorellino vieni a mangiare prima che si freddi!" Mi urlò dal salotto Yoongi. A quel nomignolo diventai rosso come un peperone, coprendomi il volto con una mano.
"Fiorellino eh?" Si prese gioco di me Seokjin lanciandomi un'occhiata che la diceva lunga.
"Stai zitto." Lo ammonii grattandomi il naso imbarazzato. "Va bene, io vado in salotto..." Disse avviandosi nell'altra stanza.
"Vengo con te." Cercai di seguirlo.
"No, fiorellino, tu aspetti qua qualche secondo." Mi bloccò prima di sparire dietro l'angolo.

Before of you.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora